SIA CHIARO! Le persone disabili con contrassegno possono parcheggiare sulle Strisce Blu. Ecco quando e perchè – Avv. Alberto Verrengia

La disinformazione che giunge spesso dal personale degli Enti Locali confonde i cittadini meno fortunati sulla normativa che regola il parcheggio dei Diversamente Abili\Portatori di Handicap muniti di contrassegno.

In molti sono ancora all’oscuro che, dal 1° gennaio 2022 tutte le persone disabili potranno parcheggiare gratuitamente le auto o i loro altri veicoli sulle strisce blu, indipendentemente dal Comune in cui avviene la sosta. Prima di tale data, i Comuni avevano facoltà di decidere se tale diritto era concesso o meno, creando una disparità enorme tra territori in tema di mobilità sociale dei PdH.

In base al Decreto Infrastrutture (n. 121/2021), nel testo coordinato con la legge n. 156 del 9 novembre 2021, sono state approvate alcune novità per i posti auto delle persone con disabilità e le sanzioni per chi li occupa abusivamente. Oggi, pertanto, “è consentito sostare gratuitamente nelle aree di sosta o parcheggio a pagamento” per chi è titolare del contrassegno disabili, ma solo nel caso in cui “risultino già occupati o indisponibili gli stalli a loro riservati” (art. 188 comma 3-bis). La disciplina applicherà dal 1° gennaio 2022 (art. 1-ter).

Molti comuni non garantiscono sufficienti stalli – strisce gialle -(per intendere quelli non individuali su concessione) per i portatori di Handicap, dunque, tale mancanza determina un discrimine per coloro che soffrono di disabilità. Per fortuna, tale discriminazione è stata abolita con le nuove modifiche, spesso sconosciute proprio dal personale operante che multa illegittimamente le auto con contrassegno parcheggiate sulle Strisce Blu trovando gli stalli appositi occupati o non esistenti.

Chiaramente sono sanzioni discriminanti e sono anche ILLEGITTIME e possono essere annullate ricorrendo al Giudice di Pace o al Prefetto. In realtà un Comando di Polizia Municipale corretto ed efficiente dovrebbe provvedervi in autotutela con la presentazione del verbale ricevuto e del contrassegno quale prova della autorizzazione al parcheggio per PdH.

Nell’aggiornamento del Codice della Strada, si incrementano le sanzioni per chi occupa gli stalli gialli senza contrassegno. Dinfatti, chiunque occuperà uno stallo per disabili senza la dovuta autorizzazione riceverà una sanzione raddoppiata rispetto al passato: invece che da 87 a 344 euro, adesso rischierà dai 168 ai 672 euro di multa. Inoltre i punti decurtati dalla patente passano da 2 a 6. Anche questa misura decorre dal 1° gennaio 2022.

Dunque, agli amici vunerabili (termine che viene preferito per la categoria dalla nuova normativa) dico: non fatevi intimorire da ausiliari male informati o tuttologi del codice della strada poichè per i Diversamente Abili deve essere sempre garantito un agevole parcheggio.

Questione di civiltà.

Avv. Alberto Verrengia

Pace Fiscale 2023: come prepararsi a questa importante opportunità – Avv. Alberto Verrengia

Le elezioni parlamentari del prossimo 25 Settembre 2022 sono un snodo importante per nuove innovazioni fiscali e giuridiche per i prossimi mesi ed anni.

Nei programmi di alcune forze politiche torna in prima linea l’intervento sanatoria nei confronti delle Cartelle esattoriali inesigibili o parzialmente esigibili e si parla di nuovo di Pace Fiscale.

Un provvedimento che negli anni scorsi ha dimostrato la sua validità e i suoi effetti benefici sull’economia e sulle famiglie.

