Chiarezza e correttezza sulle “Cause Temerarie”: ecco lo stile dello Studio Legale Verrengia.

Con la nuova normativa in tema di riforma del Processo Civile si sono ancor di più inasprite le penalità per le cosiddette “Cause o procedure temerarie“. Trattasi di azioni giudiziali senza fondamento giuridico fatte, spesso, a titolo dilatorio o talvolta a causa di una non palese chiarezza da parte del proprio Avvocato.

Bene, lo stile dello Studio Legale Verrengia, così come indicato dall’Avv. Alberto Verrengia, è quello di essere chiari, trasparenti e corretti con i propri assistiti. Ossia ogni qual volta ci si troverà dinanzi a possibili cause temerarie, sarà dovere esporre il rischi di tali azioni e le salate condanne alle spese all’esito del rigetto.

Questo impedirà di incorrere in azioni controproducenti e poter, dunque, instaurare strategie diverse per il raggiungimento degli obiettivi richiesti.

Lo stile dell’Avv. Alberto Verrengia è stato sempre apprezzato anche per tal motivo.

 

Avvocati: analisi, interventi e visite gratuite per gli iscritti alla Cassa Forense. Ecco le info – Studio Legale Verrengia

 

Gli Avvocati, iscritti alla Cassa Forense, godono di alcune agevolazioni. Questi diritti meritano adeguata pubblicità.

La classe forense può, dunque, godere di esenzioni per prestazioni mediche ed analisi. Vi riportiamo il comunicato che ha esteso la tutela. Sul sito di UNISALUTE e\o della CASSAFORENSE si possono anche verificare i centri convenzionati.

“Si comunica che Cassa Forense, a seguito di gara europea, ha stipulato con Unisalute S.p.A. la polizza sanitaria collettiva “grandi interventi chirurgici e gravi eventi morbosi”, in favore dei propri iscritti, valida dall’1.4.2019 al 31.3.2022. Tale polizza è automatica e gratuita per tutti gli Avvocati, Praticanti e Pensionati iscritti a Cassa Forense alla data del 1.4.2019 e può essere estesa, con onere a carico dell’iscritto, a tutti i familiari conviventi, con limite di età fissato a 90 anni, previo pagamento di un premio annuo pari ad € 150,00 pro capite. Si precisa che possono aderire alla Tutela Sanitaria, con premio a proprio carico, anche i Pensionati di Cassa Forense cancellati dagli Albi e i superstiti di avvocato (titolari di pensione di reversibilità o indiretta), con possibilità di estensione della garanzia assicurativa per i rispettivi nuclei familiari, sempre con limite di età fissato a 90 anni e con il versamento del medesimo premio di € 150,00 pro capite. Rispetto al precedente Piano Sanitario base, si segnalano le seguenti integrazioni migliorative: 1) inserimento di ulteriori grandi interventi chirurgici in copertura; 2) aumento dell’importo della diaria giornaliera ad € 195,00 in caso di ricovero per i grandi interventi ed a € 170,00 per grave evento morboso e malattia oncologica; 3) incremento dei limiti di massimale relativi ai grandi interventi chirurgici; 4) aumento ad € 19.500,00 dei massimali della garanzia oncologica in assistenza indiretta per i ricoveri con intervento e ad € 14.500,00 per i ricoveri senza intervento; 5) inserimento della c.d. indennità di convalescenza, che prevede, a determinate condizioni, un indennizzo pari ad € 50,00 per ogni giorno successivo alle dimissioni dall’istituto di cura per un numero di giorni massimo pari a quello del ricovero; 6) inserimento nella polizza base di importanti prestazioni extra ospedaliere in precedenza ricomprese soltanto nella polizza integrativa; 7) inserimento nella polizza base di un Check-up annuale a carico della Compagnia; 8) garanzia sindrome metabolica. Testo integrale Polizza Sanitaria base”

 

 

http://www.cassaforense.it/polizze-cf/polizza-base-grandi-interventi-chirurgici-e-gravi-eventi-morbosi-e-polizze-integrative-a-e-b/

Durante l’intervento creata fistola per errore: lo Studio Verrengia fa risarcire il paziente.

