Attenzione ai finti “Pacchi Postali”: la nuova frontiera dei raggiri Online. Ecco cosa accade – Avv. Alberto Verrengia

Prevenire è meglio di curare, ecco perchè è bene avvisare tutti i cittadini della ulteriore frontiera dei raggiri o truffe online che circolano sul web.

Un sistema di inganno che non è nuovo (negli anni scorsi veniva effettuato tramite sms) ma sicuramente è in forte espansione in questi ultimi mesi.

E’ stata ideata con particolare ingegno ed è molto insidiosa, poichè coinvolge un settore ampiamente attivo, che è quello degli acquisti online. Chi di noi non ha ordinato dei pacchi a domicilio tramite i portali di e-commerce più affidabili? Molte spedizioni giungono anche tramite i servizi offerti da Poste Italiane, così come con i tanti vettori nazionali ed internazionali.

Il sistema è semplice: vengono notificati, pertanto, dei messaggi di posta elettronica, in cui si dichiara l’impossibilità di consegna del pacco per assenza del destinatario. Un evento chiaramente possibile e si chiede – contestualmente – una “conferma di un indirizzo per la spedizione del pacco” con l’invito a cliccare su un tasto.

Ecco che la truffa è servita. Cosa accade dopo… dipende dal sistema messo in piedi ed è preferibile non accertarlo, ma solitamente si viene rinviati ad un sito per la richiesta di un versamento per la consegna del pacco, ma si possono incorrere anche in forme più gravi di phishing e di aggressione informatica che potrebbero coinvolgere le carte di credito utilizzate per i pagamenti.

Le forme di tutela da tali raggiri, sono chiaramente quelli indicate dalla normativa penale. Su questo settore, grande è l’impegno e l’efficienza della Polizia Postale, i cui portali sono sempre attivi per ogni segnalazione o semplice informazione.

Ricordiamo che lo Studio Legale Verrengia ha condotto una decisa campagna di informazione sui furti d’identità su Instagram ed è nostra cura aggiornarvi su ogni rischio non solo online.

Il mondo forense deve essere in prima linea non solo per risolvere le problematiche dei cittadini ma anche per prevenirle.

Avv. Alberto Verrengia

Qui di seguito alcune tipologie di messaggi sospetti.

Locazioni: obbligo del pagamento canoni sino a quando non si riconsegna l’immobile (anche dopo lo sfratto).

Nel 2021 è giunta dal Tribunale Palermo sez. II, 17/03/2021, n. 1146, una conferma in materia locatizia sul caso di occupazione di un immobile anche successivamente alla procedura di convalida dello sfratto. L’idea errata di molti, che l’obbligo di pagamento dei canoni locatizi si concluda al momento della notifica della convalida dello sfratto, è ampiamente confutata. La condanna del conduttore al pagamento dei canoni da scadere sino alla riconsegna dell’immobile locato per la protratta occupazione dell’immobile come previsto dall’art. 1591 c.c.

Pertanto, al conduttore “sotto intimazione” che tarda “per difficoltà”, “per scelta” o, persino, “per dispetto”, suggeriamo caldamente di rilasciare l’immobile senza esitare per non subire un ulteriore richiesta di pagamento dal locatore, ormai lanciato verso la conclusione positiva della controversia.

Ripetiamo, pertanto, in caso di convalida definitiva dello sfratto intimato per la morosità del conduttore, si può procedere con la richiesta ed emissione dell’ingiunzione al pagamento non solo dei canoni scaduti alla data di notificazione dell’intimazione ma (se richiesto), anche di quelli “da scadere fino all’esecuzione dello sfratto”.

Una richiesta da parte del locatore integrativa della domanda quale ipotesi specifica di condanna c.d. in futuro, di carattere tipico e di natura eccezionale, con la quale l’ordinamento tutela l’interesse del creditore all’ottenimento di un provvedimento nei confronti del debitore prima ancora che si verifichi l’inadempimento.

Cfr Tribunale Palermo sez. II, 17/03/2021, n. 1146

Lo Studio Legale Verrengia difende locatori e conduttori vittime di controversie e abusi dei loro diritti con efficacia ed equilibrio.

Danni alle auto da buche ed insidie: ecco le ultime evoluzioni giuridiche – Avv. Alberto Verrengia (Cass. 10166/22)

Le strade italiane non sempre sono sinonimo di cura e sicurezza, soprattutto, quando trattasi di arterie gestite da Enti locali.