E’ opportuno, dunque, prepararsi a questa eventualità, ma prima di tutto vediamo cos’è la Pace Fiscale e le sue applicazioni avvenute nel 2019:

La pace fiscale è stato un progetto ampio e articolato che prevedeva quattro diverse opzioni di chiusura dei debiti e delle cartelle:

  • Saldo e stralcio della cartelle per i contribuenti con ISEE fino a 20.000 euro
  • rottamazione ter delle cartelle;
  • definizione agevolata delle liti tributarie pendenti;
  • stralcio totale mini-cartelle fino a 1.000 euro

La Legge di Bilancio 2019 aveva introdotto il saldo e stralcio delle cartelle per i contribuenti in difficoltà economica, una misura che si affiancava alla rottamazione ter e che prevedeva condizioni di gran lunga più vantaggiose per i contribuenti.

Per chi presentava un ISEE di valore non superiore a 20.000 euro, l’importo del debito poteva essere ridotto in maniera significativa

Valore ISEEAliquota pagamento saldo e stralcio cartelle
Fino a 8.500 euro16% delle somme dovuto a titolo di capitale e interessi per ritardata iscrizione a ruolo
Da 8.500,01 euro a 12.500 euro20% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi per ritardata iscrizione a ruolo
Da 12.500,01 a 20.000 euro35% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo

A tali importi erano da aggiungere, inoltre, le somme maturate a favore dell’Agente della riscossione a titolo di aggio e spese per procedure esecutive e diritti di notifica.

Nelle nuove proposte che alcuni partiti hanno presentato nei loro programmi elettorali, la Pace Fiscale torna con alcun accorgimenti e miglioramenti. Secondo le stime del Fisco, ci sono infatti ancora 100 milioni di cartelle esattoriali corrispondenti a poco più di 1.000 miliardi di euro, che sono un cappio al collo per quindici milioni di contribuenti.

Si punta essenzialmente alla rottamazione delle cartelle di importo ridotto per gli anni 2018-2019, oltre a riaprire i termini del pagamento delle rate delle vecchie rottamazioni per chi non può pagare, e prevedere una nuova rottamazione per le annualità 2018 e 2019. Il denaro incassato andrebbe a finanziare un fondo per la riduzione della pressione discale come previsto nella proposta di legge 2465 firmata da Massimo Bitonci.  Proposta che prevede di “estendere la misura della pacificazione fiscale, già realizzata nel 2018 per le persone fisiche, alle imprese in condizioni di difficoltà economica, consentendo loro di regolarizzare le pendenze tributarie con l’Agenzia delle entrate – Riscossione”, come si legge nel testo del programma di alcune liste.

Una forza politica ha poi presentato anche una proposta di legge (2555) che riguarda l’accertamento con adesione e transazione fiscale per tutte le tasse e tributi fino a 1 milione di euro.

Spiagge Libere: fate valere i Vostri Diritti contro violazioni ed abusi – Avv. Alberto Verrengia

La disciplina della gestione delle spiagge va verso una profonda riforma e cambiamento, dopo che l’Unione Europea ha chiesto all’Italia un intervento sulla gestione della concessioni che saranno oggetto di future gare. Resta salvo il ruolo fondamentale della spiaggia libera che viene preferita da tanti italiani e non solo da coloro meno abbienti.

Dunque, è bene che conosciate i vostri principali diritti e doveri su una spiaggia libera per farli valere contro ogni prepotenza, abuso o violazione

1 – Accesso al mare ed alla battigia

Sia chiaro, nessuno può impedirvi di raggiungere il mare e la battigia. La Legge n. 296 del 2006 è chiara in proposito: “l’obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione“. Ricordiamo che per “battigia” si intende la striscia di sabbia su cui l’onda va a infrangersi solitamente con un colore di sabbia più scuro.

Ogni biglietto, obolo o costrizione ad usufruire di servizi a pagamento in cambio dell’autorizzazione ad accedere al mare, è una violazione come sancito anche dall’articolo 11 della legge n. 217 del 2011 che prevede “il diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione“.

Per essere più chiari: chiunque voglia farsi un bagno o fare una passeggiata non deve pagare nulla. Chiunque lo proibisce è sanzionabile dalle autorità competenti.

Uno stabilimento non può richiedere il pagamento per chi vuol stare sulla battigia a prendere il sole o a chiacchierare.