 

La responsabilità medica è una branca delicata e complessa. I parametri di responsabilità sono sempre più ristretti, soprattutto, con l’entrata in vigore delle nuove tabelle ministeriali. Laprofessionalità di un Legale sta nel saper valutare la fondatezza di una azione di responsabilità senza avventurarsi in speculazioni dannose per il proprio assistito.

Non è stato, però difficile per lo Studio Legale Verrengia e per l’Avv. Alberto Verrengia riuscire a dimostrare come una fistola vescico vaginale causata durante un intervento in laparoscopia, sia certamente ascrivibile ad una imperizia medica.

La giovane donna operata in un Nosocomio importante ha ricevuto un ampio risarcimento per i danni subiti all’apparato renale e all’uretere a causa della coagulazione. Dunque, una significativa sentenza a tutela dei pazienti relativamente agli interventi laparoscopoici e di isterectomia.

Sono numerosi i provvedimenti giudiziari favorevoli incassati dallo Studio Legale Verrengia in tema di responsabilità professionale, sempre con la massima umiltà e correttezza professionale.

Banche: tasso di soglia Anti-usura, la Cassazione dalla parte dei cittadini – Studio Legale Verrengia

Nella eterna lotta tra cittadini e Banche, importante è sicuramente l’ultima presa di posizione della Cassazione Civile Sez. III 17 ottobre 2019 n. 26286.

Viene sancito che nei rapporti bancari, anche gli interessi convenzionali di mora, al pari di quelli corrispettivi, sono soggetti all’applicazione della normativa antiusura, con la conseguenza che, laddove la loro misura oltrepassi il c.d. “tasso soglia” previsto dall’art. 2 della legge 7 marzo 1996, n. 108, si configura la cosiddetta usura c. d. “oggettiva” che determina la nullità della clausola ai sensi dell’art. 1815, secondo comma, cod. civ.

La Sentenza ha ancora evidenziato che. “Non è di ostacolo la circostanza che le istruzioni della Banca d’Italia non prevedano l’inclusione degli interessi di mora nella rilevazione del T.E.G.M. (tasso effettivo globale medio), che costituisce la base sulla quale determinare il “tasso soglia”. Infatti, poiché la Banca d’Italia provvede comunque alla rilevazione della media dei tassi convenzionali di mora (solitamente costituiti da alcuni punti percentuali da aggiungere al tasso corrispettivo), è possibile individuare il “tasso soglia di mora” del semestre di riferimento, applicando a tale valore la maggiorazione prevista dall’art. 2, comma 4, della legge n. 108 del 1996. Tuttavia, resta fermo che, dovendosi procedere ad una valutazione unitaria del saggio di interessi concretamente applicato – senza poter più distinguere, una volta che il cliente è stato costituito in mora, la “parte” corrispettiva da quella moratoria -, al fine di stabilire la misura oltre la quale si configura l’usura oggettiva, il “tasso soglia di mora” deve essere sommato al “tasso soglia” ordinario (analogamente a quanto previsto dalla sentenza delle Sezioni unite n. 16303 del 2018, in tema di commissione di massimo scoperto)”.

Pertanto nella gestione dei rapporti bancari, l’apposizione di una clausola “di salvaguardia” per una l’eventuale fluttuazione del saggio di interessi convenzionale dovrà essere comunque mantenuta entro i limiti del c.d. “tasso soglia” antiusura previsto dall’art. 2, comma 4, della legge n. 108 del 1996. Nessun patto o clausola potrà baipassare tale  divieto legale di pattuire interessi usurari.  Nel caso di opposizione da parte del cliente, sarà la Banca a dover dimostrare di non aver violato tale divieto e tali soglie.

Lo Studio Legale Verrengia, da sempre, accanto ai diritti dei cittadini a più volte incassato importanti successi nella lotta contro le clausole vessatorie.

