Un Avvocato serio e vincente? Solo se è sempre sincero e trasparente.

La categoria forese ha avuto negli anni momenti difficili dal punto di vista dell’immagine sociale. Colleghi truffatori, iperpopolazione professionale, infortunistica di dubbia provenienza e tanti altri problemi hanno inciso molto sulla qualità dei servizi legali.

Però, per fortuna, la selezione avvenuta in questi anni ha ridonato serietà e forza alla categoria.

Non esistono Avvocati perfetti, invincibili ed omniscienti. Esistono solo Avvocati seri e meno seri.

Quali sono i parametri di verifica di tale caratteristica? La sincerità con cui espongono le possibilità di riuscita di una procedura, i margini di raggiungimento di un determinato obiettivo, la trasparenza sui costi e sui tempi e l’approccio verso altri colleghi.

Un Legale che mostrerà tali caratteristiche, potrà godere della vostra fiducia. Aver la serietà di affermare, senza ombra di dubbio, che tale diritto è inesistente, che tale procedimento è velleitario, che una particolare richiesta è impossibile o inopportuna, oltre ad indicare i tempi minimi ed esporre i costi plausibili, sono ciò che fa la differenza.

Un Professionista di qualità lo percepirete da tale approccio.

Un Avvocato sincero e leale sarà anche presumibilmente anche maggiormente vincente, poichè non accogliendo azioni temerarie (cause impossibili) avrà maggior riuscita di accoglimento giudiziario o stragiudiziale. Un avvocato avrà già vinto, se vi permetterà non di gettare danaro in procedure faziose e inconcludenti.

Diffidate sempre dai faciloni del diritto, dai supereroi dei tribunali, dai Legali infallibili ed arroganti e da chi è disposto a criticare un collega per emergere.

Essere veri professionisti è un privilegio a cui in tanti aspirano, ma che non tutti meritano.

Avv. Alberto Verrengia

Amministrazione di Sostegno: i consigli e la guida dello Studio Legale Verrengia

In questi anni tante famiglie sono ricorse all’istituto dell’amministrazione di sostegno per venire incontro alle esigenze dei propri cari. L’AdS è una figura istituita per quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.
Un spettro ampio di applicabilità che va dagli anziani ai disabili, ma anche gli alcolisti, i tossicodipendenti, le persone detenute, i malati terminali possono ottenere, anche in previsione di una propria eventuale futura incapacità, che il giudice tutelare nomini una persona che abbia cura della loro persona e del loro patrimonio.

Ricordiamo che per la presentazione del ricorso non è necessaria l’assistenza di un avvocato, ma la collaborazione di un esperto del diritto può sicuramente agevolare l’iter, chiarire alcuni aspetti e rendere la procedura meno “dolorosa” , soprattutto, quando si tratta di situazioni estremamente delicate e sentite.
L’amministratore di sostegno viene nominato con un decreto del giudice tutelare.

Lo Studio Legale Verrengia si è occupato di numerosi casi di Amministrazione di Sostegno in tutto il territorio, creando un rapporto di grande collaborazione e serenità con le famiglie. Lo “sportello” presso lo Studio AdS può dare chiarimenti, informazioni e consigli utili per chiunque, indipendentemente se, poi, si attiverà o meno la procedura.

Un sostegno alle famiglie che si avviano all’applicazione dell’Amministrazione di Sostegno da parte di esperti del settore.

 

 

 

Aste Giudiziarie: ecco i consigli per acquistare un immobile senza rischi

Acquistare un immobile tramite una Asta Giudiziaria può essere un conveniente affare, ma anche causa di problemi imprevedibili.

Ecco perchè bisogna affidarsi esperti del settore come lo Studio Verrengia, che per anni ha coadiuvato strutture legali fiduciarie di importati Istituti Bancari. Oltre l’esperienza maturata dall’Avv. Alberto Verrengia in quegli anni, è fondamentale, in questo settore, la trasparenza poichè, soprattutto in alcuni territori, le aste giudiziarie sono state preda di situazioni spiacevoli.

Ricorrere ad un Avvocato, in questi casi non è solo consigliabile, ma anche previsto dalla normativa, sempre che non si voglia affrontare “in solitaria” una procedura complessa e ricca di incognite.

Non sarà questa la sede dove distinguere le varie tipologie di procedure di vendita (con incanto e senza incanto) o della necessità di procure speciali, dell’offerta con persone da nominare ecc ecc, qui è d’uopo evidenziare quali sono i rischi più frequenti in cui incorrono i partecipanti.

