Saldo e Stralcio 2019: ecco gli scaglioni ISEE per uscire dal tunnel dei debiti.

E’ tutto più chiaro sui parametri e scaglioni della possibilità concessa dalla Legge n. 145/2018 contenente il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, che introduce il cosiddetto “Saldo e stralcio” delle cartelle esattoriali.

Ecco i parametri per aderire al “Saldo e stralcio” che riguarda le Persone fisiche che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica nei seguenti:

1- il valore ISEE riferito al proprio nucleo familiare non superi 20 mila euro.

2-  Alla data di presentazione della dichiarazione di adesione, risulta già presentata la procedura di liquidazione di cui all’art. 14-ter della legge del 27/1/2012, Rientrano nel “Saldo e stralcio” i debiti relativi a carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 derivanti da:
•    omessi versamenti dovuti in autoliquidazione in base alle dichiarazioni annuali;
•    contributi previdenziali spettanti alle casse professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps.

La riduzione delle somme dovute sia a titolo di capitale che di interessi, secondo l’indicatore economico ISEE del nucleo familiare è suddiviso in tre scaglioni:

•    16% delle somme dovute, a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione, con ISEE fino a 8.500 euro;
•    20% delle somme dovute, a titolo di capitale e interesse di ritardata iscrzione, con ISEE da 8.500,01 a 12.500 euro;
•    35% delle somme dovute, a titolo di capitale e interesse di ritardata iscrizione, con ISEE da 12.500,01 a 20.000 euro.

Una ulteriore distinzione vale per coloro che vivono una situazione di grave e comprovata difficoltà economica è confermata dalla già avvenuta apertura della procedura di liquidazione ed è previsto il pagamento di una quota pari al 10% delle somme dovute a titolo di capitali e interessi di ritardata iscrizione.

Ricordiamo che oltre alla riduzione degli importi dovuti, chi aderisce al “Saldo e stralcio” beneficerà anche dell’azzeramento di sanzioni e interessi di mora.

Come previsto dal co. 190 dell’art.1 cit., ai fini di un corretto ed efficace “saldo e stralcio”, è necessario che il pagamento del debito venga effettuato:

a) in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019;

b) oppure in 5 rate così suddivise:

  • 35% dell’importo dovuto entro il 30 novembre 2019;
  • 20% dell’importo dovuto entro il 31 marzo 2020;
  • 15% dell’importo dovuto entro il 31 luglio 2020;
  • 15% dell’importo dovuto entro il 31 marzo 2021;
  • il restante 15% entro il 31 luglio 2021.

Nelle situazioni più complesse, il suggerimento è rivolgersi preferibilmente a professionisti del settore commerciale o legale che hanno le giuste competenze.

Lo Studio Legale dell’Avv. Alberto Verrengia è aggiornato in tempo reale su ogni evoluzione normativa con garanzia di celerità, discrezione e efficacia comprovate.

 

Dal 2019 Bollo Auto dimezzato: ecco la norma che in pochi conoscono.

E’ stranamente passato in sordina un emendamento alla legge di bilancio, molto positivo per gli automobilisti italiani e l’Automotive in genere. Difatti, all’ultimo momento, il 22 dicembre, in piena notte nelle prime ore di domenica 23 e in via definitiva anche dalla Camera il 30 dicembre col resto della legge, è stato inserito un comma che dimezza la tassa di possesso per le auto e moto di età fra 20 e 29 anni.

Fino ad oggi per queste auto, la tassa di circolazione era piena ed estremamente dannosa per tutti coloro che avevano acquistato auto di interesse storico e ne facevano un uso culturale e di collezione.

Ecco il nuovo testo inserito nella legge di bilancio 2019, all’articolo 1. ( comma 1048)

All’articolo 63 della legge 21 novembre 2000, n. 342, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:

1-bis. Gli autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico con anzianità di immatricolazione compresa tra i venti e i ventinove anni, se in possesso del certificato di rilevanza storica di cui all’articolo 4 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 17 dicembre 2009, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2010, rilasciato dagli enti di cui al comma 4 dell’articolo 60 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e qualora tale riconoscimento di storicità sia riportato sulla carta di circolazione, sono assoggettati al pagamento della tassa automobilistica con una riduzione pari al 50 per cento.