Pace Fiscale anche per il Bollo Auto: ecco le novità – Studio Legale Verrengia

 

Si spera, da anni, affinchè sia abolita o almeno ridotta l’odiosa tassa sulla proprietà delle autovetture il cosiddetto “Bollo”. Un passo in avanti si è avuto recentemente grazie alla  Sentenza n. 692 del 16 settembre 2019 con cui la Commissione Tributaria delle Marche ha dato ragione ad un contribuente sulla richiesta dell’amministrazione regionale di pagamento di un bollo del 2001.

Dunque, anche i Bolli rientrerebbero nella cosiddetta “pace fiscale“, il provvedimento con cui il precedente governo aveva stabilito il condono delle cartelle di importo inferiore a mille euro. Ricordiamo che tale condono non necessitava di impulso di parte, ma si attivava in autonomia.

Il decreto 119/2018, convertito con modifiche dalla legge n. 136/2018, stabilisce che “I debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del presente decreto, fino a mille euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, ancorché riferiti alle cartelle per le quali è già intervenuta la definizione agevolata (la cosiddetta rottamazione) sono automaticamente annullati.

Insomma, le amministrazioni regionali devono procedere, secondo la Sentenza, all’annullamento delle debiti per tasse automobilistiche tra il 2000 ed il 2010.

Lo Studio Legale Verrengia è disponibile ad ogni chiarimento in merito, siamo sempre dalla parte dei cittadini e dei loro diritti.

(Avv. Alberto Verrengia)

https://www.quattroruote.it/news/burocrazia/2019/10/07/bollo_auto_condono_fino_a_1000_euro_dal_2000_al_2010.html

Ritardi Trenitalia: fate valere sempre i vostri diritti – Studio Legale Avv. Alberto Verrengia

Non abbiate timore di far valere i propri diritti nel caso di disagi dovuti ai ritardi delle corse di Trenitalia. Esistono appositi rimborsi che qui di seguito vi riassumiamo:

In caso di ritardo in arrivo superiore ai 59 minuti Trenitalia ti corrisponde un’indennità pari al:

  • 25% del prezzo del biglietto per un ritardo compreso tra 60 e 119 minuti;
  • 50% del prezzo del biglietto per un ritardo di almeno 120 minuti;

L’indennità sarà corrisposta a tua scelta:

  • con un bonus per acquistare entro 12 mesi un nuovo biglietto;
  • in contanti per pagamenti effettuati in contanti;
  • mediante il riaccredito per pagamenti effettuati con carta di credito

 

In caso di ritardo in arrivo dei treni FrecciarossaFrecciargento e Frecciabianca, compreso tra i 30 e i 59 minuti, Trenitalia ti riconosce come indennizzo un bonus pari al 25% del prezzo del biglietto che potrà essere utilizzato entro 12 mesi per l’acquisto di un nuovo biglietto.

Nel caso di ritardo tra il luogo di partenza e il luogo di destinazione indicati sul biglietto di corsa semplice, a tariffa 39, 39/AS e “biglietti globali misti”, è possibile chiedere un’indennità pari al:

  • 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 e 119 minuti (tale indennità è riconosciuta per biglietti pari almeno a €16,00);
  • 50% del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti (tale indennità è riconosciuta per biglietti pari almeno a €8,00).

La richiesta di indennità può essere inoltrata esclusivamente per biglietti in cui è indicata l’origine e la destinazione.

Per le richieste esistono apposito form nel sito di Trenitalia.

Enel condannata per mancata protezione messa a terra: ecco l’importante sentenza dello Studio Legale Verrengia

La Sentenza del Giudice di Pace di Sessa Aurunca n. 1052\17 ha aperto nuove prospettive sul risarcimento del danno per inadempimento contrattuale da parte dell’Enel nei confronti dei propri utenti. Ciò nel caso in cui si verifichino sovratensioni che vadano a danneggiare la apparecchiature elettroniche o strumentazioni digitali. In passato spesso la società dell’Energia Elettrica riusciva spesso ad evitare le condanne, presupponendo che esistevano i requisiti di Gestione della Qualità della manutenzione, di esonero delle responsabilità previste dal contratto di fornitura e di avviso dell’interruzione di energia elettrica.

