Finanziamento “Resto al Sud”: contributi per Giovani Imprenditori del meridione (50% a fondo perduto)

Tutto pronto per il Bando denominato “Resto al Sud ” introdotto dal Decreto Legge 20 giugno 2017, n. 91 che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali giovanili in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria).

Il Contributo è destinato a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni.

I requisiti

–    Abbiano la residenza in: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (da mantenere per tutta la durata del finanziamento così come la sede legale ed operativa dell’impresa e della società)

–    Non risultino già titolari di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017

–    Non siano stati beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori agevolazioni a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità

–    Risultino  già  costituiti  successivamente  alla  data  del  21  giugno  2017  o  si costituiscano entro 60 giorni dalla data di concessione del finanziamento

–    Non abbiano un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto (per tutta la durata del finanziamento), a pena di decadenza del provvedimento di concessione

–    (Per i liberi professionisti): non risultino titolari di partita IVA, nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni

–    Impresa individuale o società anche cooperativa i cui soci abbiano i requisiti per almeno i due terzi (i soci privi di requisiti non devono avere rapporti di parentela con alcuno degli altri soggetti)

 Sono finanziabili

  • le attività di produzione industriale, artigianale, le attività di servizi e professionali, il commercio.

 Sono escluse

  • le attività agricole (ad eccezione della pesca e acquacoltura)
  • riparazione di autoveicoli e motocicli (ad eccezione dei codici attività

45.20 e 45.40.3)

  • attività immobiliari (ad eccezione del codice attività 68.20)

–    I progetti devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione e dopo la costituzione della società

–    La realizzazione dei progetti deve essere ultimata entro ventiquattro mesi dal provvedimento di concessione

TIPOLOGIA DI FINANZIAMENTO

–    Per le società ciascun soggetto richiedente riceve un finanziamento fino ad un

massimo di 50.000 euro ciascuno con un tetto di 200.000 euro complessivi

–    Per le ditte individuali l’importo massimo del finanziamento è di 60.000 euro.

–    Oltre  al  finanziamento  è  previsto  un  bonus  di  15.000  euro  per  le  ditte individuali e di 10.000 euro per ciascun socio di società (fino a esaurimento fondi)

–    Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili ed è così articolato:

– 50% a fondo perduto

– 50% finanziamento bancario a tasso zero (garantito all’80% dal fondo di garanzia per le piccole e medie imprese), da restituire entro 8 anni dalla concessione del finanziamento (le rate semestrali posticipate di pari importo partono dopo 24 mesi di preammortamento; dunque, durano 6 anni)

–    Sono ammissibili le seguenti spese (al netto dell’I.v.a.)

– Opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria (nel limite massimo del 30% del programma di spesa)

– Macchinari,  impianti  ed  attrezzature  nuovi  di  fabbrica,  programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC)

– Spese di gestione (capitale circolante), nella misura massima del 20% del programma di spesa, per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale, acquisizione di garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata

Non sono ammissibili le seguenti spese

– beni acquisiti in leasing

– beni di proprietà di uno o più soci del soggetto beneficiario e dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado

– effettuate mediante il cosiddetto “contratto chiavi in mano”

– relative a commesse interne, progettazione, consulenze e stipendi

– relative a macchinari, impianti e attrezzature usati

– notarili,  imposte,  tasse,  relative  all’acquisto  di  automezzi,  fatta eccezione per quelli strettamente necessari

– di importo unitario inferiore a euro 500,00

EROGAZIONE DELLE AGEVOLAZIONI

50% FINANZIAMENTO BANCARIO

–    In caso di esito positivo della valutazione, al fine di ottenere il Finanziamento bancario, il Soggetto richiedente è tenuto a presentare alla Banca copia della “Comunicazione di ammissione”.

–    La Banca si impegna a concludere la propria istruttoria di merito di credito entro 45 giorni dalla richiesta del Finanziamento bancario

–    Una volta deliberato il Finanziamento bancario, la Banca rilascia al Soggetto richiedente la “Comunicazione di esito di delibera” per attestare ad Invitalia l’avvenuta concessione del Finanziamento bancario. Questo   documento attestante l’avvenuta concessione del finanziamento bancario al soggetto beneficiario da parte della banca finanziatrice deve pervenire al soggetto gestore (invitalia) entro 180 giorni dalla ricezione della comunicazione di esito positivo della valutazione, pena la decadenza della domanda

–    Invitalia si impegna a comunicare alla Banca il Provvedimento di concessione, controfirmato dal Soggetto beneficiario, entro 30 giorni dalla data di ricezione della “Comunicazione di esito di delibera”

–    Il finanziamento bancario viene erogato dalla banca su un conto dedicato

50% CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

-ACCONTO-

–    L’erogazione  del  contributo  a  fondo  perduto  avviene  sul  conto  corrente dedicato su richiesta del soggetto beneficiario entro 30 giorni dalla richiesta mediante presentazione di stati avanzamento lavori (SAL) in numero non superiore a due. La prima richiesta di erogazione del contributo a fondo perduto può avvenire soltanto successivamente all’avvenuta erogazione del finanziamento bancario e deve riguardare almeno il cinquanta per cento del programma di spesa ed avviene mediante la presentazione di

– documenti di spesa di pari valore anche non quietanzati

– una  dichiarazione  attestante  la  presenza  dei  beni  presso  l’unità produttiva