Informarsi sulle condizioni dell’immobile e sullo status giuridico dello stesso è la prima regola per evitare i seguenti rischi:

  • che l’immobile sia ancora occupato dal debitore
  • che l’immobile sia occupato con contratto opponibile alla procedura esecutiva, quando cioè il contratto di locazione è stato stipulato prima del pignoramento
  • che l’immobile sia occupato con titolo non opponibile o senza titolo, quando cioè è stato occupato dopo il pignoramento
  • che l’immobile sia occupato dal coniuge in virtù di provvedimento di assegnazione della casa familiare

Queste le prime necessarie verifiche, a cui devono seguire degli accertamenti sullo stato di legittimità edilizia dell’immobile. Ossia l’assenza di abusi edilizi, di situazioni di insanabilità, che devono essere rilevate dal consulente tecnico del giudice (CTU) ma che meritano sempre un serio approfondimento.

Altra opportuna verifica:  accertarsi della reale convenienza del prezzo offerto per l’acquisto rispetto al valore di mercato. Non sempre un bene all’asta è conveniente, soprattutto, quando trattasi di primo incanto (ossia di primo esperimento di vendita).

Sicuramente, relativamente alle aste sulle automobili, questo discorso è più pregnante, stando spesso la chiara – non convenienza- di alcuni prezzi di auto pignorate.

Per gli immobili condominiali, verificare se esistono oneri arretrati condominiali. Ancora, è importante accertarsi prima di partecipare della possibilità di accendere un mutuo se l’importo non è immediatamente disponibile.

In definitiva ecco le regole per evitare situazioni spiacevoli nella procedura di partecipazione all’Asta giudiziaria:

1. Chiedere informazioni sul valore di mercato dell’immobile rispetto al prezzo indicato nella prima seduta

2. Leggere la perizia del CTU, verificarne i vizi edilizi, analizzare la documentazione catastale e se possibile visitare di persona l’immobile

3. Verificar e la propria disponibilità economica iniziale, organizzarsi per richiedere un finanziamento\mutuo, verificare i benefici, sgravi o aggravi fiscali (IMU)

4. Informarsi sulle spese aggiuntive possibili 

5. Disponibilità: attenzione agli immobili occupati

 

Saldo e Stralcio 2019: ecco gli scaglioni ISEE per uscire dal tunnel dei debiti.

E’ tutto più chiaro sui parametri e scaglioni della possibilità concessa dalla Legge n. 145/2018 contenente il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, che introduce il cosiddetto “Saldo e stralcio” delle cartelle esattoriali.

Ecco i parametri per aderire al “Saldo e stralcio” che riguarda le Persone fisiche che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica nei seguenti:

1- il valore ISEE riferito al proprio nucleo familiare non superi 20 mila euro.

2-  Alla data di presentazione della dichiarazione di adesione, risulta già presentata la procedura di liquidazione di cui all’art. 14-ter della legge del 27/1/2012, Rientrano nel “Saldo e stralcio” i debiti relativi a carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 derivanti da:
•    omessi versamenti dovuti in autoliquidazione in base alle dichiarazioni annuali;
•    contributi previdenziali spettanti alle casse professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps.

La riduzione delle somme dovute sia a titolo di capitale che di interessi, secondo l’indicatore economico ISEE del nucleo familiare è suddiviso in tre scaglioni:

•    16% delle somme dovute, a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione, con ISEE fino a 8.500 euro;
•    20% delle somme dovute, a titolo di capitale e interesse di ritardata iscrzione, con ISEE da 8.500,01 a 12.500 euro;
•    35% delle somme dovute, a titolo di capitale e interesse di ritardata iscrizione, con ISEE da 12.500,01 a 20.000 euro.

Una ulteriore distinzione vale per coloro che vivono una situazione di grave e comprovata difficoltà economica è confermata dalla già avvenuta apertura della procedura di liquidazione ed è previsto il pagamento di una quota pari al 10% delle somme dovute a titolo di capitali e interessi di ritardata iscrizione.

Ricordiamo che oltre alla riduzione degli importi dovuti, chi aderisce al “Saldo e stralcio” beneficerà anche dell’azzeramento di sanzioni e interessi di mora.

Come previsto dal co. 190 dell’art.1 cit., ai fini di un corretto ed efficace “saldo e stralcio”, è necessario che il pagamento del debito venga effettuato:

a) in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019;

b) oppure in 5 rate così suddivise:

  • 35% dell’importo dovuto entro il 30 novembre 2019;
  • 20% dell’importo dovuto entro il 31 marzo 2020;
  • 15% dell’importo dovuto entro il 31 luglio 2020;
  • 15% dell’importo dovuto entro il 31 marzo 2021;
  • il restante 15% entro il 31 luglio 2021.

Nelle situazioni più complesse, il suggerimento è rivolgersi preferibilmente a professionisti del settore commerciale o legale che hanno le giuste competenze.

Lo Studio Legale dell’Avv. Alberto Verrengia è aggiornato in tempo reale su ogni evoluzione normativa con garanzia di celerità, discrezione e efficacia comprovate.