2- Ombrelloni e sdraio

Sulle spiagge in concessione balneare (ossia la gestione autorizzata di quote di demanio pubblico), tali servizi sono gestiti da colui che è intestatario della stessa e, pertanto, il loro utilizzo è sottoposto a tariffazione. Ricordiamo che i concessionari non sono proprietari, poichè L’articolo 822 del Codice Civile cristallizza chiaramente l’appartenenza allo Stato – in quanto demanio pubblico – del lido di mare e della spiaggia.

Sulla spiaggia libera è, invece, possibile posizionare temporaneamente degli ombrelloni e sdraio ma non occuparla con tali oggetti in attesa del giorno successivo (molte ordinanze regionali indicano il tramonto come limite dopo del quale devono essere rimossi) per non incorrere in Abusiva occupazione di spazio demaniale” (articolo 1161 del Codice della navigazione).

3- Giochi sulla spiaggia (pallone, racchettoni, pallavolo ed altro)

Il diritto all’attività ludica sulla spiaggia libera è, ahinoi, molto confuso e lasciato alle interpretazioni degli Enti Locali. Sono varie ed imprevedibili le Ordinanze che si succedono per la regolamentazione di tali attività, quasi sempre proibite tranne in specifici casi. Dunque, prima di tutto è bene informarsi sulla regolamentazione specifica della spiaggia, che dovrebbe essere indicata con appositi cartelli (ma raramente avviene).

4 – Animali sulla spiaggia libera

Storica fu la pronuncia del TAR di Salerno nel 2015 con cui si sancì che il divieto di accesso per gli animali di affezione è illegittimo se l’amministrazione non ha correttamente bilanciato gli opposti interessi. I cani, pertanto, possono andare tranquillamente nella spiaggia libera e/o fare il bagno purché indossino sempre il guinzaglio, l’apposita museruola e restare presso l’ombrellone di appartenenza. Anche in questo caso è opportuno che si verifichino sempre apposite ordinanze comunali.

5- Cosa si intende per Spiaggia Libera Attrezzata

La spiaggia libera attrezzata: è una quota di demaniale marittima in concessione solitamente ad un ente pubblico o soggetto privato che eroga specifici servizi legati alla balneazione direttamente o con affidamento a terzi. Servizi minimi (basati su decoro, sicurezza e confort) che, però, permettono l’accesso e la permanenza libera e gratuita. Quello della spiaggia libera attrezzata è una sorta di compromesso frutto di una scelta del bagnante, mentre nello Stabilimento “privato” in concessione , tale scelta non sussiste.

Per qualsiasi altro chiarimento in proposito lo Studio Legale Verrengia è disponibile a fornire le dovute spiegazioni.

Pignoramenti, Fermi ed Ipoteche illegittime: ecco come chiedere i danni e far valere le proprie ragioni – Avv. Alberto Verrengia.

La Campania, da tempo, è all’avanguardia sulla tutela derivante da azioni esecutive ed iscrizioni ipotecarie illegittime, vedasi le sentenze dei Tribunali di Napoli e di Nola.

Lo Studio Legale Verrengia ha, più, volte difeso incolpevoli cittadini o imprese vittime degli errori dell’Agenzia delle Entrate o delle ancor più aggressive Società di Riscossione, spesso al servizio degli Enti pubblici locali. Talvolta, si è vittima di pignoramenti o di ipoteche non dovute, frutto di banali disguidi telematici o di gravose sviste giuridiche che, però, incidono economicamente, moralmente e psicologicamente nella vita del contribuente.

In generale, la Sentenza della Cassazione sez. 3, n. 10814 del 2020 del 5/6/2020 ha contribuito in maniera decisiva per una seria e costante tutela del cittadino vittima di tale incresciosa iscrizione. Gli Ermellini hanno evidenziato che se l’agente\società della riscossione iscrive ipoteca per una cartella derivante da un avviso di accertamento annullato per una sentenza passata in giudicato, risponde del risarcimento del danno. Chiaramente il danno va ampiamente provato nella sua concretezza con tutti i pregiudizi derivanti.