Dei veri e propri crateri sono riscontrabili anche nelle aree urbane delle grandi città, così come in quelle rurali. Purtroppo, talvolta, si ha la sfortuna di finire dentro ad una di queste voragini e danneggiare l’auto. Può andare bene con una semplice foratura, ma spesso anche cerchi, ammortizzatori e sospensioni subiscono gravi danni aumentando l’importo necessario per la riparazione.

Per poter godere del risarcimento da parte del gestore della strada incriminata, che sia un Ente locale o un privato, da qualche anno, la parte istruttoria (prova) si è fatta sempre più severa ed imprescindibile.

Per ottenere il rimborso dei danni diventa, pertanto, fondamentale l’elemento probatorio decisivo del verbale d’incidente redatto dalle Forze dell’Ordine.

Polizia Municipale per le strade locali , PS, Carabinieri, per quelle extraurbane.

Ad affermarlo con un provvedimento confermativo di un indirizzo, ormai, radicato nelle aule giudiziarie, è stata la VI sezione della Cassazione con una recente ordinanza la n. 10166 del 2022 che ribadisce l’importanza della prova documentale rilasciata da una Autorità di Polizia e segnatamente ha dichiarato: “la sentenza impugnata ha escluso la responsabilità da custodia del Comune per mancanza di prova della esatta dinamica dell’incidente, data l’intervenuta rimozione del veicolo incidentato al tempo dell’intervento degli agenti della polizia municipale sul posto (in tesi di parte ricorrente, il veicolo era caduto in una buca coperta d’acqua, effettivamente presente sul luogo) e il mancato ritrovamento di tracce di frenata o di testimonianze da cui poter ricostruire, anche in via presuntiva, la dinamica dell’incidente”

Disabilità (L. 104\92): ecco le nuove procedure che semplificano e agevolano l’acquisto di una Auto – Avv. Alberto Verrengia

Nel marasma della burocrazia italiana, finalmente uno spiraglio di luce per i diversamente abili.

Dal 18 Gennaio 2022 si è provveduto ad una semplificazione per l’acquisto dei mezzi di trasporto dei cittadini con patologie riconosciute dalla L. 104 del 1992 (invalidità civile). Resta saldo il principio dell’IVA al 4% anzichè al 22%, sia di auto nuove che usate o per l’importazione di macchine adattate allo scopo.

La novità riguarda il rapporto con il venditore: ora non occorre più consegnare al concessionario la copia del verbale di invalidità con l’indicazione delle agevolazioni normative, ora basta una autocertificazione.

Oltre all’autocertificazione, si necessita della fotocopia della patente speciale con gli adattamenti meccanici previsti per la guida e nella dichiarazione bisogna specificare che nei precedenti 4 anni non si è già beneficiato della medesima agevolazione. Nel caso in cui l’acquisto sia fatto da un Portatore di Handicap non munito di patente, resta salva la vecchia procedura con tanto di certificazione e verbale della Commissione Medica.

Ricordiamo che anche gli adattamenti della vettura per la guida sono agevolati dall’IVA al 4% (sempre se indicati nella patente speciale) sia su veicoli nuovi, usati che già in possesso.

L’opportunità di agevolazione IVA è quadriennale per il disabile o per un familiare che lo ha ufficialmente a carico. Si può anticipare l’acquisto prima dei 4 anni solo in caso di cancellazione al PRA del veicolo precedente (cfr incidente, demolizione, furto ecc).

Restano i limiti tecnici per l’acquisto di una auto con IVA agevolata per disabilità. Il motore della vettura non può superare 2000 cm3 di cilindrata per i benzina, 2800 cm3 per i diesel e le ibride, 150 KW per le auto elettriche.

Dal punto di vista fiscale, è opportuno sapere che in caso di vendita prima dei due anni dall’acquisto, si dovrà versare all’Erario la differenza dell’imposta non versata, tranne il caso che tale vendita non sia stata frutto della propria malattia invalidante (in tal caso, si dovrà attendere altri 4 anni per l’acquisto di una auto con IVA agevolata).

Nel caso di successione di una auto di un diversamente abile non va versata la differenza fiscale.

Infine, le agevolazioni valgono anche per le riparazioni e per i ricambi.

Studio Legale Verrengia, accanto ai Vostri Diritti.

Finalmente si potranno bloccare le telefonate moleste per vendita\pubblicità (Cellulare e fisso). Ecco le novità.

Finalmente si completa l’iter del cosiddetto Registro delle opposizioni, regolamentato dalla normativa pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 29 marzo 2022 ed in vigore dal 13 aprile 2022. Tale regolamento sarà attivo dal 27 luglio 2022, giorno a partire dal quale i cittadini potranno iscrivere anche il numero del cellulare per non ricevere chiamate di telemarketing dei call center in gran parte indesiderate.

