Bonus TARI 2025: da oggi in vigore la legge per risparmiare sulla Tassa Comunale sui Rifiuti – Avv. Alberto Verrengia

La si attendeva da tempo.

Finalmente una misura a favore delle famiglie meno fortunate per una tassa, spesso, molto esosa, qual è quella sui Rifiuti, balzello di competenza comunale.

Successivamente alla pubblicazione del Dpcm n. 24/2025 in Gazzetta Ufficiale dello scorso 13 marzo, il bonus entrerà ufficialmente in vigore il 28 marzo 2025. Dunque i cittadini italiani avranno un ulteriore bonus per risparmiare sul pagamento della Tassa sui Rifiuti che affianca i bonus già presenti per lo sconto sulla fatturazione dell’energia elettrica, del gas e dei consumi di acqua.

Così come per tutte le altre agevolazioni, è fondamentale rientrare nei requisiti ISEE.

Si necessita presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), il documento che consente di calcolare l’ISEE ed ottenere il riconoscimento dell’agevolazione senza necessità di fare domanda specifica.

Vediamo chi può godere di tale risparimio.

Il Bonus TARI 2025 permette uno sconto del 25% sulla tassa rifiuti per le famiglie in condizioni di disagio economico e tale agevolazione sarà riconosciuta automaticamente ai nuclei familiari con un ISEE fino a 9.530 euro o fino a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico.

Lo sconto verrà applicato direttamente in bolletta senza necessità di presentare domanda purchè sia stata presentata una DSU per il calcolo dell’ISEE. Si attendono ulteriori chiarimenti per le comunicazioni all’INPS e agli Enti Locali.

La Cassazione: si al rimborso dei tassi di interesse dei mutui, leasing e prestiti illegittimi.

Importante ordinanza della Corte di Cassazione del 13 dicembre scorso, in merito alla disputa sull’Euribor ed in tassi di interesse applicati.

Trattasi dei tassi di interesse ai prestiti e mutui chiesti dai cittadini da parte degli Istituti Bancari Italiani. Già nel 2013 la Corte di Giustizia europea stabilì che sette banche nazionali avevano manipolato la formazione di questo indice andando di conseguenza a variare gli importi dei tassi di interesse nei mutui a tasso variabile. Questo provvedimento permette di stabilire le modalità per poter chiedere i rimborsi da parte dei clienti ed ex clienti di vari Istituti Bancari che hanno richiesto prestiti, mutui, leasing o apertura di crediti.

Il periodo imputato va dal 29 settembre 2005 al 31 maggio del 2008 per tutti coloro che avevano un mutuo a tasso variabile con Euribor in quel periodo, è possibile richiedere il rimborso dei maggior interessi versati.

Una Ordinanza apprezzata anche dalla FederConsumatori e da numerose associazioni a tutela dei cittadini.

Relativamente alla prescrizione, si tenga conto che non è possibile agire dopo 10 anni dall’estinzione del mutuo o dal pagamento dell’ultima rata.

La Suprema Corte di Cassazione, con Ordinanza n. 34889 del 13 dicembre 2023 ha pertanto sancito: “detta decisione avrebbe dovuto considerarsi prova privilegiata…a supporto della domanda volta alla declaratoria di nullità dei tassi “manipolati” ed alla rideterminazione degli interessi nel periodo coinvolto dalla manipolazione, a prescindere dal fatto che all’intesa illecita avesse o meno partecipato il Banco Bpm S.p.A., giacché raggiunta dal divieto di cui all’art. 2 della l. n. 287/1990 è qualunque contratto o negozio a valle che costituisca applicazione delle intese illecite concluse a monte (Cass. 12/12/2017, n. 29810); la Corte d’appello ha errato, dunque, nel ritenere genericamente enunciata la censura di violazione della normativa antitrust”.

Studio Legale Verrengia, accanto ai tuoi diritti.

Nuova Riforma Fiscale 2024: tutte le novità e le nuove opportunità per i contribuenti indebitati.

Il nuovo decreto attuativo della riforma fiscale punta a snellire i vastii debiti fiscali, che a chiusura del 2023 ammontavano a 1.206,6 miliardi, molti dei quali irrecuperabili.

Vediamo le innovazioni che appaiono davvero lodevoli sotto tutti i punti di vista:

1 – Allungamento dei tempi per saldare i debiti con il fisco.