– documentazione attestante la disponibilità dei locali idonei all’attività garantita per un periodo pari almeno alla durata del finanziamento agevolato

– avanzamento contabile del programma d’investimento

– documentazione attestante l’avvenuta erogazione del finanziamento bancario

-SALDO-

–    La richiesta di erogazione del contributo a fondo perduto relativa al SAL a saldo deve essere presentata entro tre mesi dalla data di ultimazione del programma di spesa. Il mancato rispetto del predetto termine comporta la revoca dell’agevolazione. L’erogazione avviene entro 60 giorni dalla richiesta

–    oltre alla documentazione di cui all’acconto occorre presentare

– la  documentazione  attestante  l’evidenza  dei  pagamenti  di  tutte  le spese relative al programma di spesa, i pagamenti dei titoli di spesa oggetto del programma di spesa, devono essere effettuati esclusivamente utilizzando il conto corrente dedicato alla realizzazione del programma, attraverso bonifici, carte di debito e di credito, ricevute bancarie, assegni bancari non trasferibili comprovati da microfilmatura

– l’autocertificazione   attestante   il   possesso   di   licenze,   permessi, autorizzazioni, abilitazioni e l’espletamento degli adempimenti previsti per il regolare svolgimento dell’attività.

–    L’erogazione  del  saldo  del  contributo  a  fondo  perduto  è  in  ogni  caso subordinata all’esito positivo del sopralluogo di monitoraggio degli investimenti realizzati e delle spese sostenute di cui al programma di spesa

SINTESI TEMPISTICA E TERMINI ESSENZIALI

–    i termini essenziali (A PENA DI REVOCA) di cui tenere conto sono i seguenti

  • La realizzazione dei progetti deve essere ultimata entro 24 mesi dal provvedimento di concessione
  • la     documentazione     attestante     l’avvenuta     concessione     del finanziamento bancario deve pervenire al Soggetto gestore entro 180 giorni
  • la  richiesta  di  saldo  del  contributo  a  fondo  perduto  (e  relativa documentazione) deve essere presentata entro 3 mesi dalla data di ultimazione del programma di spesa (data dell’ultimo titolo di spesa ammissibile).

Disponibili i fondi “Resto al Sud”: contributi per Giovani Imprenditori del meridione (50% a fondo perduto)- Avv. Alberto Verrengia

Tutto pronto per il Bando denominato “Resto al Sud ” introdotto dal Decreto Legge 20 giugno 2017, n. 91 che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali giovanili in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria).

Il Contributo è destinato a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni.

I requisiti

–    Abbiano la residenza in: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (da mantenere per tutta la durata del finanziamento così come la sede legale ed operativa dell’impresa e della società)

–    Non risultino già titolari di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017

–    Non siano stati beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori agevolazioni a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità

–    Risultino  già  costituiti  successivamente  alla  data  del  21  giugno  2017  o  si costituiscano entro 60 giorni dalla data di concessione del finanziamento

–    Non abbiano un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto (per tutta la durata del finanziamento), a pena di decadenza del provvedimento di concessione

–    (Per i liberi professionisti): non risultino titolari di partita IVA, nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni

–    Impresa individuale o società anche cooperativa i cui soci abbiano i requisiti per almeno i due terzi (i soci privi di requisiti non devono avere rapporti di parentela con alcuno degli altri soggetti)

 Sono finanziabili

  • le attività di produzione industriale, artigianale, le attività di servizi e professionali, il commercio.

 Sono escluse

  • le attività agricole (ad eccezione della pesca e acquacoltura)
  • riparazione di autoveicoli e motocicli (ad eccezione dei codici attività

45.20 e 45.40.3)

  • attività immobiliari (ad eccezione del codice attività 68.20)

–    I progetti devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione e dopo la costituzione della società

–    La realizzazione dei progetti deve essere ultimata entro ventiquattro mesi dal provvedimento di concessione

TIPOLOGIA DI FINANZIAMENTO

–    Per le società ciascun soggetto richiedente riceve un finanziamento fino ad un

massimo di 50.000 euro ciascuno con un tetto di 200.000 euro complessivi

–    Per le ditte individuali l’importo massimo del finanziamento è di 60.000 euro.

–    Oltre  al  finanziamento  è  previsto  un  bonus  di  15.000  euro  per  le  ditte individuali e di 10.000 euro per ciascun socio di società (fino a esaurimento fondi)

–    Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili ed è così articolato:

50% a fondo perduto

50% finanziamento bancario a tasso zero (garantito all’80% dal fondo di garanzia per le piccole e medie imprese), da restituire entro 8 anni dalla concessione del finanziamento (le rate semestrali posticipate di pari importo partono dopo 24 mesi di preammortamento; dunque, durano 6 anni)

–    Sono ammissibili le seguenti spese (al netto dell’I.v.a.)

Opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria (nel limite massimo del 30% del programma di spesa)

Macchinari,  impianti  ed  attrezzature  nuovi  di  fabbrica,  programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC)

Spese di gestione (capitale circolante), nella misura massima del 20% del programma di spesa, per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale, acquisizione di garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata

Non sono ammissibili le seguenti spese

beni acquisiti in leasing

beni di proprietà di uno o più soci del soggetto beneficiario e dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado

effettuate mediante il cosiddetto “contratto chiavi in mano”

relative a commesse interne, progettazione, consulenze e stipendi

relative a macchinari, impianti e attrezzature usati

notarili,  imposte,  tasse,  relative  all’acquisto  di  automezzi,  fatta eccezione per quelli strettamente necessari

di importo unitario inferiore a euro 500,00

EROGAZIONE DELLE AGEVOLAZIONI

50% FINANZIAMENTO BANCARIO

–    In caso di esito positivo della valutazione, al fine di ottenere il Finanziamento bancario, il Soggetto richiedente è tenuto a presentare alla Banca copia della “Comunicazione di ammissione”.

–    La Banca si impegna a concludere la propria istruttoria di merito di credito entro 45 giorni dalla richiesta del Finanziamento bancario

–    Una volta deliberato il Finanziamento bancario, la Banca rilascia al Soggetto richiedente la “Comunicazione di esito di delibera” per attestare ad Invitalia l’avvenuta concessione del Finanziamento bancario. Questo   documento attestante l’avvenuta concessione del finanziamento bancario al soggetto beneficiario da parte della banca finanziatrice deve pervenire al soggetto gestore (invitalia) entro 180 giorni dalla ricezione della comunicazione di esito positivo della valutazione, pena la decadenza della domanda

–    Invitalia si impegna a comunicare alla Banca il Provvedimento di concessione, controfirmato dal Soggetto beneficiario, entro 30 giorni dalla data di ricezione della “Comunicazione di esito di delibera”

–    Il finanziamento bancario viene erogato dalla banca su un conto dedicato

50% CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

-ACCONTO-

–    L’erogazione  del  contributo  a  fondo  perduto  avviene  sul  conto  corrente dedicato su richiesta del soggetto beneficiario entro 30 giorni dalla richiesta mediante presentazione di stati avanzamento lavori (SAL) in numero non superiore a due. La prima richiesta di erogazione del contributo a fondo perduto può avvenire soltanto successivamente all’avvenuta erogazione del finanziamento bancario e deve riguardare almeno il cinquanta per cento del programma di spesa ed avviene mediante la presentazione di

documenti di spesa di pari valore anche non quietanzati

una  dichiarazione  attestante  la  presenza  dei  beni  presso  l’unità produttiva

documentazione attestante la disponibilità dei locali idonei all’attività garantita per un periodo pari almeno alla durata del finanziamento agevolato

avanzamento contabile del programma d’investimento

documentazione attestante l’avvenuta erogazione del finanziamento bancario

-SALDO-

–    La richiesta di erogazione del contributo a fondo perduto relativa al SAL a saldo deve essere presentata entro tre mesi dalla data di ultimazione del programma di spesa. Il mancato rispetto del predetto termine comporta la revoca dell’agevolazione. L’erogazione avviene entro 60 giorni dalla richiesta

–    oltre alla documentazione di cui all’acconto occorre presentare

la  documentazione  attestante  l’evidenza  dei  pagamenti  di  tutte  le spese relative al programma di spesa, i pagamenti dei titoli di spesa oggetto del programma di spesa, devono essere effettuati esclusivamente utilizzando il conto corrente dedicato alla realizzazione del programma, attraverso bonifici, carte di debito e di credito, ricevute bancarie, assegni bancari non trasferibili comprovati da microfilmatura

l’autocertificazione   attestante   il   possesso   di   licenze,   permessi, autorizzazioni, abilitazioni e l’espletamento degli adempimenti previsti per il regolare svolgimento dell’attività.

–    L’erogazione  del  saldo  del  contributo  a  fondo  perduto  è  in  ogni  caso subordinata all’esito positivo del sopralluogo di monitoraggio degli investimenti realizzati e delle spese sostenute di cui al programma di spesa

SINTESI TEMPISTICA E TERMINI ESSENZIALI

–    i termini essenziali (A PENA DI REVOCA) di cui tenere conto sono i seguenti

  • La realizzazione dei progetti deve essere ultimata entro 24 mesi dal provvedimento di concessione
  • la     documentazione     attestante     l’avvenuta     concessione     del finanziamento bancario deve pervenire al Soggetto gestore entro 180 giorni
  • la  richiesta  di  saldo  del  contributo  a  fondo  perduto  (e  relativa documentazione) deve essere presentata entro 3 mesi dalla data di ultimazione del programma di spesa (data dell’ultimo titolo di spesa ammissibile).

Ulteriori chiarimenti sono disponibili direttamente con i nostri collaboratori.

Dunque, è una opportunità storica per chi sogna e crede nella possibilità di sviluppare una propria impresa nel bellissimo meridione d’Italia. Ancor più, con una così ampia quota a Fondo Perduto.

Lo Studio Legale Verrengia è coadiuvato tra i maggiori esperti della Regione Campania e del meridione d’Italia nel settore dei – finanziamenti agevolati regionali, nazionali ed europei –.

La garanzia di trasparenza, onestà, chiarezza ed efficienza sono elementi che ci accompagnano da sempre e saranno il caposaldo per donare serenità e sicurezza a chi vorrà godere di tale opportunità.

Esdebitazione: come cancellare i debiti e tornare ad una vita serena. La L. 3\12 e le novità del 2022.