Si potrà, dunque, bloccare ogni contatto da parte di aziende che ci tartassano a tutte le ore sui telefoni fissi e mobili per promozioni, nuovi contratti o semplici informazioni. Per far ciò è possibile iscriversi ad un registro apposito per esercitare il cosiddetto diritto di opposizione: Il contraente può procedere all’iscrizione gratuita e così tutelare la propria privacy.

Tale adempimento potrà avvenire sia compilando un modulo presente presente sul sito del gestore del registro, sia telefonando dal numero che si vuol proteggere dalle molestie e iscrivere al registro delle opposizioni, sia a mezzo di Posta Elettronica con un modulo.

Tale iscrizione può essere effettuata direttamente dagli utenti.

Lo Studio Legale Verrengia è a disponibile per consigli, chiarimenti e\o coadiuvare a tale adempimento.

IMU-TASI: pagamento ad altro Comune per errore F24. Ecco cosa fare – Avv. Alberto Verrengia

Accade spesso che nei Comuni di mia appartenenza ossia Sessa Aurunca e Cellole (municipi confinanti), ci siano disguidi di versamento per cui dei pagamenti IMU\TASI sono inviati ad uno o all’altro ente per mera confusione di compilazione. Il nostro Studio Legale ha spesso affrontato tale problematica e ve ne dà un rapido sunto.

Quando si effettua un versamento IMU o TASI è bene verificare preliminarmente il codice tributo esatto. Non è raro, però, che il contribuente si accorga di avere erroneamente compilato il modello di versamento F24 attribuendo, ad esempio, errati codici tributo oppure distribuendo in modo errato l’imposta per i diversi immobili. Molto spesso si determinano confusione anche tra Enti limitrofi come il caso indicato. Tale errore può essere frutto dello stesso contribuente o di un mediatore professionale o dell’intermediario dell’Ufficio di pagamento (banca o posta).

Le due possibili controversie sono le seguenti:

  1. Delega compilata correttamente ma digitata erroneamente dall’operatore dell’intermediario finanziario (banca, posta o altro)
  2. Codice errato a monte dal contribuente o dal professionista delegato, nella stessa delega

Sul primo caso è intervenuta una nota dell’Agenzia delle Entrate  nel  11 dicembre 2014 che ha regolato la casistica: i contribuenti che hanno correttamente presentato le deleghe F24, da un punto di vista tributario, devono essere considerati a tutti gli effetti adempienti, anche in caso di errore di rendicontazione dell’intermediario della riscossione. Principio ribadito dalla Cassazione con Ordinanza n. 7154 del 26 marzo 2014 (la quietanza rilasciata dall’intermediario della riscossione, che attesta l’esatto versamento del modello F24, è idonea a liberare il contribuente dal debito tributario con il Fisco).

Su istanza del contribuente, gli Istituti bancari/uffici postali, DEVONO procedere alla rettifica della delega errata ed alla sua riproposizione nella forma corretta (punto 5 della Circolare MEF n. 2/DF del 13/12/2012 e Convenzione siglata tra l’Agenzia delle Entrate ed Intermediari della riscossione).
II tal modo l’intermediario provvede all’annullamento del modello F24 errato e ad inviarlo nuovamente con i dati corretti affinchè la somma sia riversata al Comune “giusto”.
Si precisa che nessun Ente può chiedere direttamente la correzione della delega, in quanto si tratta di un rapporto di tipo privatistico tra la banca/posta ed il contribuente.

Può accadere, però, che sia lo stesso utente ad aver indicato erroneamente il codice catastale del comune come nel caso di specie sopraindicato. Su tale confusione è intervenuto il Dipartimento delle Finanze, con la circolare 1/DF del 14 aprile 2016 ha chiarito che la disposizione del comma 722 dell’articolo 1 della Legge 147/2013 che prevede i riversamenti tra comuni in caso di errore del contribuente. La normativa indica che è possibile risolvere direttamente su segnalazione del debitore entro 180 giorni preferibilmente portando a conoscenza entrambi gli enti coinvolti. Inoltre, il riversamento al comune competente deve essere effettuato entro 180 giorni dal momento in cui il Comune che ha ricevuto il pagamento indebito ne è venuto a conoscenza. L’operazione, che a volte subisce ritardi per indisponibilità di somme  stanziate a tal fine, comporta l’adozione di una apposita DETERMINA dirigenziale che dispone il riversamento a favore del comune competente.

