Competenza e Trasparenza: lo Studio Legale Verrengia applica la “Carta dei diritti del cliente”

 

Nasce la carta dei diritti del cliente, con una serie di tutele e con una trasparenza che garantisce l’assistito da ogni “spiacevole” sorpresa.

Lo Studio Legale Verrengia applica in pieno questa normativa, garantendo ai proprio clienti qualità e trasparenza.

 

Ecco la “Carta dei diritti del cliente”:

1. Il cliente ha diritto alla trasparenza e a essere reso edotto del curriculum vitae dell’avvocato, delle sue specifiche aree di competenza e dei percorsi formativi svolti. Tale diritto è esteso anche a tutti coloro che collaboreranno nell’assistenza e che parteciperanno alle udienze in qualità di sostituti.

2. Il cliente ha diritto ad essere informato sui costi che dovrà affrontare per intraprendere il giudizio tenendo conto anche delle spese che potrebbe dover sostenere in caso di nomina di consulenti tecnici e di quelle che potrebbero rendersi necessarie in ogni grado del giudizio.

3. In conformità a quanto previsto dall’art. 13 comma 5 della legge 247/2012 il cliente ha diritto a richiedere un preventivo scritto sulla prevedibile misura del costo della prestazione (1).

4. Il cliente ha diritto di conoscere i rischi di una possibile soccombenza nonché di avere informazioni sulla concreta possibilità di dare esecuzione a eventuali provvedimenti favorevoli.

5. Il cliente ha diritto ad essere costantemente e tempestivamente informato sull’andamento della causa.

6. Il cliente ha diritto di ricevere le copie di tutti gli scritti difensivi anche delle altre parti in giudizio.

7. Il cliente ha diritto a essere informato sulle possibilità di intraprendere soluzioni transattive anche in corso di causa al fine di pervenire a una composizione bonaria della lite.

8. Il cliente ha diritto a ottenere la restituzione del fascicolo consegnato all’avvocato, con tutte le carte e i documenti, durante la causa o alla sua cessazione, anche se ancora non abbia corrisposto all’avvocato il relativo onorario per l’attività svolta.

9. Il cliente ha diritto, in caso di revoca dell’avvocato, ad avere una completa e dettagliata relazione sull’attività svolta, sullo stato della causa e sulla data di successiva udienza. Tale diritto non è subordinato al pagamento del compenso dell’onorario per l’attività svolta.

10. In caso di rinuncia al mandato da parte dell’avvocato, il cliente ha diritto di ricevere un preavviso adeguato alle circostanze e di essere informato su quanto è necessario fare per non pregiudicare la propria difesa.

11. Il cliente ha diritto a ricevere copia di tutti gli atti giudiziari depositati nel corso della causa nonché di tutta la corrispondenza inviata, in suo nome, dall’avvocato e di quella ricevuta. Il diritto si estende a tutti i provvedimenti del giudice emessi nel corso della causa, ivi compresa la sentenza finale.

12. Il cliente che sia stato ammesso al gratuito patrocinio non deve versare alcuna ulteriore somma all’avvocato, neanche a titolo di spese vive. In caso contrario ha diritto di contestare il comportamento del professionista al competente Consiglio dell’Ordine degli avvocati.

13. Il cliente ha diritto di conoscere tutte le circostanze di natura impeditiva tali da non consentire l’assunzione del mandato. Egli inoltre ha il diritto di essere messo al corrente dell’esistenza di possibili conflitti di interesse tra l’avvocato e le parti in causa (anche con riferimento a situazioni connesse ad altri incarichi professionali e non), che potrebbero compromettere lo svolgimento del mandato e il perseguimento del proprio interesse.

14. Il cliente ha diritto di sapere se, ai fini dello svolgimento del mandato, è necessaria l’integrazione di competenze oltre a quelle dell’avvocato difensore o, comunque, l’assistenza da parte di altri colleghi o tecnici (per esempio commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri ecc.). In questo caso il cliente ha il diritto di conoscere il profilo professionale di tali soggetti e prestare il consenso alla loro attività, anche se retribuiti dallo stesso avvocato cui è stato conferito mandato.

15. Il cliente ha il diritto ad essere informato sulla durata e gli oneri ipotizzabili del processo.

16. Il cliente ha il diritto ad essere informato circa i casi in cui la preventiva mediazione è obbligatoria e condizione di procedibilità per il giudizio; ha anche diritto a sapere che, comunque, la mediazione è possibile e facoltativa anche in tutte le altre controversie inerenti materie ove non sia espressamente sancita come obbligatoria.