La Legge 3 del 2012 “Salva Suicidi” in breve

L’art. 6, comma 2, lett. a) della Legge 3/2012 definisce il Sovraindebitamento come: “la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”.

Il sovraindebitamento non è altro che la condizione di coloro che non riescono a ripagare i propri debiti per insufficienza di risorse economiche disponibili. Tale situazione può derivare da eventi imprevisti (es. perdita del posto di lavoro, motivi di salute) o dall’eccessivo e ingiustificato ricorso al credito come spesso sta accadendo in questi ultimi anni.

La legge 3/2012, entrata in vigore nel 2015 e detta anche “legge salva suicidi”, rappresenta la soluzione per le persone che versano in gravi condizioni economiche e non riescono a pagare e a sostenere i debiti che hanno accumulato nel corso del tempo.

Attraverso la definizione del piano di ristrutturazione del debito è possibile sostenere il rientro dalla passività e pagare i tuoi creditori attraverso il proprio patrimonio disponibile attraverso piccole rate sostenibili, garantendo al soggetto e alla sua famiglia quanto è necessario per vivere. La normativa prevede riduzioni dei veri debiti fino al 50-60% delle passività con banche, fisco o altro.

A tale importante normativa si è evoluta con il Nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’insolvenza con il Decreto Legislativo n. 14 del 12 Gennaio 2019 (Serie Generale n. 38 del 14.02.2019 – Suppl. Ordinario n. 6) in attuazione della legge 155 2017, che andrà a sostituire la legge 3/2012 perché disciplinerà in un unico corpo normativo il fallimento dell’imprenditore e del consumatore o privato cittadino. L’entrata in vigore è prevista per la il Maggio del 2022.

Chi sono i beneficiari

L’accesso alle procedure previste dalla Legge 3/2012 è consentito a tutti coloro che non rientrano nelle disposizioni previste dalla legge fallimentare e segnatamente:

  • i consumatori intesi come debitori civili che non esercitano attività di impresa (es. lavoratore, pensionato, disoccupato, inoccupato);
  • imprenditori commerciali non fallibili per mancanza di requisiti ed ;enti non commerciali;
  • imprenditori agricoli;
  • lavoratori autonomi e associazioni professionali;
  • start up innovative di cui all’art. 31, D.L. n. 179/2012.

Cosa si può ottenere?

Il requisito fondamentale per ottenere questi benefici è dimostrare di essere un debitore incolpevole.

Il debitore può ottenere una riduzione dei debiti con possibilità di pagarli nel tempo attraverso un’unica rata mensile. Creare un piano di rientro in cui si possono riunire tutti i debiti in un sola rata versata. In altre parole, anziché pagare più rate, ognuna delle quali è destinata al rimborso di un singolo creditore.

Ciò è possibile attraverso con la diminuzione degli importi delle singole esposizioni debitorie (laddove possibile) e determinando una percentuale di reddito, intoccabile, da utilizzare per il sostentamento del debitore e della sua famiglia.

Chiaramente con l’approvazione del piano saranno sospese tutte le azioni esecutive (pignoramento dello stipendio/pensione, aste immobiliari) e bloccare le trattenute derivanti dalle cessioni volontarie.

Le fasi della procedura

Procedura prevista:

  1. Valutazione preliminare: è necessaria per determinare se il debitore possa accedere alla procedura e se il piano di ristrutturazione dei debiti proposto sia fattibile A tal fine, è indispensabile la raccolta di tutti i documenti, contratti e atti giudiziari oltre alla esibizione della capacità reddituale i e i beni di proprietà.
  2. Formulazione di un piano: la legge 3/2012 prevede differenti procedure, pertanto, è necessario consultarsi con un esperto giuridico che possa indirizzare per la strada più efficace.
  3. Nomina del gestore: il debitore, anche autonomamente, può richiedere all’Organismo di Composizione della Crisi la nomina del Gestore.
  4. Deposito del Piano in Tribunale: A seguito della verifica, da parte del Gestore nominato, della sussistenza dei requisiti di legge e della sostenibilità della procedura, il piano viene trasmesso al Tribunale per la valutazione del Giudice.

La nuova procedura di fallimento, le novità del 2021\2022

Nel nuovo Codice della Crisi d’Impresa non si parlerà più di fallimento ma di liquidazione giudiziale intesa come: “la procedura che è finalizzata a liquidare il patrimonio dell’imprenditore insolvente, ripartendo il ricavato in favore dei creditori sulla base della graduazione dei loro crediti.”.

Le modifiche apportate all’articolo 7 L. 3/2012 riguardano ulteriori circostanze a causa delle quali il debitore sovra indebitato non può formulare la proposta:

  • se ha già beneficiato dell’esdebitazione per due volte;
  • se, limitatamente al piano del consumatore, ha determinato la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode;
  • se, limitatamente all’accordo di composizione della crisi, risulta abbia commesso atti diretti a frodare le ragioni dei creditori.

È inoltre stato espressivamente previsto che l’accordo di composizione della crisi della società produce i suoi effetti anche nei confronti dei soci illimitatamente responsabili, colmando una lacuna che aveva indotto i Tribunali ad assumere posizioni spesso contrastanti.

Ricapitolando i Requisiti per applicare la legge salva suicidi

Per applicare la legge 3 del 2012 è necessario che tu NON sia un soggetto fallibile e quindi che non rientri nelle procedure previste dalla legge fallimentare ma devi essere contemporaneamente:

  • in uno stato di insolvenza
  • in uno stato di sovraindebitamento
  • un soggetto non fallibile.