Tale problematica riguarda solo rapporti tra Comuni, molto più articolata se è un rapporto di indebito versamento tra Comune\Stato.
Ricordiamo che il contribuente deve inviare una comunicazione o recarsi in presenza sia al Comune competente sia al Comune incompetente (Circolare ministeriale 14/04/2016, n. 1/DF).

Elenchiamo quali sono gli elementi essenziali nella domanda di rettifica\storno\sgravio dal Comune che ha incassato erroneamente il pagamento:

1) generalità del contribuente

2) comune di reale appartenenza e destinatario del tributo

3) comune indebitamente beneficiario del versamento erroneo

4) l’importo versato

5) i dati catastali dell’immobile a cui si riferisce il rapporto fiscale

Pertanto, mai disperare per l’errore di imputazione municipale o immobiliare del pagamento IMU TASI. Capita e capiterà, ma ci sono le procedure per recuperare e risolvere la casistitica.

Avv. Alberto Verrengia

Locazione Turistica: caratteristiche e termini. Ecco come tutelarsi da rischi e danni.

Partiamo dal primo presupposto: la locazione turistica presenta delle caratteristiche peculiari e necessita di una formulazione accurata del contratto e degli accordi per evitare futuri contenziosi.

E’ importante farsi coadiuvare da giuristi per la compilazione del contratto di locazione turistica, denominabile anche affitto breve, poiché è un rapporto giuridico molto delicato e rischioso, forse anche più di una locazione ad uso abitativo o commerciale.

La brevità del rapporto ed il flusso continuo di conduttori\affittuari (molti dei quali sconosciuti) comportano possibili rischi sia per il rispetto delle clausole contrattuali ma anche e soprattutto nell’approccio al godimento del bene.

Chi domicilierà pochi giorni in un appartamento o villetta per motivi turistici, non avrà la medesima attenzione, rispetto e cura di un conduttore a lungo termine: questo è un dato di fatto.

Ecco perché, per evitare brutte sorprese, è importante non prendere sottogamba tale contratto con i modelli fac-simili generici, ma è fondamentale adoperare un modello completo che sia assemblato da un esperto, che lavori esclusivamente per l’immobile oggetto della locazione turistica  con tutti i servizi allegati allo stesso.

Si necessita una accurata regolamentazione, come ad esempio:

  • caratteristiche del bene (se c’è un giardino, piscina, solarium, terrazza, parcheggio, ecc),
  • la dislocazione geografica (distanze da centro città, dal mare, dagli impianti, vicinanza da trasporti pubblici),
  • i possibili pericoli dovuti alla caratteristica dell’immobile (avversità geologiche, accesso al bene, barriere architettoniche),
  • l’inizio e chiusura del rapporto contrattuale (limiti del godimento, orari, rilascio immobile, modalità di rilascio),
  • servizi interni: (acqua, gas, riscaldamento, esistenza di un servizio di ricambio biancheria ecc)
  • danni e situazioni impreviste (possibili danni materiali, orari per eventi, molestie a terzi ecc ) e tanto altro, poichè ogni locazione turistica ha caratteristiche diversificate.

Poi, esiste un altro rischio palese: il mancato pagamento completo della locazione.

Difatti, un luogo turistico è meta di cittadini provenienti da ogni parte del mondo, i quali nel caso di violazioni contrattuali potrebbero essere irraggiungibili o sanzionabili giuridicamente solo con procedure complesse e costose. Ecco perché sono fondamentali le GARANZIE preventive.

Per garanzie, si intendono non solo caparre economiche, ma anche forme di tutela per il riconoscimento del conduttore, di conoscenza del numero massimo degli occupanti, della tipologia di utilizzo dell’immobile da parte dei turisti.

Nei contratti turistici- affitto breve, il versamento del canone di locazione, spesso pagato in una soluzione unica, deve essere regolato in maniera impeccabile nei tempi, forme, valute e tanto altro.

Ora veniamo alle caratteristiche giuridiche del rapporto contrattuale.

Presupposto importante: gli immobili in locazione esclusivamente per finalità turistiche godono di una forma di contrattazione tra le parti libera, che si rifà alle norme del Codice Civile art. 1571 e seguenti.

Inoltre è importante ricordare che il Decreto Legislativo del 23 maggio 2011 è stato ha introdotto nel nostro ordinamento il “Codice del turismo”.

Caratteristiche fondamentali del “Contratto di Locazione per fini turistici ” è la forma scritta e l’indicazione del fine della locazione stessa.