Si amplia il tempo del saldo del credito. Si passa dalle 72 rate mensili attuali ad un massimo di 120 rate. Oltre i 120mila euro di debito (per il contribuente che documenta la temporanea situazione di obiettiva difficoltà), si avrà subito la possibilità di dilazionare il pagamento in 120 rate mensili. Per i debiti sotto quella soglia è stabilito ogni biennio un aumento progressivo delle rate. Se comprovata la situazione di difficoltà, è previsto un minimo di rate crescente (che aumenta ogni due anni, da 85 a 97 a 109) e un massimo sempre di 120 rate, mentre per il contribuente che “dichiara” semplicemente  di trovarsi in situazione di difficoltà l’aumento parte da 84 rate mensili nel 2025-26 aumentando progressivamente fino ad un massimo di 108 rate nel 2029. Sarà il Ministero dell’Economia a valutare  se concedere le 120 rate dal 2031. Dunque, una grande mano per rientrare da insolvenze gravose che possono affossare cittadini e aziende.

2 – Stralcio e “discarico automatico” per le cartelle non riscosse entro cinque anni.

A decorrere dal 2025, viene introdotto l’istituto del “discarico automatico” dei ruoli affidati all’Agenzia delle Entrate e Riscossione decorsi 5 anni dal loro affidamento, ad eccezione di quelli i cui crediti sono oggetto di procedure esecutive, concorsuali o di accordi di ristrutturazione del debito ai sensi del codice della crisi d’impresa. Specifichiamo che questo discarico non determina in automatico l’estinzione del debito poichè eventualmente l’Ente creditore puàò proseguire l’esecuzione in modo autonomo o se ci sono “nuovi e significativi elementi reddituali o patrimoniali del debitore” può riaffidarlo all’AdER. E’ chiaro che si tratta di eventualità, poichè parliamo sono di casi in cui il credito non è prescritto o decaduto. Sono nuoveforme di garanzia e di tutela del contribuente e con maggiori controlli gestionali affidati al Ministero dell’economia e delle finanze su abusi o irregolarità di riscossione.

3 – Responsabilità dell’Agente di Riscossione

La responsabilità amministrativa e contabile dell’agente della riscossione è prevista per i casi di dolo, nonché ai casi di colpa grave nelle ipotesi di decadenza o prescrizione del diritto di creditoe si è si prevede anche la costituzione di un’apposita Commissione, per individuare possibili soluzioni legislative, per i discarichi dei ruoli affidati ad AdER dal 2000 al 2024.

4- Nuovo calendario delle scadenze fiscali

La normativa prevede “l’anticipo dal 30 novembre al 30 settembre del termine per la presentazione delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e di Irap”. Per i soggetti Ires, invece, il termine viene “anticipato dall’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta all’ultimo giorno del nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta”. Inoltre è possibile “anticipare il controllo delle dichiarazioni e, conseguentemente, l’erogazione degli eventuali rimborsi da esso scaturenti. La disposizione, inoltre, consente di anticipare i tempi per la precompilazione delle dichiarazioni. La norma, infine, consente di anticipare l’approvazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale e, di conseguenza, la pubblicazione delle relative procedure software”. Dal 2025, invece, le dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e di Irap potranno essere presentate a partire dal primo aprile.

5- Ampliamento dei diritto di Autotutela del contribuente

Il Governo ha puntato anche ad una ridefinizione degli strumenti di tutela dei diritti del contribuente. Difatti, verranno definiti meglio anche i contorni dell’autotutela: in caso di errore evidente da parte dell’amministrazione finanziaria la stessa, di propria iniziativa o su istanza del contribuente, potrà provvedere a ritirare l’atto più velocemente rispetto a prima. Ottima notizia per i cittadini italiani.

6- Riduzione del numero di aliquote Irpef ed Iva azzerata per i beni di prima necessità

Prevista, finalmente, anche la riduzione delle quattro aliquote Irpef, l’Iva azzerata per i beni di prima necessità, minori sanzioni penali per i contribuenti che si sono trovati impossibilitati a pagare per motivi ben definiti e colposi.

Per l’IRPEF, il primo step sarà passare a tre aliquote e poi ad una unica. Oggi l’imposta è così definita:

  • 23% (per redditi fino a 15mila euro);
  • 25% (per redditi tra 15.001 e 28mila);
  • 35% (per redditi tra 28.001 e 50mila euro);
  • 43% (oltre i 50.001).