La Cassazione ha precisato che in tal caso sussiste una responsabilità ex art . 2043 c.c., in quanto si configura un illecito a carattere permanente, il quale perdura fino a quando non venga cancellata l’ipoteca.  E’ bene chiarire che l’illiceità del comportamento lesivo non si esaurisce nella iscrizione non dovuta ma prosegue e perdura sino a quando permanga la situazione illegittima posta in essere e nella quale si concreta la persistenza della lesione e del danno.

Il danno, pertanto, si concretizza effettivamente con l’inizio del fatto illecito generatore del danno stesso e con questo persiste nel tempo, ma si rinnova nel trascorrere dei giorni, con la conseguenza che la prescrizione, secondo la regola del suo computo (art. 2935 c.c.), ha inizio da ciascun giorno rispetto al fatto già verificatosi e al corrispondente diritto al risarcimento

Oltre al danno economico concreto causato da una ipoteca\pignoramento illegittimo, negli anni (grazie al costante intervento della giurisprudenza dei Giudici di Pace) si è fatto largo anche un risarcimento morale, psicologico e sanitario. Una ipoteca può, dunque, determinare un danno ultra economico, che merita la dignità di un congruo risarcimento.

In linea di principio, un pignoramento viene considerato illegittimo quando le pretese del creditore che ha avviato la procedura esecutiva si rivelano infondate. In altre parole, il credito che rivendica è in realtà inesistente, oppure è già stato rimborsato dal debitore prima del pignoramento.

Anche il pignoramento illegittimo dà diritto al debitore di ottenere un risarcimento. È questo infatti il solo caso in cui ci troviamo di fronte al presupposto dell’illegittimità della pretesa del creditore, che è di conseguenza tenuto a risarcire il danno causato alla controparte.

In molti si chiedono, se i pignoramenti illegittimi (soprattutto di conti correnti, stipendi e pensioni) da parte dell’Agenzia delle Entrate o Società di Riscossione meritano di seguire la medesima sorte?

Certo, la tutela del cittadino dinanzi allo strapotere delle Agenzie\Società di Riscossione ha, a nostro avviso, un valore rafforzato che merita una tutela giudiziaria rapida ed un ampio riconoscimento dei danni subiti. La stessa sorte può ampliarsi, a nostro avviso, ai fermi amministrativi illegittimi.

L’Avv. Alberto Verrengia da anni è sul fronte dei diritti dei cittadini vittime di abusi, danni e diseguaglianze giuridiche.

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Attenzione ai finti “Pacchi Postali”: la nuova frontiera dei raggiri Online. Ecco cosa accade – Avv. Alberto Verrengia

Prevenire è meglio di curare, ecco perchè è bene avvisare tutti i cittadini della ulteriore frontiera dei raggiri o truffe online che circolano sul web.

Un sistema di inganno che non è nuovo (negli anni scorsi veniva effettuato tramite sms) ma sicuramente è in forte espansione in questi ultimi mesi.

E’ stata ideata con particolare ingegno ed è molto insidiosa, poichè coinvolge un settore ampiamente attivo, che è quello degli acquisti online. Chi di noi non ha ordinato dei pacchi a domicilio tramite i portali di e-commerce più affidabili? Molte spedizioni giungono anche tramite i servizi offerti da Poste Italiane, così come con i tanti vettori nazionali ed internazionali.

Il sistema è semplice: vengono notificati, pertanto, dei messaggi di posta elettronica, in cui si dichiara l’impossibilità di consegna del pacco per assenza del destinatario. Un evento chiaramente possibile e si chiede – contestualmente – una “conferma di un indirizzo per la spedizione del pacco” con l’invito a cliccare su un tasto.

Ecco che la truffa è servita. Cosa accade dopo… dipende dal sistema messo in piedi ed è preferibile non accertarlo, ma solitamente si viene rinviati ad un sito per la richiesta di un versamento per la consegna del pacco, ma si possono incorrere anche in forme più gravi di phishing e di aggressione informatica che potrebbero coinvolgere le carte di credito utilizzate per i pagamenti.

Le forme di tutela da tali raggiri, sono chiaramente quelli indicate dalla normativa penale. Su questo settore, grande è l’impegno e l’efficienza della Polizia Postale, i cui portali sono sempre attivi per ogni segnalazione o semplice informazione.