La definizione generica di Immobili (case, appartamenti, villette, monolocali, baite ecc) per fini turistici non include alcune categorie come

  • villaggi turistici
  • affittacamere
  • campeggi
  • albergo
  • ostelli per la gioventù
  • motel

Tali  locazioni possono essere  lunghe ( ad esempio le cosiddette casa vacanze), brevi o brevissime e non hanno un vincolo di durata, restando tutto nelle disposizioni ed accordi tra le parti.

C’è, però, un termine che è rilevante: il termine dei 30 giorni.  Questo è il termine (massimo) per cui non si necessita la registrazione del contratto e la presentazione della comunicazione di inizio locazione

Unica eccezione: la Legge n. 311/2004 ha infatti previsto l’obbligo di presentazione di tale comunicazione (anche per contratti di durata inferiore ai 30 giorni) solo se alla stipula del contratto partecipano degli intermediari immobiliari (agenzie, mediatori ecc)

Diverso se invece la locazione supera il termine dei 30 giorni.

In questo caso quindi dovrete registrare il contratto di locazione presso l’Agenzia delle Entrate.

Ricordiamo che:

  • la registrazione deve avvenire entro 30 giorni dalla stipula
  • deve essere effettuata dal locatore
  • il pagamento riguarda l’imposta di bollo e l’imposta di registro con il modello F24

Ed infine si necessita la comunicazione di inizio locazione presso l’ufficio di Pubblica Sicurezza competente, entro le 48 ore successive alla stipula del contratto.

Dal punto di vista fiscale invece, è possibile sempre aderire alla Cedolare secca, mentre il pagamento della Tari, ovvero della tassa smaltimento rifiuti di cui, è disciplinata dal regolamento del proprio comune. Inoltre, se l’abitazione “uso vacanza” viene utilizzata soltanto in determinati periodi dell’anno, quindi solo per poche settimane o pochi mesi, a scopo di vacanza o altro, la tassa può essere pagata in forma ridotta.

Lo Studio Legale Verrengia predispone modelli di contratti di locazione per fini turistici esclusivi all’immobile per garantire i proprietari\locatori da ogni rischio plausibile e per un preciso ed accurato rapporto contrattuale scevro (nel possibile) da contenziosi e diatribe.

Finanziamento “Resto al Sud”: contributi per Giovani Imprenditori del meridione (50% a fondo perduto)

Tutto pronto per il Bando denominato “Resto al Sud ” introdotto dal Decreto Legge 20 giugno 2017, n. 91 che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali giovanili in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria).

Il Contributo è destinato a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni.

I requisiti

–    Abbiano la residenza in: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (da mantenere per tutta la durata del finanziamento così come la sede legale ed operativa dell’impresa e della società)

–    Non risultino già titolari di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017

–    Non siano stati beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori agevolazioni a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità

–    Risultino  già  costituiti  successivamente  alla  data  del  21  giugno  2017  o  si costituiscano entro 60 giorni dalla data di concessione del finanziamento

–    Non abbiano un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto (per tutta la durata del finanziamento), a pena di decadenza del provvedimento di concessione

–    (Per i liberi professionisti): non risultino titolari di partita IVA, nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni

–    Impresa individuale o società anche cooperativa i cui soci abbiano i requisiti per almeno i due terzi (i soci privi di requisiti non devono avere rapporti di parentela con alcuno degli altri soggetti)

 Sono finanziabili

  • le attività di produzione industriale, artigianale, le attività di servizi e professionali, il commercio.

 Sono escluse

  • le attività agricole (ad eccezione della pesca e acquacoltura)
  • riparazione di autoveicoli e motocicli (ad eccezione dei codici attività

45.20 e 45.40.3)

  • attività immobiliari (ad eccezione del codice attività 68.20)

–    I progetti devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione e dopo la costituzione della società

–    La realizzazione dei progetti deve essere ultimata entro ventiquattro mesi dal provvedimento di concessione

TIPOLOGIA DI FINANZIAMENTO

–    Per le società ciascun soggetto richiedente riceve un finanziamento fino ad un

massimo di 50.000 euro ciascuno con un tetto di 200.000 euro complessivi

–    Per le ditte individuali l’importo massimo del finanziamento è di 60.000 euro.