Con questa Sentenza, l’Avv. Alberto Verrengia ha puntato sulla dimostrazione che tale esonero non esclude l’imputabilità quando sussiste la palese evidenza di una disfuzione della rete elettrica. Nel caso di specie, esistevano le clausole di esonero ed anche l’avviso di interruzione elettrica con appositi manifestini. Però, tali requisiti non hanno escluso a priori la possibilità che si possano verificare sovratensioni al momento del riattacco della fornitura. Nella causa in oggetto,  un importante locale di ristorazione aveva subito il danneggiamento di quasi tutti gli elettrodomestici. Alla richiesta del risarcimento del danno, l’Enel aveva risposto di non essere responsabile dell’evento dannoso, citando le clausole di esonero e i requisiti di Gestione della Qualità della manutenzione.

In corso di causa, è  stato dimostrato, invece, che il danno si è realizzato a causa della mancata protezione ed isolamento della messa a terra del Neutro locale e la precarietà del dispersore e che, pertanto, la responsabilità era in capo alla società convenuta che ha dovuto risarcire tutti i danni per inadempimento contrattuale ex art 1228 c.c.

Una sentenza utile e che apre prospettive sulla qualità per la mancata protezione ed isolamento della messa a terra.

 

 

 

Rapidità ed Efficacia nella risoluzione dei problemi legali: un obiettivo primario – Studio Legale Verrengia

La durata di una procedura, in passato, significava maggior incasso per il professionista. Non valeva per tutti, ma per alcuni si. Con l’applicazione, immediatamente utilizzato dallo Studio Legale Verrengia,  del preventivo trasparente e la chiara indicazione delle spese che saranno affrontate, nasce l’esigenza opposta: cercare di raggiungere l’obiettivo in maniera rapida ma non superficiale.

Questo certamente è l’elemento che spinge ad un impegno costante e deciso nella cura delle controversie da parte del nostro Studio.

Poi, esiste una altra motivazione che ha reso il nostro pool apprezzato per la celerità e l’efficienza: il fattore emotivo. I cittadini meritano celeri chiarimenti sui propri diritti e spesso, le lungaggini determinano effetti psicologici ed economici estremamente negativi.

Dunque Efficenza, Efficacia e Rapidità sono elementi imprescindibili della soddisfazione dei propri assistiti. In 15 anni di impegno nel settore legale è stato sempre riconosciuta, oltre alla chiarezza e alla trasparenza, anche una positiva efficacia e rapidità nella risoluzione delle cotnroversie.

Accanto a Voi, sempre.

Molestie telefoniche delle Società Finanziarie e recupero crediti: ecco come reagire (Avv. Alberto Verrengia)

 

E’ una situazione, oramai, intollerabile.

Le società di recupero credito e le stesse finanziarie utilizzano metodi di pressione psicologica nei confronti dei debitori al limite della legalità, se non oltre.

Basta un piccolo ritardo di un pagamento, anche minimo, che prontamente partono messaggi, telefonate ad ogni ora, minacce di aggravi sproporzionati di mora, di visite persino fisiche presso il domicilio.

Non è finzione, ma è l’esperienza che lo Studio Legale Verrengia e l’Avv. Alberto Verrengia hanno verificato in anni di lavoro e di resistenza a tali compormenti, ora in netto peggioramento.

In pochi sanno ed attuano, il codice morale dell’UNIREC. Nello specifico, il personale iscritto nei registri di qualifica Unirec (Unione nazionale imprese a tutela del credito) sono vincolati al rispetto di un vero codice deontologico, proprio come gli avvocati.