1-ter. L’onere derivante dal comma 1-bis è valutato in 2,05 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019“.

E’ chiaro che esistono dei limiti e delle esclusioni, poichè il dimezzamento della tassa non è automatico e non è per tutti i veicoli. Se ne ha diritto solo se il veicolo di età fra 20 e 29 anni è iscritto ai registri ASI, FMI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo. L’iscrizione deve essere anche riportata sulla carta di circolazione. Gli altri continueranno a pagare il bollo pieno.

Lo Studio Legale Verrengia, all’avanguardia su tutte le normative, non solo vi terrà sempre aggiornati su ogni evoluzione legislativa, ma è, anche, un esperto aiuto per ogni problematica giuridica intercorrente con la vostra vita quotidiana.

Noi siamo garanzia di trasparenza ed efficienza per la vostra tutela.

Vizi TARI (tassa sui rifiuti): ecco perché si può annullare

Non è raro che vengano imputate richieste di pagamento per anni precedenti della TASSA sui RIFIUTI (TARI). I Comuni non disdegnano di accertare ogni micro-ritardo dell’utente, spesso non corrispondendo un servizio parimenti adeguato (ma questo è un altro problema)

Ciò che ci interessa, in questa sede, è conoscere come è possibile impugnare una cartella di pagamento per omesso versamento TARI. Bene, nel caso che  la richesta di pagamento sia stata notificata al contribuente in seguito all’omesso versamento della TARI e si riferisca ad un precedente e propedeutico atto di accertamento,  recapitato allo stesso, l’agente della riscossione, o chi per esso: SI HA L’OBBLIGO  di dimostrare la regolare notifica dell’atto preventivo. In primis, tale incombenza puà essere accertata attraverso l’accesso che l’utente può fare presso l’Ufficio competente, in mancanza di riscontro, direttamente in giudizio.

Questa è la giurisprudenza indicativa, estremamente interessante,  della Commissione tributaria provinciale di Roma, con la sentenza n. 1072/39/18, depositata in segreteria il 15 gennaio successivo.

Il Concessionario ha l’onere di dimostrare (e non viceversa) la regolarità del precedente atto di accertamento, attraverso i mezzi previsti per la notifica. La definizione plastica è: “la cartella impugnata non è completa sotto il profilo motivazionale – posto che nel caso in cui la cartella esattoriale non sia stata preceduta da un avviso di accertamento, deve essere motivata in modo congruo, sufficiente ed intellegibile”

Ecco cosa hanno sottolineato i Giudici romani in quella precisa procedura: “E’ fondato, invece, l’eccepito difetto di motivazione dell’atto impugnato, per omessa notifica dell’atto presupposto.

La società AMA S.p.a. non ha esibito la prova della rituale notifica dell’avviso di accertamento n. 1111006580 del 29.9.2011, notificato in data 28.11.2011, con raccomandata AR. N. 61033733359- 8, per compiuta giacenza.

Il giorno della notifica è stata immessa, nella cassetta postale dell’appellato, la comunicazione di avvenuto deposito della stessa presso il competente Ufficio Postale, ma non risulta inviata la relativa raccomandata.

La giurisprudenza di legittimità è concorde nell’affermare che: La notificazione a mezzo posta, qualora l’agente postale non possa recapitare l’atto, si perfeziona, per il destinatario, trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata contenente l’avviso della tentata notifica e la comunicazione di avvenuto deposito del piego presso l’ufficio postale, sicché, ai fini della ritualità, è richiesta, ex art. 8 della l. n. 890 del 1982, la prova della spedizione di detta raccomandata” (Cass. n. 62642 del2017). Tenuto conto che il ricorrente contesta la notifica dell’atto presupposto n. TM1111006580 del 29-9.2011, la cartella impugnata non è completa sotto il profilo motivazionale – posto che nel caso in cui la cartella esattoriale non sia stata preceduta da un avviso di accertamento, deve essere motivata in modo congruo, sufficiente ed intellegibile (Cass. n. 9799 del 2017) – né è stata rispettata la sequenza procedimentale ai fini della riscossione.

