Vaccino Anticovid: ecco il modulo di consenso da scaricare – Avv. Alberto Verrengia

Ecco disponibile il modulo di consenso per la vaccinazione contro il Covid19. Come si potrà leggere nella nota informativa, si spiega che “il vaccino induce il nostro organismo ad attivare un meccanismo di protezione capace di prevenire l’ingresso nelle nostre cellule del virus responsabile di COVID-19 e di prevenire quindi l’insorgere della malattia“, così come si avverte che il vaccino “potrebbe non proteggere completamente tutti coloro che lo ricevono”, in quanto “l’efficacia stimata dalle sperimentazioni cliniche (dopo due dosi di vaccino) è del 95% e potrebbe essere inferiore in persone con problemi immunitari”.

Ci sono indicazioni anche sulle reazioni avverse (che possono interessare fino a 1 paziente su 10): dolore, arrossamento, gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolori muscolari, brividi, dolori articolari, febbre ed ingrossamento dei linfonodi.

Oltre alle reazioni generiche anche alcune gravi reazioni allergiche in seguito alla somministrazione del vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 durante la vaccinazione di massa, al di fuori degli studi clinici tra cui
• orticaria (protuberanze sulla pelle che sono spesso molto
pruriginose);
• gonfiore del viso, della lingua o della gola;
• respirazione difficoltosa.

Si evidenzia che, ad oggi, la vaccinazione resta l’unica nostra arma disponibile ad oggi per fermare il contagio da Coronavirus.

Giuridicamente è importante leggere la parte informativa. Per i soggetti sottoposti a Tutela o Amministrazione di Sostegno valgono le regole generali del Codice Civile.

Stipendio e pensione: ecco gli importi non pignorabili – Avv. Alberto Verrengia

In questo periodo di difficoltà economica per la Pandemia in corso, alcuni termini giudiziari di esecuzione coattiva sono stati sospesi, ma ciò, purtroppo, non durerà a lungo.

Ecco, allora, conoscere bene quali rischi si corrono nel caso si fosse debitori di terze parti e si gode una pensione o di uno stipendio. Conoscere il calcolo della quota pignorabile è importante anche per ragionare sull’opportunità di raggiungere degli accordi con il creditore, se sopperire attraverso prestiti legali o se subire il pignoramento poichè meno gravoso di ogni altra soluzione.

Bisogna anche sapere che se si sceglie la terza ipotesi, ossia subire un pignoramento presso terzi dello stipendio o pensione ci saranno sicuri aggravi di spesa per gli onorari dell’avvocato del creditore procedente.

Veniamo al calcolo. Nel caso si goda di uno stipendio pari ad € 1.500,00 mensile, l’esecuzione riguarderà 1\5 dello stesso ossia € 300,00.

La Legge di Bilancio per il 2020 prevede tempi nuovi e più veloci per la procedura, una azione governativa assolutamente prevaricatrice. Infatti i Comuni creditori potranno aprire il pignoramento di stipendi e pensioni, anche direttamente sul conto corrente, già dopo la mancata risposta all’intimazione di pagamento o all’avviso di accertamento. Una invasione assurda dei diritti del cittadino, quasi a carattere espropriativo.

Per quanto riguarda i limiti alla pignorabilità dello stipendio, questi sono previsti nella misura di:

  • un quinto per i debiti di lavoro e i tributi provinciali e comunali omessi;
  • un terzo per gli alimenti dovuti per legge.

Lo stipendio da lavoro dipendente quindi può essere pignorato, tuttavia la legge impone che il pignoramento assicuri il minimo vitale per condurre una vita dignitosa; questo significa che vi è un limite oltre il quale tale operazione non è più consentita.

Quando il pignoramento interessa lo stipendio già accreditato in banca, il limite varia di anno in anno; mentre se il pignoramento viene eseguito presso l’azienda e trattenuto in busta paga, il limite alla pignorabilità è stabilita in misura fissa. In questa guida, limiti, importi, determinazione del minimo vitale e procedura di pignoramento dello stipendio dei debitori.

Per la pensione, il calcolo viene fatto anche in base al cosiddetto ” Minimo Vitale”: ecco come calcolarlo.