Per quanto riguarda l‘imposta sui redditi delle società (Ires), il provvedimento conferma l’aliquota ordinaria (24%), con due regimi di vantaggio complementari: 1) uno per le imprese che impiegano risorse in investimenti, nuove assunzioni o partecipazione dei dipendenti agli utili; 2) le imprese invece che non beneficiano della riduzione possono fruire di eventuali incentivi fiscali in forma di superammortamento.

La revisione dell’Iva prevede la razionalizzazione delle aliquote, la revisione della disciplina della detrazione, la semplificazione delle procedure per i rimborsi. Per l’Irap, che attualmente finanzia il servizio sanitario, è previsto il graduale superamento, con priorità per le società di persone e le società tra professionisti, e l’introduzione di una sovraimposta con base imponibile corrispondente all’Ires.

Via invece le sanzioni penali tributarie, in particolare quelle per le dichiarazioni infedeli, per i contribuenti che aderiscono all’adempimento collaborativo che hanno comunicato preventivamente i rischi fiscali. Escluse invece le sanzioni amministrative, sempre nella “cooperative compliance”, e si riducono anche i termini di decadenza per l’accertamento ai contribuenti con sistema di certificazione del rischio certificato da professionisti qualificati. Si rafforzano invece i premi per i contribuenti con alti livelli di affidabilità fiscale (compresa la riduzione dei tempi di rimborso). 

7- Addio al Superbollo e cedolare secca per tutti gli immobili

Addio al superbollo, tassazione ingiusta e penalizzante senza alcun senso logico.

Novità anche per i redditi da fabbricati: la cedolare secca verrà estesa agli immobili adibiti ad uso diverso da quello abitativo.

In definitica una riforma completa e garantista, finalmente, a favore dei contribuenti.

Lo Studio Legale Verrengia è da sempre accanto ai diritti dei cittadini.

Buoni Postali: maggior rendimento dopo il 20esimo anno. Accolti i reclami dello Studio Legale Verrengia.

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In questi mesi, gli uffici postali stanno riconoscendo su indicazione della sede centrale, solo degli interessi parziali ai titolari dei Buoni Fruttiferi Postali di alcune serie, emessi a cavallo dei primi anni duemila, contravvendendo a quanto indicato a tergo degli stessi.

Sostanzialmente si liquidano interessi non conteggiando la reale quantificazione come prevista dallo schema sul retro e come confermato dalle decisioni dell’ABF per il calcolo degli interessi dal 21 al 30 anno.

Una linea generale che, però, lo Studio Legale Verrengia ha contestato, riuscendo a riaffermare il diritto dei consumatori.

Ad essere coinvolti sono i titoli della Serie Q, ma non solo, ai quali inizialmente non vengono riconosciute le condizioni indicate nel retro del BFP. Non viene applicato un rendimento sicuramente più remunerativo rispetto a quello che le Poste Italiane pretendono di quantificare.

Grazie ai reclami inviati dallo Studio Legale Verrengia ed a tutte le procedure successive, le strutture centrali di BancoPosta, oltre a quanto percepito nell’atto di riscossione, integrano gli importi con ulteriori assegni di rimborso.

L’Avv. Alberto Verrengia ha dichiarato: “. L‘aver accolto i nostri reclami in maniera totale ed aver riconosciuto interessi maggiorati, è stato un atto di trasparenza irrinunciabile da parte di BancoPosta

#accantoaivostridiritti

Buoni Postali: maggior rendimento dopo il 20esimo anno. Accolti i reclami dello Studio Legale Verrengia.

In questi mesi, gli uffici postali stanno riconoscendo su indicazione della sede centrale, solo degli interessi parziali ai titolari dei Buoni Fruttiferi Postali di alcune serie, emessi a cavallo dei primi anni duemila, contravvendendo a quanto indicato a tergo degli stessi.

Sostanzialmente si liquidano interessi non conteggiando la reale quantificazione come prevista dallo schema sul retro e come confermato dalle decisioni dell’ABF per il calcolo degli interessi dal 21 al 30 anno.

Una linea generale che, però, lo Studio Legale Verrengia ha contestato, riuscendo a riaffermare il diritto dei consumatori.

Ad essere coinvolti sono i titoli della Serie Q, ma non solo, ai quali inizialmente non vengono riconosciute le condizioni indicate nel retro del BFP. Non viene applicato un rendimento sicuramente più remunerativo rispetto a quello che le Poste Italiane pretendono di quantificare.