Sulla base dei rilievi espressi, il ricorso va accolto, la cartella impugnata annullata ed ogni altra questione assorbita”.

Sinistri Stradali: trasparenza e risarcimenti certi, le garanzie dello Studio Verrengia per evitare amare sorprese

La gestione forense, extragiudiziale e giudiziale dei sinistra stradali è stata probabilmente una delle patologie più gravi della giustizia italiana di questi anni. A rimetterne le spese, automobilisti onesti, contribuenti ed assicurati costretti a pagare polizze carissime o peggior ancora a dover soccombere nelle procedure anche godendo della ragione.

Ciò a causa di un sistema che negli anni ha visto coinvolto varie figure del tessuto giudiziale, talvolta stanati dalla giustizia, altre volte, ahinoi, ancora in attività.

In tanti casi, un semplice sinistro stradale si è trasformato, in Campania soprattutto, in un calvario con strascichi giudiziari e truffe di ogni tipologia.

Ecco perchè, anche sulla gestione dell’Infortunistica, lo Studio Legale Verrengia offre garanzie di trasparenza e di serenità. Raggiungere agevolmente i risarcimenti, attraverso la massima chiarezza, con elementi di certezza sulle quantificazioni, sulle spese e sulle probabilità, aborrendo ogni escamotage illegittimo o spesso illegale.

Un consulente dello Studio Legale Verrengia, ascolterà le ragioni del tuo sinistro e predisporrà un piano di gestione dello stesso, inquadrando sin da subito, probabilità di riuscita in base alla dinamica, quantificazione media del danni, spese eventuali e tempistica. Tutto ciò senza aggravi iniziali per l’assistito.

Sarà importante per il cliente sapere di non dover far altro che attendere fiducioso, di non ricevere sorprese amare e di incassare quanto è dovuto senza spese impreviste o spartizioni con nessun altro.

Un metodo etico, ma che raggiunge efficacemente il risultato in pochi mesi grazie anche alla fiducia che le Compagnie Assicurative donano a sistemi trasparenti di gestione degli incidenti stradali.

In caso di sinistro stradale, 24 ore non stop, un consulente dello Studio Verrengia ti darà risposte telefoniche ai numeri e email indicate nel sito per tranquillizzarti e subito predisporre difese e sistemi per evitare di essere truffati.

Noi siamo la Vostra garanzia di trasparenza e di un sicuro risarcimento.

 

Gestione mirata debiti: i giusti consigli per piani di rientro, rottamazione, saldo e stralcio e pace fiscale.

In questi anni di crisi, molte famiglie hanno accumulato debiti di ogni sorta, molto spesso contro la propria volontà. Gestire  la propria situazione economica autonomamente  è difficile e rischioso se non si utilizzano metodi, conoscenze e capacità professionali mirate.

Nè altre forme di collaborazione sindacale o patronale possono sopperire ad una valutazione specialistica di rientro dalla propria condizione debitoria che solo esperti legali e finanziari possono dare.

Ancor di più districarsi tra le nuove possibilità di rientro è complesso: l’ultima manovra economica e le normative appena precedenti hanno previsto nuovi strumenti per ripianare la propria situazione finanziaria personale e familiare.

Lo Studio Legale Verrengia, in queste settimane, ha già dato risposta a numerosi assistiti ed utenti che hanno pianificato per il 2019, una fase di recupero economico tramite la rottamazione ter, i saldo e stralcio, la pace fiscale e non solo.

La consapevolezza che coloro che si rivolgono allo Studio per una consulenza per un piano di rientro, siano persone con chiare problematiche economiche, ci ha indotti ad applicare tre agevolazioni importanti: il preventivo trasparente, la dilazione nei pagamenti degli onorari, spese l’applicazione dei minimi tariffari per le condizioni più disagiate e il gratuito patrocinio nei casi limite.

La nostra competenza e la nostra trasparenza al Vostro servizio.

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Azione Legale: Preventivo e spesa definitiva. La garanzia della trasparenza dello Studio Legale Verrengia.