Il riferimento contabile è l’importo dell’assegno sociale erogato dall’Inps (importo annualmente rivalutato) e sommare a questo il 50% dello stesso importo.

Considerato che per il 2020 importo dell’assegno sociale è pari a 459,83 euro, ne deriva che il minimo impignorabile è pari ad euro 689,74 (ovvero 459,83 euro + 229,91 euro, che è il 50% dell’assegno sociale).

Effettuato questo semplice calcolo, ne deriva che la parte di pensione che il creditore può effettivamente cercare di pignorare sarà pari al quinto di ciò che eccede. Ipotizzando una pensione di 1.500 euro, bisognerà dunque sottrarre i 689,74 euro come sopra calcolati e, sul risultato (810,26 euro) così ottenuto, calcolare il quinto (162,05 euro).

Diverso è se il creditore pignorante è l’ente di riscossione incaricato dall’Agenzia delle Entrate (ex Equitalia), infatti in questo caso per le pensioni di importo fino a 2.500 euro, la quota pignorabile è pari a un decimo dell’importo eccedente il minimo vitale; per le pensioni di importo tra 2.500 e 5.000 euro, la quota pignorabile è pari a un settimo dell’importo eccedente il minimo vitale; per le pensioni di importo superiore ai 5.000 euro, la quota pignorabile è pari a un quinto dell’importo eccedente il minimo vitale.

Ci sono altre casistiche, ma qui era importante evidenziare per sommi capi le quote pignorabili della pensione da parte di terzi privati o dello Stato.

Per ogni ulteriore chiarimento, lo Studio Legale Verrengia dell’Avv. Alberto Verrengia è a disposizione personalmente, telefonicamente e via email.

Multa divieto di sosta: illegittima la cartella esattoriale se non si è concluso l’iter del “Ricorso al Prefetto” – Avv. Alberto Verrengia

E’ stata sottovalutata la portata della Sentenza Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza n. 24702/20; depositata il 5 novembre con cui si è sancito che la cartella esattoriale notificata a seguito di verbale per divieto di sosta (ma a nostro avviso ciò è ampliabile ad altre casistiche) è illegittimo se non è ancora concluso l’inter dell’Opposizione al Prefetto.

Ricordiamo che il cittadino, oltre al ricorso al Giudice di Pace entro 30gg, può adire entro 60gg all’Autorità Prefettizia, per veder giudicare le proprie rimostranze contro un verbale sanzionatorio del codice della strada.

Bene, tali opposizioni hanno tempi lunghissimi e spesso non sfociano in una ordinanza-ingiunzione del Prefetto. Alcune restano congelate, determinando una situazione di stallo che può determinare purtroppo l’inizio della fase esecutiva tramite la riscossione.

Questa Sentenza chiarisce che il cittadino merita una risposta dall’Autorità amministrativa, che ricordiamo ha delle tempistiche ben chiare: 1) termine è di 180 giorni se il ricorso viene presentato tramite l’organo che ha accertato la violazione (es: Polizia Municipale) 2) 210 giorni se invece lo si presenta direttamente al Prefetto. (A questi vanno aggiunti 150 giorni di tempo entro i quali l’Amministrazione deve notificare il provvedimento.)

Entro questi termini, il procedimento amministrativo deve necessariamente concludersi con una ordinanza-ingiunzione. Se tale provvedimento non viene emanato, non è consentita l’emissione della cartella esattoriale sulla base del verbale di contestazione dell’infrazione.

Sono importanti diritti che il cittadino deve assolutamente conoscere.

Lo Studio Legale Verrengia è a disposizione per ogni chiarimento.

Tassi sui Rifiuti (TARI): riduzione sino al 40% se il servizio è assente o ridotto. (Cass. 19767/20) – Avv. Alberto Verrengia

Ottima novità per i contribuenti dei comuni.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 19767 del settembre 2020,  ha sancito la riduzione dell’imposta dovuta relativamente alla Tassa sui Rifiuti tenuto conto della mancata effettuazione del servizio di raccolta di rifiuti nell’area in cui si risiede. La Corte suprema ha evidenziato che è, ormai, consolidato un orientamento interpretativo costante secondo la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, è dovuta indipendentemente dal fatto che l’utente utilizzi il servizio. Pertanto, la tassa è legittima solo se il servizio sia stato esercitato dal comune in modo regolare così da consentire al singolo utente di usufruirne pienamente.