–    Oltre  al  finanziamento  è  previsto  un  bonus  di  15.000  euro  per  le  ditte individuali e di 10.000 euro per ciascun socio di società (fino a esaurimento fondi)

–    Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili ed è così articolato:

– 50% a fondo perduto

– 50% finanziamento bancario a tasso zero (garantito all’80% dal fondo di garanzia per le piccole e medie imprese), da restituire entro 8 anni dalla concessione del finanziamento (le rate semestrali posticipate di pari importo partono dopo 24 mesi di preammortamento; dunque, durano 6 anni)

–    Sono ammissibili le seguenti spese (al netto dell’I.v.a.)

– Opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria (nel limite massimo del 30% del programma di spesa)

– Macchinari,  impianti  ed  attrezzature  nuovi  di  fabbrica,  programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC)

– Spese di gestione (capitale circolante), nella misura massima del 20% del programma di spesa, per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale, acquisizione di garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata

Non sono ammissibili le seguenti spese

– beni acquisiti in leasing

– beni di proprietà di uno o più soci del soggetto beneficiario e dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado

– effettuate mediante il cosiddetto “contratto chiavi in mano”

– relative a commesse interne, progettazione, consulenze e stipendi

– relative a macchinari, impianti e attrezzature usati

– notarili,  imposte,  tasse,  relative  all’acquisto  di  automezzi,  fatta eccezione per quelli strettamente necessari

– di importo unitario inferiore a euro 500,00

EROGAZIONE DELLE AGEVOLAZIONI

50% FINANZIAMENTO BANCARIO

–    In caso di esito positivo della valutazione, al fine di ottenere il Finanziamento bancario, il Soggetto richiedente è tenuto a presentare alla Banca copia della “Comunicazione di ammissione”.

–    La Banca si impegna a concludere la propria istruttoria di merito di credito entro 45 giorni dalla richiesta del Finanziamento bancario

–    Una volta deliberato il Finanziamento bancario, la Banca rilascia al Soggetto richiedente la “Comunicazione di esito di delibera” per attestare ad Invitalia l’avvenuta concessione del Finanziamento bancario. Questo   documento attestante l’avvenuta concessione del finanziamento bancario al soggetto beneficiario da parte della banca finanziatrice deve pervenire al soggetto gestore (invitalia) entro 180 giorni dalla ricezione della comunicazione di esito positivo della valutazione, pena la decadenza della domanda

–    Invitalia si impegna a comunicare alla Banca il Provvedimento di concessione, controfirmato dal Soggetto beneficiario, entro 30 giorni dalla data di ricezione della “Comunicazione di esito di delibera”

–    Il finanziamento bancario viene erogato dalla banca su un conto dedicato

50% CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

-ACCONTO-

–    L’erogazione  del  contributo  a  fondo  perduto  avviene  sul  conto  corrente dedicato su richiesta del soggetto beneficiario entro 30 giorni dalla richiesta mediante presentazione di stati avanzamento lavori (SAL) in numero non superiore a due. La prima richiesta di erogazione del contributo a fondo perduto può avvenire soltanto successivamente all’avvenuta erogazione del finanziamento bancario e deve riguardare almeno il cinquanta per cento del programma di spesa ed avviene mediante la presentazione di

– documenti di spesa di pari valore anche non quietanzati

– una  dichiarazione  attestante  la  presenza  dei  beni  presso  l’unità produttiva

– documentazione attestante la disponibilità dei locali idonei all’attività garantita per un periodo pari almeno alla durata del finanziamento agevolato

– avanzamento contabile del programma d’investimento

– documentazione attestante l’avvenuta erogazione del finanziamento bancario

-SALDO-

–    La richiesta di erogazione del contributo a fondo perduto relativa al SAL a saldo deve essere presentata entro tre mesi dalla data di ultimazione del programma di spesa. Il mancato rispetto del predetto termine comporta la revoca dell’agevolazione. L’erogazione avviene entro 60 giorni dalla richiesta

–    oltre alla documentazione di cui all’acconto occorre presentare

– la  documentazione  attestante  l’evidenza  dei  pagamenti  di  tutte  le spese relative al programma di spesa, i pagamenti dei titoli di spesa oggetto del programma di spesa, devono essere effettuati esclusivamente utilizzando il conto corrente dedicato alla realizzazione del programma, attraverso bonifici, carte di debito e di credito, ricevute bancarie, assegni bancari non trasferibili comprovati da microfilmatura

– l’autocertificazione   attestante   il   possesso   di   licenze,   permessi, autorizzazioni, abilitazioni e l’espletamento degli adempimenti previsti per il regolare svolgimento dell’attività.