17. Il cliente ha diritto a conoscere gli estremi della polizza assicurativa dell’avvocato contratta per la responsabilità civile professionale.

18. Il cliente ha diritto a che l’avvocato emetta regolare fattura con indicazione delle attività svolte o da svolgersi, tenendo da esse distinte le spese vive. Ha altresì diritto ad ottenere, dietro richiesta, prova documentale circa le spese vive sostenute dal professionista richieste nella parcella.

19. Salvo diverso accordo tra le parti, il cliente ha diritto di ricevere immediatamente dall’avvocato le somme che questi ha riscosso per suo conto.

20. Anche se il mandato processuale non è stato ancora firmato, ma l’avvocato ha già (oralmente o per iscritto) accettato l’incarico conferitogli dal cliente, quest’ultimo ha diritto a che la prestazione sia eseguita correttamente, diligentemente e nel rispetto dei termini processuali, onde non vedersi privato della tutela dei propri diritti.

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La responsabilità delle Concessionarie di auto: lo Studio Verrengia incassa una decisione importante.

Anche nei piccoli Tribunali, talvolta, si può creare giurisprudenza. Così fu, qualche anno fa, poco prima della soppressione della stessa,  presso la sezione distaccata del Tribunale di Carinola sul problema “Concessionarie insolventi”,  a seguito di un art. 700 cpc,  venne emesso un provvedimento storico ripreso anche da riviste del settore, tra le quali la prestigiosa QUATTRORUOTE.

Il nostro Studio ebbe a trovarsi in una situazione complessa, ma tipica in periodo di crisi: l’acquisto di una vettura presso un concessionario multimarca che prima della consegna o fallisce o si rende insolvente tanto da non poter immatricolare l’auto.

Questo accade ad un nostro assistito.

Il cliente  ebbe ad acquistare presso la Concessionaria XXX , una auto XXX,  per il valore complessivo di € 11.000,00, come da atto di compravendita

Egli ebbe immediatamente a versare la somma di € 6.000,00 con assegno bancario di e finanziando la restante parte tramite la società XXX con l’intermediazione del titolare della Concessionaria ed, inoltre, si provvide alla rottamazione della precedente auto.

Che dopo, qualche settimana l’auto giunse presso la concessionaria XXX, giungente dalla Concessionaria YYY, titolare del marchio per la provincia.

Nonostante i numerosi solleciti, la Concessionaria XXX, non provvide dopo vari mesi (la data prevista da contratto)  all’immatricolazione della vettura ed a tutti gli adempimenti successivi poiché non aveva versato quanto dovuto alla concessionaria YYY che non inviava la documentazione necessaria per l’immatricolazione.

Che fu suggerito all’acquirente di  trasportare l’auto (con targa di prova) presso il proprio domicilio dell’istante, ma essa vettura fu chiaramente inutilizzabile, perché non dotata di targa, né di libretto, né di foglio complementare.

Che con missiva raccomandata, la concessionaria YYY  ha dichiarato di essere ancora proprietaria dell’autovettura, ma di non aver ricevuto l’importo versato dall’istante alla Concessionaria XXX. Quest’ultima serrò la propria attività 15 giorni dopo e che, pertanto, i contatti si sono svolti esclusivamente con la Concessionaria YYY che era ancora in possesso della documentazione necessaria per procedere all’immatricolazione, procedimento che la stessa, su sollecito del sottoscritto procuratore, ha rifiutato di effettuare, adducendo che, essa società,  non ha ricevuto il saldo dell’autovettura.

Che il ricorrente, quale terzo acquirente in buona fede, pativa i danni economici e morali del rapporto infedele di mediazione contrattuale tra le concessionarie XXX ed YYY.

Che a norma del Codice Civile, la responsabilità è estendibile anche alla concessionaria YYY , poiché, essa società ha dato mandato e rappresentanza ad altra società, senza verificarne le condizioni di solvibilità e di serietà commerciale, e soprattutto alla luce della chiusura commerciale della società intermediatrice

Che con l’art. 700 fu chiesto un provvedimento di urgenza poiché l’auto era necessaria alla vita ed al lavoro dell’istante ed il Giudicante del Tribunale di Carinola accolse pienamente la tesi.