Fondi PNRR: le opportunità per Giovani, Donne e Turismo. Accesso al credito e sostegno ad imprese e Start-Up – Avv. Alberto Verrengia

Uno dei grandi limiti dell’economia nazionale ed ancor più del Mezzogiorno d’Italia, è da sempre a scarsa capacità di intercettare le grandi possibilità dei fondi europei, oltre che nel pubblico, anche nella sfera privata.

Ora con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), una vasta quantità di finanziamenti giungeranno nella nostra Nazione, caratterizzati e coordinati dal lavoro preventivo del Governo per incentivare lo sviluppo imprenditoriale del tessuto sociale sia nell’ambito pubblico che privato.

Una parte dei fondi verranno quindi veicolati direttamente dallo Stato centrale e dalle amministrazioni locali, attraverso le forme tradizionali degli appalti sugli investimenti che verranno effettuati nelle varie missioni. Che sono sei: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. A cui si aggiungono le riforme di pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione normativa e concorrenza.

Non solo l’ambito pubblico sarà alimentato da questa massa enorme di Euro, anche le imprese godranno di numerose opportunità dirette, attraverso gli appositi fondi e le misure di credito d’imposta che sono previste in particolare sulla missione della digitalizzazione e sul fronte trasversale della competitività.

In primis, per giovani e donne.

Per i giovani nascerà una apposita Sezione Speciale Turismo del Fondo Centrale di Garanzia per facilitare l’accesso al credito per i giovani che intendono avviare una propria attività: 358 milioni di euro (tra il 2021 e il 2025) per l’attivazione di 11.800 imprese turistiche sostenute dal fondo di garanzia per le Pmi.

Granze attenzione anche per il mondo femminile con 400 milioni di euro (dal 2021 al 2026). Tali sono le risorse per incrementare, attraverso la creazione del “Fondo Impresa Donna”, la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e sistematizzare e ridisegnare gli attuali strumenti di sostegno all’avvio e alla realizzazione di progetti aziendali per imprese a conduzione femminile o a prevalente partecipazione femminile.

Infine, importante è il finanziamento delle start-up sono previsti 300 milioni, con una misura finalizzata ad integrare le risorse del Fondo nazionale per l’innovazione, lo strumento gestito da Cassa Depositi e Prestiti per sostenere lo sviluppo del venture capital in Italia. Attraverso questa iniziativa sarà possibile ampliare la platea di imprese innovative beneficiarie del Fondo: l’investimento consentirà di sostenere 250 piccole e medie imprese innovative con investimenti per 700 milioni di euro (partecipazione media pari a 1,2 milioni di euro). Altri 600 milioni sono destinati all’introduzione di dottorati innovativi che rispondono ai fabbisogni di innovazione delle imprese e promuovono l’assunzione dei ricercatori dalle imprese. L’obiettivo è il potenziamento delle competenze di alto profilo, in modo particolare nelle aree delle Key Enabling Technologies: la misura prevede l’attivazione di 5.000 borse di dottorato per 3 anni, con il cofinanziamento privato e l’incentivo all’assunzione di 20.000 assegnisti di ricerca o ricercatori da parte delle imprese (fonte Confartigianato)

E’ importante farsi trovare pronti con idee, progetti per partecipare a tali grandi opportunità.

Lo Studio Legale Verrengia è da sempre in prima linea per informare, aggiornare e collaborare giuridicamente con Imprese, giovani e donne per cogliere al volo tali opportunità avvalendosi dei migliori studi di consulenza finanziaria della Regione Campania.

Green Pass: come lo si ottiene ed utilizza. Un Vademecum semplice – Avv. Alberto Verrengia

Sono ancora molte le incertezze sulla ricezione, utilizzo e possesso del cosiddetto Green Pass, in italiano  detto anche  “Certificazione  Verde Covid19”, necessario per poter partecipare ed accedere, a partire dal 6 agosto, a qualsiasi tipo di servizio di ristorazione al tavolo al chiuso, spettacoli, eventi e competizioni sportive.

Una mole impressionante di informazioni hanno, però, confuso i cittadini. Ecco perché il sottoscritto ha creato un Vademecum molto semplice e lineare.

Cos’è il Green Pass

Il Green pass è una certificazione in formato digitale e stampabile, emessa dalla piattaforma nazionale del Ministero della Salute, che contiene un QR Code per verificarne autenticità e validità. Tale documento cartaceo o digitale è necessario in Italia per partecipare alle feste per cerimonie civili e religiose, accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in “zona rossa” o “zona arancione”.

Inoltre diverrà fondamentale per godere dei servizi di ristorazione al tavolo al chiuso, spettacoli, eventi e competizioni sportive, musei, istituti e luoghi di cultura, piscine, palestre, centri benessere, fiere, sagre, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali e ricreativi, sale da gioco e casinò, concorsi pubblici.

Viaggi all’estero

Dal  1° luglio, la Certificazione verde COVID-19, è valida nei paesi dell’Unione Europea per poter transitare o recarsi in visita. Il  digital COVID certificate  è valido per i paesi dell’area Schengen.

Quando si ha diritto al Certificato verde\Green Pass?