Molti cittadini si avvicinano con diffidenza ad uno Studio Legale per il timore di affrontare spese esose e non avere la chiara consapevolezza di quale impegno economico si dovrà sostenere nel medio termine.

Lo Studio Legale Verrengia ha inaugurato da vari anni, una metodologia, poi,sancita anche dalla normativa vigente sul Preventivo Trasparente e la certificazione delle spese da affrontare.

In poche parole, al’assistito\cliente verrà preparato un preventivo chiaro con l’indicazione delle spese legali e degli onorari che si dovranno affrontare. Quell’importo sarà il definitivo impegno economico per la procedura o per qualsiasi azione legale richiesta allo studio.

In questo modo si potrà valutare serenamente la convenienza, la disponibilità e pianificare il pagamento senza ansie e preoccupazioni.

Questa è stata una delle grandi innovazioni dello Studio Legale Verrengia e che ha comportato l’ampia soddisfazione degli utenti.

 

2019: ecco i bonus per ristrutturazioni edilizie, mobili, pannelli solari ed auto.

 

I caratteri sostanziali della manovra finanziaria sono, ormai delineati. Sono state ripristinate alcune agevolazioni per i cittadini piuttosto interessanti.

Ritornato l’Ecobonus, che trattasi nell’incentivo alla trasformazione energetica della propria abitazione. L’agevolazione che consente di detrarre dall’Irpef (cioè dalle imposte sui redditi personali) gran parte delle spese sostenute per rendere più efficienti gli edifici dal punto di vista energetico. Ciò vale per i pannelli solari sul tetto alle caldaie condensazione di classe A. In questo caso può scontare dalle tasse ben il 65% dell’esborso sostenuto. la spesa massima  è pari a 100mila euro (non per tutto) e la detrazione è divisa in un periodo di dieci anni.

Anche per i Condomini è previsto un ampio sconto pari al 6%. Se nel 2019 degli inquilini di un condominio faranno un grande intervento di riqualificazione energetica e spenderanno ben 110mila euro, avranno diritto a uno sconto fiscale di 6.500 euro all’anno per 10 anni, a partire dal 2020.

Resta la detrazione per la ristrutturazione edilizia (ad esempio per rifare il tetto, i terrazzi o la facciata). Se si tratta di lavori che non aumentano l’efficienza energetica, lo sconto fiscale è pari al 50% ed è calcolato su una spesa massima di 96mila euro così come per il Bonus Mobili per chi modifica l’arredo di casa o degli elettrodomestici purchè si passi a modelli a basso impatto ambientale e di classe energetica A+. Chiaramente, tale bonus è previsto a chi dimostri che è contestuale al rifacimento edilizio della propria abitazione.

Infine, è già stato ampiamente palesato il beneficio per chi dovesse acquistare auto ibride ed elettriche in cambio della rottamazione di auto altamente inquinanti.

  • Detrazione Irpef del 50% a favore dei soggetti privati che installano nelle abitazioni dispositivi per la ricarica elettrica dei veicoli;
  • Ecotassa sull’acquisto di auto di lusso e grandi Suv che emettono più di 160 grammi di CO2 per chilometro, parametrata su scaglioni di importo da 1.100 a 2.500 euro;
  • Incentivi per l’acquisto di autoveicoli nuovi con emissioni inquinanti inferiori a 70 g/Km (quindi sostanzialmente elettrici o ibridi), da 1.500 a 6.000 euro, che saranno scontati direttamente dal venditore;
  • Agevolazioni per l’acquisto di moto e scooter ibridi ed elettrici, con contributi fino a 3.000 euro.

 

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Il Contributo di Bonifica va pagato solo se c’è un beneficio. La Cassazione lo ha affermato con la sentenza n. 188\18.

Affrontiamo un argomento molto sentito ed attuale, soprattutto, in alcune zone, vedi il Territorio Aurunco, dove gli interventi di bonifica sono stati sospesi a causa dei problemi economici dell’Ente.