La Concessionaria YYY dovette a seguito di azione esecutiva consegnare la documentazione e permettere l’auto-immatricolazione da parte del cliente.

Un provvedimento importante ed innovativo che permetterà a molti consumatori di poter rivalersi sulla Concessionaria Madre per infedele mediazione e responsabilità sul mandato e rappresentanza.

Sia Quattroruote che numerosi colleghi in tutto il territorio nazionale hanno utilizzato tale decisione per difendere i propri assistiti “truffati” da Concessionarie farlocche.

 

 

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Tassa sui Rifiuti (TARI): esenzioni e riduzioni

In molti si chiedono esistono o meno esenzioni sulla imposta denominata TARI (ex Tarsu)?

Ricordiamo che la TARI è, infatti, costituita, da un lato, da una componente fissa, attinente al costo del servizio e determinata sulla base della superficie dell’edificio, dall’altro, da una componente invece variabile, proporzionata alla quantità di rifiuti prodotta.

E’ bene ricordare che la quantità di rifiuti prodotta è proporzionale e relativa al numero dei membri che compongono la famiglia; sono escluse, altresì, rimangono le aree condominiali e le aree accessorie o pertinenziali di un immobile tassato.

Esistono dunque esenzioni per la TARI??

1) Locali non adoperabili-usufruibili

Il pagamento della TARI non vale  per i locali o gli spazi che risultano inadoperabili, in quanto incapaci di produrre rifiuti. Essi, però, debbono avere talo requisiti: mancanza di allacciamenti alla rete elettrica, idrica e fognaria; sussistenza di requisiti di inagibilità o inabitabilità.

2) La tassa sui rifiuti non viene pagata anche per le parti del condominio che non vengono utilizzate in forma esclusiva (ad esempio l’androne o le scale).

3) La TARI non viene richiesta per gli spazi che non possono produrre autonomamente spazzatura (cantine, terrazze, balconi e solai).

4)  La TARI si esclude per gli spazi che risultano scoperti, costituenti la pertinenza di un immobile soggetto all’imposta o viceversa a questo accessori, fatta eccezione per gli spazi scoperti operativi.

Esistono esenzioni previste dai Comuni?

Precisiamo, esistono delle possibilità a cui gli Enti posso adeguarsi per forme di esenzione:

1) Possono essere esentati dal pagamento i locali e gli spazi in cui vengono prodotti rifiuti speciali, smaltiti dagli stessi proprietari a proprie spese, rispettando ovviamente le disposizioni vigenti in materia.

2) Possono essere esentati dal pagamento gli immobili in stato di ristrutturazione, per tutto il periodo di tempo in cui non risultano occupati.

3) Possono essere esentati dal pagamento gli immobili interamente in ristrutturazione per un arco temporale di almeno 2 mesi.

4) Possibili esenzioni anche per le aree verdi.

5) Possono essere esentati dal pagamento i locali adibiti a strutture medico- sanitarie, sia pubbliche che private.

6) Possibili esenzioni anche per i locali e gli spazi dedicati ad impianti sportivi, scuole di danza o di ginnastica, anche se però esclusivamente in riferimento alle aree riservate all’esercizio dell’attività sportiva.

Come si effettua la richiesta di esenzione al proprio Comune?

Motivando con apposita richiesta, si protocolla (anche tramite PEC, Raccomandata R|R)  la domanda di esenzione o di riduzione del pagamento dell’imposta, preso il Comune di residenza, ricorrendo ai moduli appositamente messi a disposizione dall’Ente presso il proprio portale web oppure tramite proprio scritto adeguato ai moduli standard.

Riduzioni e sconti per la TARI

Esistono, altresì, forme di riduzione pari al 20% dell’intera imposta, nei seguenti casi:

a) mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti;

b) svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti violando gravemente la normativa di riferimento;

c)  sospensione del servizio di gestione dei rifiuti per cause sindacali o per intoppi organizzativi non prevedibili, cagionanti una circostanza riconosciuta dall’autorità sanitaria come nociva o rischiosa sia per l’ambiente che per le persone.

Abitazione distante dal punto di raccolta

Esiste, invece, il diritto a beneficiare di una  tariffa massima del 40%, rispetto a quella totale, nei casi in cui il punto di raccolta risulta distante dall’area servita.