La Corte di Cassazione ha quantificato, poi, una riduzione della TARI sino al 40% nel caso in cui il comune non raccolga i rifiuti. Tutto nasce dal comma 657 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 117 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014)” che così recita “Nelle zone in cui non è effettuata la raccolta, la TARI è dovuta in misura non superiore al 40 per cento della tariffa da determinare, anche in maniera graduale, in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita”.

Non è possibile una esenzione totale poichè la sentenza spiega che, in generale, la tassa è dovuta indipendentemente dal fatto che l’utente utilizzi il servizio di smaltimento dei rifiuti, in quanto la ragione istitutiva del relativo prelievo sta nel porre le amministrazioni locali nelle condizioni di soddisfare interessi generali della collettività, piuttosto che nel fornire, secondo una logica commutativa, prestazioni riferibili a singoli utenti, e che pertanto l’omesso svolgimento, da parte del Comune, del servizio di raccolta – sebbene istituito ed attivato – nella zona ove è ubicato l’immobile a disposizione dell’utente comporta non già l’esenzione dalla tassa, bensì la conseguenza che il tributo è dovuto ma in misura ridotta.

Lo Studio Legale Verrengia resta nel Territorio Aurunco e non solo uno degli studi giuridici più all’avanguardia per esperienza e trasparenza ed è disponibile ad ogni consulto per problematiche fiscali e non solo.

“Bonus Tiroide” 2020 da 286 a 550 euro: ecco come riceverlo – Avv. Alberto Verrengia

Chiarimento giuridico sul cosiddetto Bonus Tiroide

Tali agevolazioni sanitarie non sempre vengono pubblicizzate nè dal personale sanitario, nè da quello amministrativo. Per fortuna, il personale dello Studio Legale Verrengia e l’Avv. Alberto Verrengia, in persona, sono sempre in prima linea per i diritti dei cittadini e dei propri assistiti.

Il “Bonus tiroide” (definizione ormai comune ma non esatta) è un assegno mensile di invalidità civile che viene riconosciuto dall’Istituto Nazionale di Previdenza (Inps) ai portatori di una patologia particolarmente invalidante: I disturbi della tiroide.

Tali problematiche si estrinsecano in varie modalità: dai carcinomi tiroidei, al gozzo, dall’ipotiroidismo, all’ ipertiroidismo. Non tutti i pazienti con tali patologie hanno consapevolezza della possibilità di accedere alle indennità o per lo meno alle agevolazioni\diritti.

Vediamo come accedere all’indennità.

L’importo varia da 286 a 550 euro a seconda dell’invalidità riconosciuta (dal 74% al 100%) e dovrà essere ratificato da una visita della Commissione medica dell’Inps.  

Ciò, chiaramente, a seguito di domanda da presentare all’Ente di Previdenza e fondamentale sarà la documentazione per godere di tale beneficio economico.

Si necessita dai certificati medici che attestino le patologie legate alla tiroide, seguirà la domanda per l’accertamento dell’invalidità da parte della Commissione sanitaria all’Azienda Sanitaria Locale (ASL), chiedendo al medico di base di compilare  il certificato\modulo introduttivo (che è a pagamento) e che si trova sul sito INPS.

Per chi avesse problemi di accesso telematico o difficoltà di ogni tipo, il nostro studio legale è a disposizione per la distribuzione di tale modulo.

Il vostro Dottore dovrà, pertanto, compilare i dati anagrafici ma anche indicare tutte le patologie che possono essere valutate ai fini dell’ottenimento dell’invalidità. A quel punto il cittadino richiedente, a seguito della procedura priliminare, riceverà la ricevuta cartacea dell’operazione online e una copia del certificato medico originale la cui validità è di 90 giorni.

Con tale documentazione si potrà inoltrare la domanda principale tramite il portale dell’Inps. Dal sito giungerà una data di visita attraverso l’agenda degli appuntamenti disponibili presso la ASL corrispondente al CAP di residenza.