Tra le norme contenute in questo codice, ve ne sono alcune importantissime a tutela del debitore. In particolare, l’esattore:

  1. Deve tenere nei confronti del debitore una condotta ferma e determinata, senza mai sfociare in atteggiamenti vessatori, insolenti o inutilmente petulanti.
  2. Non può esercitare pressioni indebite o minacce nei confronti del debitore, al fine di indurlo al pagamento.
  3. Si deve presentare al debitore con discrezione e con cura nell’aspetto esteriore, avendo il massimo rispetto delle persone contattate e della loro vita privata.
  4. Deve svolgere l’attività come da mandato ricevuto, con lealtà, correttezza, nella massima riservatezza e segretezza professionale. Con divieto assoluto di divulgare, anche parzialmente, le notizie e le informazioni sia rilevate dalla pratica affidata, sia assunte eventualmente nel corso del recupero del credito

L’escalation della pressione psicologica che diventa stalking prevede una serie di azioni programmate. Dapprima messaggi e telefonate velatamente minacciose, poi, un comportamento da parte degli interlocutori sempre più duro ed indirizzato alla creazione di un timore irreparabile ed eccessivo. Interessi mostruosi, azioni giudiziarie infinite o altro che creano una pressione violenta sul debitore, spesso in ritardo per problemi reali.  Secondo il codice penale, chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro, pertanto, si configura il reato di molestie quando il creditore, nel pretendere il pagamento al telefono, usi modalità moleste e petulanti (es. assillanti squilli a tutte le ore del giorno e della notte, violazione della privacy e minacce palesi).

In questo caso il recupero crediti si trasforma in Stalking determinando uno stato psicofisico di ansia e paura, con timori per la propria famiglia e modificando le proprie abitudini di vita.

Talvolta, capita  che l’incaricato al recupero crediti si presenti a casa: non essendo un pubblico ufficiale, né un ufficiale giudiziario, non può introdursi nell’abitazione senza consenso del debitore il quale, quindi, può legittimamente decidere di non aprire. Stesso divieto è per ogni forma di “umiliazione socialeE come le affissioni di avvisi di mora sulla porta di casa o nell’androne del condominio Questa condotta costituisce una grave violazione della privacy.

Una proposta di legge esisteva a firma dell’On. Giorgia Meloni e doveva essere integrato da un solo articolo, per modificare l’articolo 612-bis del codice penale concernente il reato di atti persecutori. Si prevedeva una aggravante, laddove il reato di stalking è commesso da istituti bancari o società finanziarie o filiali di recupero credito o qualsiasi altro soggetto giuridico o nell’attività di recupero crediti quando vengano messe in atto condotte che esulano e travalicano quanto previsto dalla legge e dalle norme del codice di procedura civile. Il secondo prevedeva che “la stessa pena si applichi alla persona fisica che agisca in proprio o per conto di persona giuridica”.

La tutela da questi atteggiamenti persecutori, però, esiste ugualmente. Il nostro Studio Legale da anni è riuscito a resistere e controbbattere a numerosi azioni di pressione bancaria nei confronti degli assistiti. Il nostro è un lavoro di interposizione, evitando che la società continui a molestare il debitore e trattando direttamente con noi con cui non potrà utilizzare gli stessi metodi illegittimi. Nel caso ciò non avvenisse, si applicheranno forme di tutela giuridica civile e penale che ben poco convengono alle società finanziarie e di recupero crediti che potrebbero ritrovarsi a dover difendersi e, persino, risarcire i loro debitori.

Noi ci siamo e vi difenderemo senza alcun timore, abbiate fiducia.

Difenditi dallo Stalking e minacce delle Società di Recupero Credito e Finanziarie – Studio Legale Verrengia

E’ una situazione, oramai, intollerabile.

Le società di recupero credito e le stesse finanziarie utilizzano metodi di pressione psicologica nei confronti dei debitori al limite della legalità, se non oltre.

Basta un piccolo ritardo di un pagamento, anche minimo, che prontamente partono messaggi, telefonate ad ogni ora, minacce di aggravi sproporzionati di mora, di visite persino fisiche presso il domicilio.