A dir poco innovativa è la pronuncia della Corte di Cassazione, segnatamente la  sentenza n. 188 del 10 ottobre 2018 , la quale ha avuto origine da una ordinanza della Commissione tributaria provinciale di Cosenza. Veniva sollevata la questione incidentale di legittimità costituzionale dell’assunto di una norma regionale del 2003, in cui si affermava che il pagamento del contributo consortile di bonifica, fosse  dovuto indipendentemente dal beneficio fondiario”.  L’impugnazione nascenva dall’esigenza giuridica di dimostrare la violazione di tale assunto rispetto al  secondo comma dell’articolo 119 della Costituzione della Repubblica italiana. La norma costituzionale violata era quella che impone alle regioni di concorrere alla legislazione fiscale“in armonia con la Costituzione e secondo i princìpi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario”.

L’intervento della Consulta è stato estremamente chiarificatore: “Nel caso dei contributi consortili di bonifica, il beneficio per il consorziato-contribuente deve necessariamente sussistere per legittimare l’imposizione; esso però consiste non solo nella fruizione, ma anche nella fruibilità, comunque concreta e non già meramente astratta,dell’attività di bonifica che, in ragione del miglioramento che deriva all’immobile del consorziato, assicura la capacità contributiva che giustifica l’imposizione”.
La Consulta nella sentenza ha ribadito con intensità la natura tributaria dei contributi di bonifica. Relativamente alla normativa impugnata, secondo la Consulta, essa  consentiva  una iniqua equiparazione tra il ricadere dell’immobile nel perimetro consortile e l’inserimento di questo nel piano di classifica,  suddividendo  tra la quota del tributo dovuta per fini istituzionali e quella dovuta per i benefici ricevuti dal contribuente.

In poche parole, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma in cui si insisteva sul dovere di contribuire anche in assenza di beneficio dell’utente. La prospettiva cambia dopo questa sentenza,  nella parte in cui prevede che il contributo consortile di bonifica, quanto alle spese afferenti il conseguimento dei fini istituzionali dei Consorzi, sia dovuto “indipendentemente dal beneficio fondiario” invece che “in presenza del beneficio”.

La Consulta con questa sentenza ha sancito che l tributo di bonifica si deve pagare solo se c’è un beneficio effettivo per il contribuente, derivante dall’attività di bonifica.

L’utente è assoggettabile alla contribuzione consortile se ne scaturisce un effettivo beneficio al proprio immobile\fondo grazie ad una costante e reale attività di bonifica.
Non solo: eventuali spese per il conseguimento dei fini istituzionali sostenute dal Consorzio di bonifica, in sé indipendenti dal beneficio del contribuente, sono recuperabili sotto la forma del tributo di bonifica, ma solo se inscindibilmente legate al beneficio e alla quota di tributo pagate come corrispettivo.

Su questa sentenza è intervenuta Confagricoltura Taranto, per la quale si tratta della “pietra tombale” su un’annosa vicenda, attorno alla quale si era sviluppato un cospicuo contenzioso: “La Corte – spiega il presidente Luca Lazzàro – ha sancito in modo inequivocabile quanto andavamo sostenendo da anni e cioè che non si poteva chiedere alle nostre aziende ricadenti nel perimetro dei consorzi di pagare un tributo di bonifica dal quale non ricevevano alcun beneficio. Il nesso beneficio-tributo è ora scolpito in una sentenza di cui anche il legislatore regionale pugliese, che sta rimettendo mano alla riforma in questi giorni, dovrà assolutamente tener conto”.

( parti tratte da https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia politica/2018/12/03/bonifica-non-c-e-tributo-senza-beneficio-per-il-contribuente/61020?ref=correlati)

Sostanzialmente ora i contribuenti potranno ricorrere avverso le richieste di pagamento dei Consorzi di Bonifica, allorquando, manchi un reale beneficio di bonifica, come è accaduto in alcune zone d’Italia ed in particolare nell’alto casertano\Territorio Aurunco.

Grazie a tale Sentenza,si dovrà solo dimostrare l’assenza di opere di bonifica e di funzionamento dell’Ente.

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Rottamazione Ter: ecco i moduli e i suggerimenti per la compilazione

Facciamo seguito alla prima informativa dello Studio Verrengia , per esplicare ancor meglio la procedura dia desione alla Rottamazione Ter. 