Tale documentazione si ottiene nei seguenti casi: vaccinazione, test, guarigione (ossia la persona è stata vaccinata contro il COVID-19 o ha ottenuto un risultato negativo al test molecolare/antigenico o è guarita da COVID-19)

Come si ottiene fisicamente il Green Pass?

Il certificato si riceve tramite notifica emessa e rilasciata dal Ministero della Salute, via posta elettronica o SMS oppure scaricabile direttamente accedendo alle piattaforme digitali dedicate oppure con il sostegno di servizi che in seguito elencheremo per una consegna fisica diretta.

Ecco una ulteriore spiegazione che semplifica.

Nella compilazione della documentazione per la vaccinazione, si è trascritta la propria posta elettronica nel modulo. Pertanto, a seguito dell’inoculazione della dose, su tale indirizzo mail giungerà un messaggio di questo tenore:  “Ministero della Salute” (noreply.digitalcovidcertificate@sogei.it) o il messaggio SMS da “Min Salute“.

Nello specifico la Certificazione verde COVID-19 contiene un codice a barre bidimensionale (QR code) con una firma digitale del Ministero della Salute per impedirne la falsificazione.

Forme di utilizzo e di possesso (digitale e cartaceo)

Il certificato può essere scaricato e conservato nel proprio cellulare e, dunque, mostrato se richiesto. Basterà che sia esibito il Codice QR che permetterà di risalire alla vostra posizione sanitaria sul Covid19. Il Green Pass potrà, però, essere anche stampato su carta per i meno pratici dei sistemi tecnologici e conservato nel portafoglio o borsa pronto all’uso.

L’autenticità e validità della certificazione sono verificate in Italia attraverso l’APP nazionale VerificaC19 (con limitazioni di registrazione per la privacy).

Ricordiamo che il certificato è gratuito e chi non dispone di strumenti digitali (computer o smartphone) o  è in difficoltà tecnica,  le Amministrazioni Comunali, Farmacie e le ASL (tramite il proprio medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta ) permettono stampa e recupero della propria Certificazione verde COVID-19.

Le piattaforme digitali per scaricare il Green Pass?

Sarà possibile visualizzare, scaricare e stampare il Certificato attraverso le seguenti piattaforme digitali: sul sito del governo tramite Tessera Sanitaria o identità digitale (Spid/Cie); scaricando AppImmuni: o App IO; presto anche dal sito del Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale.

Come si scarica il Green Pass?

Come abbiamo indicato, si può infatti scegliere tra canali digitali e canali fisici. La disponibilità della Certificazione viene comunicata tramite email o SMS (ai contatti indicati in fase di prestazione sanitaria: vaccinazione, test o guarigione) con un codice per scaricarla. Si dovrà trascrivere la tessera sanitaria (ultimi numeri), il codice, scegliere la lingua, digitare la parola di accesso che compare sulla schermata e cliccare sul pulsante che comparirà in basso. I Canali digitali sono : via APP Immuni, dotata di una nuova funzione che consente di scaricare la Certificazione inserendo il numero e la data di scadenza della propria Tessera sanitaria e il codice (AUTHCODE) ricevuto via email o SMS ai contatti comunicati in fase di prestazione sanitaria.

“App IO: attraverso una notifica sul proprio dispositivo mobile, gli utenti dell’app IO (che già la usano o intendono scaricarla) che abbiano effettuato l’accesso con la propria identità digitale (SPID/CIE), potranno visualizzare la propria Certificazione direttamente dal messaggio. Oppure tramite un sito dedicato, è possibile utilizzare l’identità digitale (SPID/CIE) per acquisire la propria Certificazione. In alternativa è possibile inserire il numero e la data di scadenza della propria Tessera sanitaria (o in alternativa il documento d’identità per coloro che non sono iscritti al SSN) e il codice (AUTHCODE) ricevuto via email o SMS ai contatti comunicati in fase di prestazione sanitaria.”

“Fascicolo sanitario elettronico, accedendo al proprio Fascicolo sanitario regionale, è possibile acquisire la propria Certificazione.”

Dunque, non è difficile recepire e possedere tale certificazione. Spesso i cittadini sono andati in confusione per la mole di informazioni, talvolta contrastanti.

Speriamo che tali spiegazioni siano state chiare e semplici.

Avv. Alberto Verrengia

Nasce il Bonus genitori separati o divorziati (fino a 800euro) nel Decreto Sostegni – Avv. Alberto Verrengia

Importante provvedimento di sostegno per i cittadini separati e divorziati nella nuova legge di conversione del decreto Sostegni ora all’esame del Senato,. È un emendamento in fase di conversione che prevederà l’istituzione di un fondo presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per il 2021 con lo scopo di un sostegno ai redditi in crisi post pandemia.

Si tratterà di una dotazione di 10 milioni di Euro per l’anno in corso che servirà per erogare un assegno (cfr art. 156 codice di civile) ai genitori separati o divorziati per un importo massimo previsto di € 800,00 mensili.

Si attende con grande attesa la conversione, ossia i 60 giorni previsti, affinchè poi si conoscano i criteri e le modalità di erogazione di questi aiuti.

Nell’emendamento si individuano quali beneficiari i “genitori divorziati o separati che abbiano cessato, ridotto o sospeso la propria attività lavorativa a causa dell’emergenza sanitaria.”