Ricordiamo che lo Studio Legale Verrengia ha condotto una decisa campagna di informazione sui furti d’identità su Instagram ed è nostra cura aggiornarvi su ogni rischio non solo online.

Il mondo forense deve essere in prima linea non solo per risolvere le problematiche dei cittadini ma anche per prevenirle.

Avv. Alberto Verrengia

Qui di seguito alcune tipologie di messaggi sospetti.

Locazioni: obbligo del pagamento canoni sino a quando non si riconsegna l’immobile (anche dopo lo sfratto).

Nel 2021 è giunta dal Tribunale Palermo sez. II, 17/03/2021, n. 1146, una conferma in materia locatizia sul caso di occupazione di un immobile anche successivamente alla procedura di convalida dello sfratto. L’idea errata di molti, che l’obbligo di pagamento dei canoni locatizi si concluda al momento della notifica della convalida dello sfratto, è ampiamente confutata. La condanna del conduttore al pagamento dei canoni da scadere sino alla riconsegna dell’immobile locato per la protratta occupazione dell’immobile come previsto dall’art. 1591 c.c.

Pertanto, al conduttore “sotto intimazione” che tarda “per difficoltà”, “per scelta” o, persino, “per dispetto”, suggeriamo caldamente di rilasciare l’immobile senza esitare per non subire un ulteriore richiesta di pagamento dal locatore, ormai lanciato verso la conclusione positiva della controversia.

Ripetiamo, pertanto, in caso di convalida definitiva dello sfratto intimato per la morosità del conduttore, si può procedere con la richiesta ed emissione dell’ingiunzione al pagamento non solo dei canoni scaduti alla data di notificazione dell’intimazione ma (se richiesto), anche di quelli “da scadere fino all’esecuzione dello sfratto”.

Una richiesta da parte del locatore integrativa della domanda quale ipotesi specifica di condanna c.d. in futuro, di carattere tipico e di natura eccezionale, con la quale l’ordinamento tutela l’interesse del creditore all’ottenimento di un provvedimento nei confronti del debitore prima ancora che si verifichi l’inadempimento.

Cfr Tribunale Palermo sez. II, 17/03/2021, n. 1146

Lo Studio Legale Verrengia difende locatori e conduttori vittime di controversie e abusi dei loro diritti con efficacia ed equilibrio.

Danni alle auto da buche ed insidie: ecco le ultime evoluzioni giuridiche – Avv. Alberto Verrengia (Cass. 10166/22)

Le strade italiane non sempre sono sinonimo di cura e sicurezza, soprattutto, quando trattasi di arterie gestite da Enti locali.

Dei veri e propri crateri sono riscontrabili anche nelle aree urbane delle grandi città, così come in quelle rurali. Purtroppo, talvolta, si ha la sfortuna di finire dentro ad una di queste voragini e danneggiare l’auto. Può andare bene con una semplice foratura, ma spesso anche cerchi, ammortizzatori e sospensioni subiscono gravi danni aumentando l’importo necessario per la riparazione.

Per poter godere del risarcimento da parte del gestore della strada incriminata, che sia un Ente locale o un privato, da qualche anno, la parte istruttoria (prova) si è fatta sempre più severa ed imprescindibile.

Per ottenere il rimborso dei danni diventa, pertanto, fondamentale l’elemento probatorio decisivo del verbale d’incidente redatto dalle Forze dell’Ordine.

Polizia Municipale per le strade locali , PS, Carabinieri, per quelle extraurbane.

Ad affermarlo con un provvedimento confermativo di un indirizzo, ormai, radicato nelle aule giudiziarie, è stata la VI sezione della Cassazione con una recente ordinanza la n. 10166 del 2022 che ribadisce l’importanza della prova documentale rilasciata da una Autorità di Polizia e segnatamente ha dichiarato: “la sentenza impugnata ha escluso la responsabilità da custodia del Comune per mancanza di prova della esatta dinamica dell’incidente, data l’intervenuta rimozione del veicolo incidentato al tempo dell’intervento degli agenti della polizia municipale sul posto (in tesi di parte ricorrente, il veicolo era caduto in una buca coperta d’acqua, effettivamente presente sul luogo) e il mancato ritrovamento di tracce di frenata o di testimonianze da cui poter ricostruire, anche in via presuntiva, la dinamica dell’incidente”

Disabilità (L. 104\92): ecco le nuove procedure che semplificano e agevolano l’acquisto di una Auto – Avv. Alberto Verrengia

Nel marasma della burocrazia italiana, finalmente uno spiraglio di luce per i diversamente abili.