–    L’erogazione  del  saldo  del  contributo  a  fondo  perduto  è  in  ogni  caso subordinata all’esito positivo del sopralluogo di monitoraggio degli investimenti realizzati e delle spese sostenute di cui al programma di spesa

SINTESI TEMPISTICA E TERMINI ESSENZIALI

–    i termini essenziali (A PENA DI REVOCA) di cui tenere conto sono i seguenti

  • La realizzazione dei progetti deve essere ultimata entro 24 mesi dal provvedimento di concessione
  • la     documentazione     attestante     l’avvenuta     concessione     del finanziamento bancario deve pervenire al Soggetto gestore entro 180 giorni
  • la  richiesta  di  saldo  del  contributo  a  fondo  perduto  (e  relativa documentazione) deve essere presentata entro 3 mesi dalla data di ultimazione del programma di spesa (data dell’ultimo titolo di spesa ammissibile).

Disponibili i fondi “Resto al Sud”: contributi per Giovani Imprenditori del meridione (50% a fondo perduto)- Avv. Alberto Verrengia

Tutto pronto per il Bando denominato “Resto al Sud ” introdotto dal Decreto Legge 20 giugno 2017, n. 91 che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali giovanili in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria).

Il Contributo è destinato a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni.

I requisiti

–    Abbiano la residenza in: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (da mantenere per tutta la durata del finanziamento così come la sede legale ed operativa dell’impresa e della società)

–    Non risultino già titolari di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017

–    Non siano stati beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori agevolazioni a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità

–    Risultino  già  costituiti  successivamente  alla  data  del  21  giugno  2017  o  si costituiscano entro 60 giorni dalla data di concessione del finanziamento

–    Non abbiano un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto (per tutta la durata del finanziamento), a pena di decadenza del provvedimento di concessione

–    (Per i liberi professionisti): non risultino titolari di partita IVA, nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni

–    Impresa individuale o società anche cooperativa i cui soci abbiano i requisiti per almeno i due terzi (i soci privi di requisiti non devono avere rapporti di parentela con alcuno degli altri soggetti)

 Sono finanziabili

  • le attività di produzione industriale, artigianale, le attività di servizi e professionali, il commercio.

 Sono escluse

  • le attività agricole (ad eccezione della pesca e acquacoltura)
  • riparazione di autoveicoli e motocicli (ad eccezione dei codici attività

45.20 e 45.40.3)

  • attività immobiliari (ad eccezione del codice attività 68.20)

–    I progetti devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione e dopo la costituzione della società

–    La realizzazione dei progetti deve essere ultimata entro ventiquattro mesi dal provvedimento di concessione

TIPOLOGIA DI FINANZIAMENTO

–    Per le società ciascun soggetto richiedente riceve un finanziamento fino ad un

massimo di 50.000 euro ciascuno con un tetto di 200.000 euro complessivi

–    Per le ditte individuali l’importo massimo del finanziamento è di 60.000 euro.

–    Oltre  al  finanziamento  è  previsto  un  bonus  di  15.000  euro  per  le  ditte individuali e di 10.000 euro per ciascun socio di società (fino a esaurimento fondi)

–    Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili ed è così articolato:

50% a fondo perduto

50% finanziamento bancario a tasso zero (garantito all’80% dal fondo di garanzia per le piccole e medie imprese), da restituire entro 8 anni dalla concessione del finanziamento (le rate semestrali posticipate di pari importo partono dopo 24 mesi di preammortamento; dunque, durano 6 anni)

–    Sono ammissibili le seguenti spese (al netto dell’I.v.a.)

Opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria (nel limite massimo del 30% del programma di spesa)

Macchinari,  impianti  ed  attrezzature  nuovi  di  fabbrica,  programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC)

Spese di gestione (capitale circolante), nella misura massima del 20% del programma di spesa, per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale, acquisizione di garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata

Non sono ammissibili le seguenti spese

beni acquisiti in leasing

beni di proprietà di uno o più soci del soggetto beneficiario e dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado

effettuate mediante il cosiddetto “contratto chiavi in mano”

relative a commesse interne, progettazione, consulenze e stipendi

relative a macchinari, impianti e attrezzature usati

notarili,  imposte,  tasse,  relative  all’acquisto  di  automezzi,  fatta eccezione per quelli strettamente necessari

di importo unitario inferiore a euro 500,00

EROGAZIONE DELLE AGEVOLAZIONI

50% FINANZIAMENTO BANCARIO

–    In caso di esito positivo della valutazione, al fine di ottenere il Finanziamento bancario, il Soggetto richiedente è tenuto a presentare alla Banca copia della “Comunicazione di ammissione”.