Grazie ai reclami inviati dallo Studio Legale Verrengia ed a tutte le procedure successive, le strutture centrali di BancoPosta, oltre a quanto percepito nell’atto di riscossione, integrano gli importi con ulteriori assegni di rimborso.

L’Avv. Alberto Verrengia ha dichiarato: “. L‘aver accolto i nostri reclami in maniera totale ed aver riconosciuto interessi maggiorati, è stato un atto di trasparenza irrinunciabile da parte di BancoPosta

#accantoaivostridiritti

Buoni Postali: rimborso del maggior rendimento degli interessi. Accolti i reclami dello Studio Legale Verrengia.

In questi mesi, gli uffici postali stanno riconoscendo su indicazione della sede centrale, ai titolari dei Buoni Fruttiferi Postali di alcune serie, emessi a cavallo dei primi anni duemila, solo degli interessi parziali contravvendendo a quanto indicato a tergo degli stessi.

Una linea generale che, però, lo Studio Legale Verrengia ha contestato, riuscendo a riaffermare il diritto dei consumatori.

Ad essere coinvolti sono i titoli della Serie Q, ma non solo, ai quali inizialmente non vengono riconosciute le condizioni indicate nel retro del BFP. Non viene applicato un rendimento sicuramente più remunerativo rispetto a quello che le Poste Italiane pretendono di quantificare.

Grazie ai reclami inviati dallo Studio Legale Verrengia ed a tutte le procedure successive, le strutture centrali di BancoPosta, oltre a quanto percepito nell’atto di riscossione, integrano gli importi con ulteriori assegni di rimborso.

L’Avv. Alberto Verrengia ha dichiarato: “. L‘aver accolto i nostri reclami in maniera totale ed aver riconosciuto interessi maggiorati, è stato un atto di trasparenza irrinunciabile da parte di BancoPosta

#accantoaivostridiritti

Buoni Postali: rimborsati tutti gli interessi maggiorati. Accolti tutti i reclami dello Studio Legale Verrengia.

In questi mesi, gli uffici postali stanno riconoscendo su indicazione della sede centrale, ai titolari dei Buoni Fruttiferi Postali di alcune serie, emessi a cavallo dei primi anni duemila, solo degli interessi parziali contravvendendo a quanto indicato a tergo degli stessi.

Una linea generale che, però, lo Studio Legale Verrengia ha contestato, riuscendo a riaffermare il diritto dei consumatori.

Ad essere coinvolti sono i titoli della Serie Q, ma non solo, ai quali inizialmente non vengono riconosciute le condizioni indicate nel retro del BFP. Non viene applicato un rendimento sicuramente più remunerativo rispetto a quello che le Poste Italiane pretendono di quantificare.

Grazie ai reclami inviati dallo Studio Legale Verrengia ed a tutte le procedure successive, le strutture centrali di BancoPosta, oltre a quanto percepito nell’atto di riscossione, integrano gli importi con ulteriori assegni di rimborso.

L’Avv. Alberto Verrengia ha dichiarato: “. L‘aver accolto i nostri reclami in maniera totale ed aver riconosciuto interessi maggiorati, è stato un atto di trasparenza irrinunciabile da parte di BancoPosta

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Sinistri Stradali. la Cassazione conferma: è il proprietario a decidere se riparare o meno un auto anche se il danno supera il valore del mezzo – Avv. Alberto Verrengia

Un provvedimento a favore degli automobilisti quello emerso dall’ Ordinanza della Cassazione, 3° Sezione Civile la numero 10686 del 20.04.2023. Gli Ermellini hanno sostenuto le ragioni di un cittadino che chiedeva venisse rispettato il suo diritto a far riparare un veicolo danneggiato in un incidente, anche se il costo delle riparazioni necessarie superava il valore che il mezzo aveva prima del sinistro.

Dunque, decade l’obbligo assoluto di rottamazione di un veicolo, allorquando il ripristino dello stesso sia antieconomico e cioè quando la riparazione di un’auto supera il valore residuo di una vettura. Precedentemente il risarcimento della compagnia si adeguava al valore di mercato, indipendentemente dal preventivo del carrozziere.