Non è finzione, ma è l’esperienza che lo Studio Legale Verrengia e l’Avv. Alberto Verrengia hanno verificato in anni di lavoro e di resistenza a tali compormenti, ora in netto peggioramento.

In pochi sanno ed attuano, il codice morale dell’UNIREC. Nello specifico, il personale iscritto nei registri di qualifica Unirec (Unione nazionale imprese a tutela del credito) sono vincolati al rispetto di un vero codice deontologico, proprio come gli avvocati.

Tra le norme contenute in questo codice, ve ne sono alcune importantissime a tutela del debitore. In particolare, l’esattore:

  1. Deve tenere nei confronti del debitore una condotta ferma e determinata, senza mai sfociare in atteggiamenti vessatori, insolenti o inutilmente petulanti.
  2. Non può esercitare pressioni indebite o minacce nei confronti del debitore, al fine di indurlo al pagamento.
  3. Si deve presentare al debitore con discrezione e con cura nell’aspetto esteriore, avendo il massimo rispetto delle persone contattate e della loro vita privata.
  4. Deve svolgere l’attività come da mandato ricevuto, con lealtà, correttezza, nella massima riservatezza e segretezza professionale. Con divieto assoluto di divulgare, anche parzialmente, le notizie e le informazioni sia rilevate dalla pratica affidata, sia assunte eventualmente nel corso del recupero del credito

L’escalation della pressione psicologica che diventa stalking prevede una serie di azioni programmate. Dapprima messaggi e telefonate velatamente minacciose, poi, un comportamento da parte degli interlocutori sempre più duro ed indirizzato alla creazione di un timore irreparabile ed eccessivo. Interessi mostruosi, azioni giudiziarie infinite o altro che creano una pressione violenta sul debitore, spesso in ritardo per problemi reali.  Secondo il codice penale, chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro, pertanto, si configura il reato di molestie quando il creditore, nel pretendere il pagamento al telefono, usi modalità moleste e petulanti (es. assillanti squilli a tutte le ore del giorno e della notte, violazione della privacy e minacce palesi).

In questo caso il recupero crediti si trasforma in Stalking determinando uno stato psicofisico di ansia e paura, con timori per la propria famiglia e modificando le proprie abitudini di vita.

Talvolta, capita  che l’incaricato al recupero crediti si presenti a casa: non essendo un pubblico ufficiale, né un ufficiale giudiziario, non può introdursi nell’abitazione senza consenso del debitore il quale, quindi, può legittimamente decidere di non aprire. Stesso divieto è per ogni forma di “umiliazione socialeE come le affissioni di avvisi di mora sulla porta di casa o nell’androne del condominio Questa condotta costituisce una grave violazione della privacy.

Una proposta di legge esisteva a firma dell’On. Giorgia Meloni e doveva essere integrato da un solo articolo, per modificare l’articolo 612-bis del codice penale concernente il reato di atti persecutori. Si prevedeva una aggravante, laddove il reato di stalking è commesso da istituti bancari o società finanziarie o filiali di recupero credito o qualsiasi altro soggetto giuridico o nell’attività di recupero crediti quando vengano messe in atto condotte che esulano e travalicano quanto previsto dalla legge e dalle norme del codice di procedura civile. Il secondo prevedeva che “la stessa pena si applichi alla persona fisica che agisca in proprio o per conto di persona giuridica”.

La tutela da questi atteggiamenti persecutori, però, esiste ugualmente. Il nostro Studio Legale da anni è riuscito a resistere e controbbattere a numerosi azioni di pressione bancaria nei confronti degli assistiti. Il nostro è un lavoro di interposizione, evitando che la società continui a molestare il debitore e trattando direttamente con noi con cui non potrà utilizzare gli stessi metodi illegittimi. Nel caso ciò non avvenisse, si applicheranno forme di tutela giuridica civile e penale che ben poco convengono alle società finanziarie e di recupero crediti che potrebbero ritrovarsi a dover difendersi e, persino, risarcire i loro debitori.

Noi ci siamo e vi difenderemo senza alcun timore, abbiate fiducia.

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