Dal 18 Gennaio 2022 si è provveduto ad una semplificazione per l’acquisto dei mezzi di trasporto dei cittadini con patologie riconosciute dalla L. 104 del 1992 (invalidità civile). Resta saldo il principio dell’IVA al 4% anzichè al 22%, sia di auto nuove che usate o per l’importazione di macchine adattate allo scopo.

La novità riguarda il rapporto con il venditore: ora non occorre più consegnare al concessionario la copia del verbale di invalidità con l’indicazione delle agevolazioni normative, ora basta una autocertificazione.

Oltre all’autocertificazione, si necessita della fotocopia della patente speciale con gli adattamenti meccanici previsti per la guida e nella dichiarazione bisogna specificare che nei precedenti 4 anni non si è già beneficiato della medesima agevolazione. Nel caso in cui l’acquisto sia fatto da un Portatore di Handicap non munito di patente, resta salva la vecchia procedura con tanto di certificazione e verbale della Commissione Medica.

Ricordiamo che anche gli adattamenti della vettura per la guida sono agevolati dall’IVA al 4% (sempre se indicati nella patente speciale) sia su veicoli nuovi, usati che già in possesso.

L’opportunità di agevolazione IVA è quadriennale per il disabile o per un familiare che lo ha ufficialmente a carico. Si può anticipare l’acquisto prima dei 4 anni solo in caso di cancellazione al PRA del veicolo precedente (cfr incidente, demolizione, furto ecc).

Restano i limiti tecnici per l’acquisto di una auto con IVA agevolata per disabilità. Il motore della vettura non può superare 2000 cm3 di cilindrata per i benzina, 2800 cm3 per i diesel e le ibride, 150 KW per le auto elettriche.

Dal punto di vista fiscale, è opportuno sapere che in caso di vendita prima dei due anni dall’acquisto, si dovrà versare all’Erario la differenza dell’imposta non versata, tranne il caso che tale vendita non sia stata frutto della propria malattia invalidante (in tal caso, si dovrà attendere altri 4 anni per l’acquisto di una auto con IVA agevolata).

Nel caso di successione di una auto di un diversamente abile non va versata la differenza fiscale.

Infine, le agevolazioni valgono anche per le riparazioni e per i ricambi.

Studio Legale Verrengia, accanto ai Vostri Diritti.

Finalmente si potranno bloccare le telefonate moleste per vendita\pubblicità (Cellulare e fisso). Ecco le novità.

Finalmente si completa l’iter del cosiddetto Registro delle opposizioni, regolamentato dalla normativa pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 29 marzo 2022 ed in vigore dal 13 aprile 2022. Tale regolamento sarà attivo dal 27 luglio 2022, giorno a partire dal quale i cittadini potranno iscrivere anche il numero del cellulare per non ricevere chiamate di telemarketing dei call center in gran parte indesiderate.

Si potrà, dunque, bloccare ogni contatto da parte di aziende che ci tartassano a tutte le ore sui telefoni fissi e mobili per promozioni, nuovi contratti o semplici informazioni. Per far ciò è possibile iscriversi ad un registro apposito per esercitare il cosiddetto diritto di opposizione: Il contraente può procedere all’iscrizione gratuita e così tutelare la propria privacy.

Tale adempimento potrà avvenire sia compilando un modulo presente presente sul sito del gestore del registro, sia telefonando dal numero che si vuol proteggere dalle molestie e iscrivere al registro delle opposizioni, sia a mezzo di Posta Elettronica con un modulo.

Tale iscrizione può essere effettuata direttamente dagli utenti.

Lo Studio Legale Verrengia è a disponibile per consigli, chiarimenti e\o coadiuvare a tale adempimento.