–    La Banca si impegna a concludere la propria istruttoria di merito di credito entro 45 giorni dalla richiesta del Finanziamento bancario

–    Una volta deliberato il Finanziamento bancario, la Banca rilascia al Soggetto richiedente la “Comunicazione di esito di delibera” per attestare ad Invitalia l’avvenuta concessione del Finanziamento bancario. Questo   documento attestante l’avvenuta concessione del finanziamento bancario al soggetto beneficiario da parte della banca finanziatrice deve pervenire al soggetto gestore (invitalia) entro 180 giorni dalla ricezione della comunicazione di esito positivo della valutazione, pena la decadenza della domanda

–    Invitalia si impegna a comunicare alla Banca il Provvedimento di concessione, controfirmato dal Soggetto beneficiario, entro 30 giorni dalla data di ricezione della “Comunicazione di esito di delibera”

–    Il finanziamento bancario viene erogato dalla banca su un conto dedicato

50% CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

-ACCONTO-

–    L’erogazione  del  contributo  a  fondo  perduto  avviene  sul  conto  corrente dedicato su richiesta del soggetto beneficiario entro 30 giorni dalla richiesta mediante presentazione di stati avanzamento lavori (SAL) in numero non superiore a due. La prima richiesta di erogazione del contributo a fondo perduto può avvenire soltanto successivamente all’avvenuta erogazione del finanziamento bancario e deve riguardare almeno il cinquanta per cento del programma di spesa ed avviene mediante la presentazione di

documenti di spesa di pari valore anche non quietanzati

una  dichiarazione  attestante  la  presenza  dei  beni  presso  l’unità produttiva

documentazione attestante la disponibilità dei locali idonei all’attività garantita per un periodo pari almeno alla durata del finanziamento agevolato

avanzamento contabile del programma d’investimento

documentazione attestante l’avvenuta erogazione del finanziamento bancario

-SALDO-

–    La richiesta di erogazione del contributo a fondo perduto relativa al SAL a saldo deve essere presentata entro tre mesi dalla data di ultimazione del programma di spesa. Il mancato rispetto del predetto termine comporta la revoca dell’agevolazione. L’erogazione avviene entro 60 giorni dalla richiesta

–    oltre alla documentazione di cui all’acconto occorre presentare

la  documentazione  attestante  l’evidenza  dei  pagamenti  di  tutte  le spese relative al programma di spesa, i pagamenti dei titoli di spesa oggetto del programma di spesa, devono essere effettuati esclusivamente utilizzando il conto corrente dedicato alla realizzazione del programma, attraverso bonifici, carte di debito e di credito, ricevute bancarie, assegni bancari non trasferibili comprovati da microfilmatura

l’autocertificazione   attestante   il   possesso   di   licenze,   permessi, autorizzazioni, abilitazioni e l’espletamento degli adempimenti previsti per il regolare svolgimento dell’attività.

–    L’erogazione  del  saldo  del  contributo  a  fondo  perduto  è  in  ogni  caso subordinata all’esito positivo del sopralluogo di monitoraggio degli investimenti realizzati e delle spese sostenute di cui al programma di spesa

SINTESI TEMPISTICA E TERMINI ESSENZIALI

–    i termini essenziali (A PENA DI REVOCA) di cui tenere conto sono i seguenti

  • La realizzazione dei progetti deve essere ultimata entro 24 mesi dal provvedimento di concessione
  • la     documentazione     attestante     l’avvenuta     concessione     del finanziamento bancario deve pervenire al Soggetto gestore entro 180 giorni
  • la  richiesta  di  saldo  del  contributo  a  fondo  perduto  (e  relativa documentazione) deve essere presentata entro 3 mesi dalla data di ultimazione del programma di spesa (data dell’ultimo titolo di spesa ammissibile).

Ulteriori chiarimenti sono disponibili direttamente con i nostri collaboratori.

Dunque, è una opportunità storica per chi sogna e crede nella possibilità di sviluppare una propria impresa nel bellissimo meridione d’Italia. Ancor più, con una così ampia quota a Fondo Perduto.

Lo Studio Legale Verrengia è coadiuvato tra i maggiori esperti della Regione Campania e del meridione d’Italia nel settore dei – finanziamenti agevolati regionali, nazionali ed europei –.

La garanzia di trasparenza, onestà, chiarezza ed efficienza sono elementi che ci accompagnano da sempre e saranno il caposaldo per donare serenità e sicurezza a chi vorrà godere di tale opportunità.