La visita che seguirà necessita dei documenti fondamentali:

  • analisi del TSH
  • Certificato medico originale
  • Documenti di identità e tessera sanitaria
  • Ecografia tiroidea
  • Certificati integrativi

Infine seguirà la valutazione della Commissione.

E’ bene precisare che trattasi di un percorso affine alla normale procedura di invalidità\ Legge 104 con annessi diritti acquisiti nel caso di riconoscimento per i vari scaglioni di percentuale. Ciò che è fondamentale, è la maggior considerazione della patologia tiroidea e nelle sue implicazioni invalidanti e non un bonus assistenziale di altra natura.

Lo Studio Legale Verrengia specializzato da anni in azioni di risarcimento danni, responsabilità professionale, recupero crediti, diritto di famiglia, tutele ed amministrazioni di sostegno, contrattualistica, successioni, infortunistica (trasparente) e non solo, resta a Vostra disposizione per la tutela dei Vostri diritti.

Un Avvocato serio e vincente? Solo se è sempre sincero e trasparente.

La categoria forese ha avuto negli anni momenti difficili dal punto di vista dell’immagine sociale. Colleghi truffatori, iperpopolazione professionale, infortunistica di dubbia provenienza e tanti altri problemi hanno inciso molto sulla qualità dei servizi legali.

Però, per fortuna, la selezione avvenuta in questi anni ha ridonato serietà e forza alla categoria.

Non esistono Avvocati perfetti, invincibili ed omniscienti. Esistono solo Avvocati seri e meno seri.

Quali sono i parametri di verifica di tale caratteristica? La sincerità con cui espongono le possibilità di riuscita di una procedura, i margini di raggiungimento di un determinato obiettivo, la trasparenza sui costi e sui tempi e l’approccio verso altri colleghi.

Un Legale che mostrerà tali caratteristiche, potrà godere della vostra fiducia. Aver la serietà di affermare, senza ombra di dubbio, che tale diritto è inesistente, che tale procedimento è velleitario, che una particolare richiesta è impossibile o inopportuna, oltre ad indicare i tempi minimi ed esporre i costi plausibili, sono ciò che fa la differenza.

Un Professionista di qualità lo percepirete da tale approccio.

Un Avvocato sincero e leale sarà anche presumibilmente anche maggiormente vincente, poichè non accogliendo azioni temerarie (cause impossibili) avrà maggior riuscita di accoglimento giudiziario o stragiudiziale. Un avvocato avrà già vinto, se vi permetterà non di gettare danaro in procedure faziose e inconcludenti.

Diffidate sempre dai faciloni del diritto, dai supereroi dei tribunali, dai Legali infallibili ed arroganti e da chi è disposto a criticare un collega per emergere.

Essere veri professionisti è un privilegio a cui in tanti aspirano, ma che non tutti meritano.

Avv. Alberto Verrengia

Rottamazione, SaldoeStralcio e Cartelle: ecco le proroghe e scadenze – Avv. Alberto Verrengia

Siamo ormai a Settembre, data decisiva per alcune scadenze delle passate procedure di Rottamazione e Saldo e Stralcio.

Il Decreto Agosto (DL 104/2020), ricordiamo, ha prorogato dal 31 agosto al 15 ottobre i termini dei versamenti sospesi a partire dall’8 marzo giungenti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi previsti dagli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78. Pertanto, i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione e quindi entro il 30 novembre 2020.

Partiamo dalla Rateizzazione delle cartelle.

Nonostante la norma indichi che i versamenti dovranno essere effettuati in un’unica soluzione, è possibile richiedere all’Agenzia della Riscossione un piano di dilazione, ma attenzione alla data entro la quale formulare la richiesta. Le Faq dell’Agenzia delle Riscossione ci ricordano che è possibile richiedere la rateizzazione entro il 30 novembre sebbene, come avremo modo di approfondire, per il contribuente sarà meglio richiederla entro il 15 ottobre.