La domanda di adesione dovrà essere compilata entro il 30 aprile 2019, con i seguenti moduli allegati :

  • Modello DA-2018, per i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017;
  • Modello DA-2018-D, per chi vuole definire in maniera agevolata i debiti affidati alla riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione Europea.

Oltre alla compilazione del modello scelto, si dovrà allegare copia del documento di identità e codice fiscale.

Infine, la domanda potrà essere:

  • consegnata presso gli Sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione presenti su tutto il territorio nazionale (esclusa la regione Sicilia).
  • trasmessa alla casella PEC della Direzione Regionale di Agenzia delle entrate-Riscossione competente.
  • consegnata a Studi professionali giuridici, fiscali ed economici in qualità di mediazione e delega nella presentazione dalla domanda nel caso in cui si voglia avvalersi di professionisti del settore.

Moduli per la domanda della “Rottamazione Ter” 

 

Pace Fiscale: “Annullamento Cartella e Rottamazione ter” spiegate in modo chiaro e semplice.

 

Il Decreto Fiscale del Governo dell’ottobre 2018 ha previsto due importanti novità fiscali diverse tra loro per competenza di valore economico: la rottamazione delle cartelle – parte terza (TER) –  e la cosiddetta Pace fiscale che comprende anche l’annullamento delle cartelle.

Sono due procedure diverse, vediamole in maniera molto semplice e chiara.

Cos’è la Rottamazione ter?

La rottamazione delle cartelle parte III che consiste nella possibilità di pagare i debiti con Equitalia/ Agenzia Entrate Riscossione azzerando le sanzioni e gli interessi di mora. Dovranno essere versati solamente, gli interessi di ritardata iscrizione a ruolo, il costo di notifica della cartella, eventuali spese sostenute per procedure cautelari e esecutive e l’aggio di riscossione, commisurato alle somme dovute per la sanatoria.

Per quali debiti è applicabile la Rottamazione ter?

I debiti per i quali è possibile effettuare la Rottamazione sono tutti i carichi pendenti in riscossione dal 2000 al 2017. Ricordiamo che saranno ammessi tutti coloro che erano già beneficiari della seconda rottamazione e ricordiamo, altresì, che non è applicabile alle sanzioni penali, condanne e recupero di somme pubbliche e violazioni previdenziali. Le contravvenzioni al Codice della Strada sono rottamabili.

Quante rate prevede la Rottamazione ter?

La seconda rottamazione, ricordiamo, prevedeva cinque rate con l’ultima scadenza prevista per il 28 febbraio 2019.

La rottamazione-ter consentirà ai contribuenti di pagare i debiti fiscali in dieci rate spalmate in cinque anni. Saranno due le scadenze (30 Novembre e 31 Luglio) da ricordare nell’anno e gli interessi dovuti sulla rateizzazione saranno ridotti dal 4,5% allo 0,3%

Cosa accade quanto si inizia a pagare e chi può aderire?

La procedura di presentazione della domanda è chiara e sospende tutte le procedura esecutive in corso all’infuori delle “Aste” al primo incanto con esito positivo.

Possono aderire: i contribuenti che sono decaduti dalla prima sanatoria;  i contribuenti decaduti dalla seconda sanatoria, nel caso in cui saldino tutte le somme dovute sino alla fine di ottobre, in un’unica soluzione, entro il 7 dicembre. Il mancato pagamento di una rata (anche di un solo giorno) comporterà la decadenza.

Cos’è la Compensazione?

Il contribuente che farà domanda di rottamazione potrà utilizzare in compensazione i propri crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione; per tutti i versamenti necessari a perfezionare la definizione, i crediti non prescritti, certi liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della PA.

PACE FISCALE (annullamento cartelle)

Sono annullabili tutte le cartelle di pagamento con liti pendenti e non al di sotto dei 1.000 Euro del periodo intercorrente tra l’anno 2000 ed il 2010.

Lo Studio Legale Verrengia si è occupato in maniera fattiva già delle rottamazioni precedenti con esiti sempre positivi per i nostri assistiti. Per chiarimenti e informazioni potrete contattare il nostro ufficio dal lunedì al venerdì.

Col preventivo trasparente conoscerete immediatamente costi e tempistica.