La misura a sostegno dei genitori diverrà ufficiale con l’approvazione della legge di conversione del decreto Sostegni. La scadenza è fissata al 21 maggio 2021.

Intanto ricordiamo che dal 1° luglio è atteso l’avvio dellassegno unico per i figli previsto dalla Legge delega del 1 aprile 2021 numero 46 che, stando alle ultime novità, dovrebbe entrare in vigore a regime soltanto a partire da gennaio 2022.

Lo Studio Legale Verrengia è da sempre attento a tutti i diritti dei propri assistiti nella massima trasparenza ed efficienza.

Assegno unico figli 250 euro al mese: beneficiari, requisiti, erogazione ed importi – Avv. Alberto Verrengia

Il Governo Draghi ha individuato una nuova e decisa forma di assistenza al reddito per le famiglie italiane. Una sorta di assegno unico per ogni figlio fino ai 21 anni di età (e a partire dal settimo mese di gravidanza). Un provvedimento divenuto legge e che dovrebbe partire sin dal prossimo Luglio 2021.

Un sostegno che prevederà l’erogazione di un assegno mensile a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico. Inoltre, l’assegno ha un valore massimo di 250 euro ed è composto da un valore fisso e uno variabile al variare del reddito complessivo della famiglia.

Vediamo i parametri fondamentali del “bonus”:

1- I beneficiari

riguarderà tutte le famiglie che hanno un figlio fino ai 21 anni a loro carico, le quali riceveranno fino a 250 euro al mese per ogni figlio con maggiorazioni per figli disabili fino al 30-50%. 

  • L’importo subirà modifiche in base all’Isee e sarà suddiviso in parti uguali tra i genitori. In caso di maggiore età potrà essere erogato direttamente nei confronti dei figli. 
  • L’assegno andrà a tutte le famiglie, comprese quelle incapienti, i lavoratori autonomi e le partite IVA che fino ad oggi erano escluse perchè i vari sostegni erano legati ad un contratto di lavoro dipendente o a detrazioni. 
  • In questo modo si avrà la cancellazione in un colpo solo di tutti gli altri sussidi: bonus bebè, detrazioni figli a carico, bonus mamma, assegni al nucleo familiare, ecc. ecc. 

2- I Requisiti

Dal settimo mese di gravidanza al compimento del 18° anno. L’importo verrà ridotto ma erogato fino ai 21 anni del figlio/a a carico del nucleo familiare. Questa possibilità sarà concessa nel caso in cui il figlio studi all’università, svolga il Servizio civile, abbia un lavoro a basso reddito, o sia disoccupato.

  • verrà riconosciuto a tutti i lavoratori che sono cittadini italiani e che hanno un reddito derivante da lavoro dipendente, autonomo o con partita IVA
  • l’assegno spetterà anche ai genitori single con figli a carico
  • per i soggetti che sono cittadini UE o Extra UE sarà necessario avere il permesso di soggiorno, versare l’IRPEF in Italia, vivere con i figli a carico in Italia, essere residente o esserlo stato in Italia per almeno due anni non continuativi ed avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di natura almeno biennale

3) L’Erogazione

L’assegno verrà erogato, con la stessa cifra, a entrambi i genitori in forma di credito d’imposta o come denaro. Se i genitori sono separati o divorziati l’assegno verrà erogato al genitore a cui è stato assegnato l’affidamento del figlio. Nel caso in cui il figlio sia maggiorenne potrà essere erogato direttamente a lui/lei. Questo bonus è cumulabile con il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza e anche con aiuti definiti dagli enti locali.

4) Gli Importi

L’assegno sarà mensile e potrà valere fino a 250 euro per ogni figlio/a a carico. Tutto varierà in base all’età del soggetto a carico e al reddito del nucleo familiare. A seconda dell’indicatore Isee verrà calcolato l’importo del bonus. La cifra sarà più alta se il figlio è disabile, se la madre ha meno di 21 anni, o se ci sono a carico altri due figli. Per i disabili, l’assegno verrà erogato anche oltre i 21 anni.

  • una quota fissa tra i 50 e i 100 euro;
  • una quota variabile in base all’Isee (quest’ultimo, se dovesse superare i 60 mila euro, annullerebbe la componente variabile);
  • l’assegno verrà maggiorato per i figli successivi al secondo e per quelli con disabilità (per questi, la maggiorazione dovrà essere tra il 30 e il 50%);
  • un altro requisito che inciderà sull’importo sarà l’età del figlio, a partire dai 18 fino ai 21 anni, il contributo sarà inferiore rispetto a quelli versato ai minorenni; tuttavia i figli, per continuare a ricevere l’assegno dopo la maggiore età, dovranno essere iscritti a percorsi di formazione scolastica, tirocini, o avere la disoccupazione.

In un calcolo medio una famiglia con ISEE sotto i trentamila Euro godrà mediamente € 161,00 per il figlio minore ed intorno ai € 97 per i figli tra i 18 e i 21 anni.

Rottamazione 4ter: annullamento cartelle esattoriali fino 5mila €. Ecco cosa accadrà – Avv. Alberto Verrengia

Nel nuovo Decreto Sostegni varato nelle scorse,ore dopo un lungo travaglio, emerge un provvedimento molto interessante che riguarda la sanatoria delle Cartelle Esattoriali. Il successo delle precedenti Rottamazioni, del Saldo e Stralcio e della Pace Fiscale hanno indotto la parte più saggia della maggioranza ad insistere su un nuovo provvedimento anche in relazione alla difficile situazione economica in cui versano i cittadini a causa della Pandemia.