Un limite potrebbe essere individuato, ma su questo si attenderanno dei chiarimenti, dell’aumento del valore del veicolo a seguito della riparazione, che con la nuova Ordinanza però si affievolisce rispetto alle indicazioni del 2022, sempre della Cassazione

Questa Ordinanza della Suprema Corte amplia i diritti del proprietario dell’auto, non più in balia della decisione unilaterale delle Compagnie assicurative; nel caso di specie il danneggiato aveva richiesto ‘una somma pari quasi al doppio del valore del veicolo’

In breve la Cassazione ha sancito che “tener conto della necessità di non sacrificare specifiche esigenze del danneggiato a veder ripristinato il proprio mezzo’, il limite per il risarcimento è che non vi sia un aumento di valore del veicolo”.  Inoltre “va considerato che il danneggiato può avere serie di apprezzabili ragioni per preferire la riparazione alla sostituzione del veicolo danneggiato (ad esempio, perché gli risulta più agevole la guida di un mezzo cui è abituato o perché vi sono difficoltà di reperirne uno con caratteristiche similari sul mercato, o perché vuole sottrarsi ai tempi della ricerca di un veicolo equipollente e ai rischi di un usato che potrebbe rivelarsi non affidabile) e che una piena soddisfazione delle sue ragioni risarcitorie può comportare un costo anche notevolmente superiore a quello della sostituzione”.

Avv. Alberto Verrengia: la trasparenza del preventivo è un diritto degli assistiti ed un nostro impegno.

Il grande timore dei cittadini nel rivolgersi ad uno Studio Legale per veder tutelati i propri diritti risiede nell’incerteza delle spese che si affronteranno per eventuali consulti, attività legali o giudizi.

Con il preventivo trasparente si supera tale preoccupazione, poichè l’intero costo delle eventuali azioni sono conteggiate preliminarmente ed illustrate all’assistito per evitare amare sorprese di costi non previsti.

Lo Studio Legale Verrengia è stato precursore di questa modalità di trasparenza e correttezza e giammai si sono avute contestazione sulle spese, pocihè esse erano già conosciute ed accettate dal cliente.

I costi sono rapportati alle diverse azioni e seguono criteri prestabiliti dai parametri civili forensi che possono essere serenamente visionati agevolmente con delle tabelle pubbliche.

Ecco perchè il rapporto di fiducia con il nostro Studio resta un punto imprescindibile della nostra attività e tale resterà.

Accanto ai Vostri diritti, sempre.

Mutui: entro il 31 Dicembre 2023 si potrà trasformarlo da variabile in fisso. Una opportunità storica – Avv. Alberto Verrengia

Gli aumenti indiscriminati degli importi dei mutui con tasso variabile di questi mesi hanno, finalmente, un freno. Ad essere colpiti, soprattutto, sono le famiglie o persone di giovane età che hanno stipulato un contratto di mutuo per acquisto di immobili, dunque, tendenzsialmente economicamente fragili.

Bene il Governo Meloni che è intervenuto con il comma 322 della Legge di Bilancio 2023 pubblicata in GU n. 303 del 29 dicembre (Legge n.197/2022), la quale stabilisce le condizioni per rinegoziare i mutui ipotecari per tutta la durata del contratto, concedendo di fatto l’applicazione del tasso fisso in luogo del tasso variabile.

Per poter accedere a questa importantissima agevolazione, si necessita avere alcuni requisiti decisivi. In primis essere dei mutuatari beneficiari per l’acquisto o la ristrutturazione della propria abitazione, con mutui ipotecari con le seguenti caratteristiche:

  • stipula o accollo prima dell’entrata in vigore del 01.01.2023;
  • importo originario non superiore a 200 mila euro;
  • tasso e rata variabile per tutta la durata del contratto

Questi i requisiti primari per poter godere della trasformazione del mutuo. Inoltre, si necessitano anche dei requisiti individuali e segnatamente:

  • ISEE, al momento della richiesta di rinegoziazione, non superiore a 35 mila euro;
  • non avere avuto ritardi nel pagamento delle rate del mutuo, salvo diverso accordo tra le parti.

Con queste caratteristiche si potrà “trasformare” il proprio mutuo da variabile a tasso annuo nominale fisso.

Inoltre, si potrà concordare sia l’applicazione del nuovo tasso fisso per un periodo inferiore alla vita residua del finanziamento, sia un allungamento del piano di rimborso per massimo 5 anni sempre che, al momento della rinegoziazione, la durata residua del mutuo non superi i 25 anni.

La procedura di rinegoziazione ha un limite temporale entro il 31 dicembre 2023

Per ulteriori informazioni o collaborazione per tale adempimento, lo Studio Legale Verrengia è disponibile ai contatti indicati nel sito web.

Avv. Alberto Verrengia