Per la Rottamazione Ter e gli avvisi bonari di pagamento:

Nessuna nuova proroga per gli avvisi bonari sospesi o meglio per le somme chieste mediante le comunicazioni degli esiti del controllo automatizzato e del controllo formale delle dichiarazioni in scadenza tra l’8 marzo e il 18 maggio 2020. I versamenti sono considerati tempestivi se effettuati entro il 16 settembre 2020, in un’unica soluzione o in 4 rate mensili di pari importo, senza che siano dovuti interessi e sanzioni.

Il Decreto Agosto non ha modificato, purtroppo, i termini di scadenza della “Rottamazione-ter” e del “Saldo e stralcio”. Per cui, il termine “ultimo” entro il quale effettuare i pagamenti delle rate in scadenza nel 2020 rimane fissato al 10 dicembre 2020.

Immobili occupati abusivamente: case liberate e proprietari risarciti grazie allo Studio Legale Verrengia.

 

Lo Studio Legale Verrengia è sempre dalla parte dei diritti e delle ragioni dei propri assistiti, con competenza ma anche chiarezza e affidabilità.

Emergenza COVID: Sfratti, Pignoramenti e Mutui. Ora è il momento per fare accordi e transazioni.

 

La confusione normativa scaturita dall’emergenza COVID19 tra DPCM e normative varie, hanno reso molto complesso districarsi tra le evoluzioni giuridiche di questi mesi. Lo Studio Legale dell’Avv. Alberto Verrengia vuol semplificare questo compito anche in previsione della situazione difficile economica che si sta concretizzando. Mai come ora, conviene a molti debitori e creditori trovare un punto di incontro, per veder ridotta la propria morosità (debitori) e per poter godere di liquidità immediata (creditori).

Partiamo con la Legge n.27/2020 “Cura Italia” : all’art.54 ter. E’ possibile la sospensione per 6 mesi delle procedure esecutive di pignoramento immobiliare in tutto il territorio nazionale. Il decorso previsto è dal 29 aprile 2020 fino al 29 Ottobre 2020 e questo vale solo per prima casa – abitazione principale del debitore.

La Legge n.27/2020 “Cura Italia”: all’art.103 comma 6 ha previsto invece, la sospensione delle esecuzioni per rilascio (sfratti) fino al 01 settembre 2020 sia prima casa che immobili diversi dall’uso abitativo.

Ed ancora, ricordiamo che il D.L. 124 del 26 ottobre 2019, convertito in Legge 19 dicembre 2019 n°157, art.41 bis L’art.41 bis consente di rinegoziare il mutuo a condizioni migliori, anche se è in corso il pignoramento dell’immobile e la messa all’asta dello stesso. La richiesta è proponibile per un pignoramento eseguito tra il 1 gennaio 2010 e il 30 giugno 2019.

Le condizioni sono che non vi siano creditori intervenuti oltre al creditore procedente, di aver rimborsato almeno il 10% del capitale del credito originariamente finanziato e che il debito complessivo non deve essere superiore ad euro 250.000,00. Questo è un punto estremamente favorevole su cui vale la pena ragionare.

L’esperienza dello Studio Legale Verrengia rende tali tratative più rapide e convenienti.

Imprese in difficoltà: pianificare insieme la strategia per uscire dalla crisi con prudenza.

 

Lo Studio Legale Verrengia, in queste settimana, ha affrontato con le Imprese, aziende ed esercizi commerciali assistiti una pianificazione delle strategie di ripresa e recupero dalla difficile situazione economica post-Covid19.

Un modello efficace e prudente per limitare perdite, saldare debiti e recuperare crediti al fine di riprendere con serenità l’attività commerciale e produttiva.

Una pianificazione che non può limitarsi alle ricognizioni patrimoniali e debitorie o una trattativa per ricercare accordi o transazioni, ma un modello che unisca piani di rientro con i contributi a sostegno delle PMI scaturite dai DPCM – emergenza Covid.

Solo così le Aziende avranno un quadro chiaro della propria situazione economica e progettare il futuro senza ansie e preoccupazioni.

Lo Studio Legale Verrengia su tale problematica è all’avanguardia, coordinando le esigenze giuridiche, giudiziarie, patrimoniali ed economiche.