Dunque un colpo di spugna sui 60 milioni di vecchie cartelle fiscali, ma vediamo quali debiti saranno coinvolti in questa nuova rottamazione.

Saranno, dunque, “automaticamente annullati i debiti di importo residuo… fino a 5.000 euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni”. Il periodo di riferimento sarà dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 e riguarderà ” le persone fisiche che hanno conseguito nel periodo d’imposta 2019 un reddito imponibile fino a 30 mila euro e le persone giuridiche con un reddito fino a 50 mila €”.

Si prevederà anche un disegno di legge per la riforma della riscossione. Non è ancora chiaro perchè il termine non è stato prolungato sino al 2015 e se ciò avverrà successivamente.

L’intervento sarà automatico.

Lo Studio Legale Verrengia e l’Avv. Alberto Verrengia resteranno a disposizione per ogni chiarimento sulla problematica.

Rottamazione 4ter: annullamento cartelle esattoriali fino 5mila €. Ecco cosa accadrà – Avv. Alberto Verrengia

Nel nuovo Decreto Sostegni varato nelle scorse,ore dopo un lungo travaglio, emerge un provvedimento molto interessante che riguarda la sanatoria delle Cartelle Esattoriali. Il successo delle precedenti Rottamazioni, del Saldo e Stralcio e della Pace Fiscale hanno indotto la parte più saggia della maggioranza ad insistere su un nuovo provvedimento anche in relazione alla difficile situazione economica in cui versano i cittadini a causa della Pandemia.

Dunque un colpo di spugna sui 60 milioni di vecchie cartelle fiscali, ma vediamo quali debiti saranno coinvolti in questa nuova rottamazione.

Saranno, dunque, “automaticamente annullati i debiti di importo residuo… fino a 5.000 euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni”. Il periodo di riferimento sarà dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 e riguarderà ” le persone fisiche che hanno conseguito nel periodo d’imposta 2019 un reddito imponibile fino a 30 mila euro e le persone giuridiche con un reddito fino a 50 mila €”.

Si prevederà anche un disegno di legge per la riforma della riscossione. Non è ancora chiaro perchè il termine non è stato prolungato sino al 2015 e se ciò avverrà successivamente.

L’intervento sarà automatico.

Lo Studio Legale Verrengia e l’Avv. Alberto Verrengia resteranno a disposizione per ogni chiarimento sulla problematica.

Sfratti per morosità incolpevole: ecco come ricevere i fondi 2021 e saldare gli arretrati.

La manovra finanziaria 2021 ha aumentato il fondo per le morosità incolpevoli di 50 milioni di euro per il 2021 che giù sussisteva presso il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

E’ rivolto agli conduttori morosi che per cause ad essi non imputabili (dovuti alla crisi post Covid e non solo) non abbiano ls possibilità di pagare i canoni dei fitti per il 2021.

Il Fondo per le morosità incolpevoli, ricordiamolo, è stato istituito con l’articolo 6 del decreto legge n. 102/2013 presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed è utilizzato dai Comuni che hanno avviato bandi o procedure amministrative apposite ed è rivolto ai cittadini sottoposti ad atto di intimazione di sfratto per morosità, che non riescono a evitare, per la sopravvenuta impossibilità di provvedere al pagamento dei canoni mensili a causa della perdita totale o della riduzione consistente della propria capacità di produrre reddito.

In particolare, il comma 2-ter ha previsto il riparto per l’annualità 2020 delle risorse, pari a 9,5 milioni di euro, del Fondo inquilini morosi incolpevoli, istituito dal citato articolo 6, comma 5 del D. L. 102/2013, in deroga alle procedure ordinarie di determinazione dei coefficienti regionali, adottando gli stessi coefficienti già utilizzati per i riparti relativi all’annualità 2019. Il comma 2-quater ha stabilito – nel termine di trenta giorni dall’entrata in vigorel’attribuzione da parte delle regioni ai comuni delle risorse assegnate, prevedendo, inoltre, l’applicazione dell’art. 1, comma 21 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, con procedura di urgenza, anche secondo le quote a rendiconto o programmate nelle annualità pregresse, nonché per l’eventuale scorrimento delle graduatorie vigenti del Fondo nazionale di sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione.

Ricordiamo che l’Ente che medierà le domande sarà il Comune di appartenenza, sempre se attivante la procedura e la modulistica riguardante la domanda potrà essere ritirata presso la sede dei Servizi Sociali del Municipio stesso.

Per accedere ai contributi, che saranno concessi fino a loro esaurimento, è necessario essere locatari con contratto di affitto e avere  un procedimento giudiziario di intimazione di sfratto per morosità in corso che deve essere esibito all’atto della domanda. E’ inoltre indispensabile avere il reddito I.S.E. nei limiti della indicazione del bando e si deve potere dimostrare la diminuita capacità reddituale del nucleo familiare rispetto agli anni passati. 

Per ulteriori chiarimenti, lo Studio Legale Verrengia è a disposizone della cittadinanza nella propria competenza.

Avv. Alberto Verrengia