Altri sconti possibili dei COMUNI.

1) Possono essere previste riduzioni per le abitazioni che hanno un unico occupante.

2) Possono essere previste agevolazioni per le abitazioni che sono occupate da soggetti risiedenti o alloggianti all’estero, per più di 6 mesi all’anno.

3) Possono essere previste riduzioni per le abitazioni riservate ad una fruizione saltuaria, circoscritta o stagionale (vale a dire le cosiddette case vacanza).

4) Possono essere previste agevolazioni per i locali e gli spazi scoperti ad uso ricorrente, anche se stagionale o comunque intermittente;

5) Possono essere previste riduzioni per i fabbricati rurali che hanno uso abitativo.

6) Possono essere previste agevolazioni anche per i locali commerciali registranti un calo di attività motivato dall’inaugurazione di cantieri pubblici.

7) Possono essere previste riduzioni per gli immobili che sono detenuti da Onlus.

8) Possono essere previste riduzioni per i locali di culto.

9) Possibili riduzioni anche per le situazioni in cui emerge un grave disagio per l’utenza.

10) Possono essere previsti sconti per i nuclei familiari disagiati.

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Rottamazione cartelle Equitalia: termine sino al 31 Marzo 2017.

La cosiddetta “Rottamazione delle cartelle” giunge alla sua fase finale. L’art. 6 del Decreto Legge n. 193/2016, convertito dalla Legge n. 255 del 1° dicembre 2016 ha disciplinato una normativa che agevola i cittadini in difficoltà.

Ricordiamo che la misura comprende tutti i ruoli riguardanti debiti di natura tributaria, previdenziale e assistenziale dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016. Vi rientrano anche gli avvisi di accertamento esecutivi e gli avvisi di addebito dell’Inps.

Per poter beneficiare della “rottamazione”, il debitore  dovrà presentare un’apposita domanda entro e non oltre il 31 marzo 2017, attraverso la quale bisognerà indicare il numero di rate di cui ci si vuole avvalere.

Lo Studio Legale Verrengia è disponibile ed organizzato ad ogni consulenza e collaborazione per la presentazione delle domande.

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Studio Legale Verrengia: preventivo trasparente ed informazioni chiare

Un nuovo rapporto tra servizi legali ed assistiti.

La trasparenza del preventivo e, dunque, delle spese da affrontare (senza variazioni future) è fondamentale per consentire al cliente di programmare e verificare la disponibilità ad affrontare una qualsiasi azione legale.

A questo si aggiungono la disponibilità per pagamenti personalizzati ed il Gratuito Patrocinio per le categorie ammissibili.

Questa strategia di marketing ha lo scopo di stabilire tra lo Studio Legale e l’assistito un rapporto di reciproca fiducia e correttezza.

Lo Studio Legale Verrengia, da anni, è stato precursore di queste novità legislative e di retto comportamento professionale.

A questo si aggiunge la capacità multimediale dello Studio Legale Verrengia di semplificare i contatti, gli impegni ed i rapporti tra le parti.

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Preventivo su costi e tempi: la trasparenza dello Studio Legale Verrengia

 

Le difficoltà economiche creano nei cittadini timori e preoccupazioni, ogni qualvolta è necessario approcciarsi con la tutela legale.

In primis, si temono costi impegnativi e tempi indeterminati.

Lo Studio Legale Verrengia da anni pratica una diversa politica della tutela legale.

Il primo incontro serve per stabilire un rapporto di fiducia tra il procuratore e l’assistito. Un modo per rendere la figura dell’Avvocato trasparente ed incisiva.

In quella sede, verrà redatto un preventivo per chiarire in maniera precisa il costo della procedura, verranno date tempistiche medie di realizzazione ed illustrati tutti i servizi aggregati.

Un modo limpido, ma concreto,  di intendere la professione forense.

Quando la tutela legale significa serenità.

 

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Recupero crediti: dare certezza su possibilità, tempi e costi.

 

 

Lo Studio Legale Verrengia ama dare certezze sui tuoi crediti in sospeso, analizzando con dedizione e cura tutte le possibilità di raggiungimento dell’obiettivo.

Rivelare con sincerità al proprio assistito se ci sono margini di recupero, i tempi medi e i costi per  dar maggiori garanzie alla parte.

Gestiamo tutto l’iter, per massimizzare l’efficacia partendo dal recupero stragiudiziale per, poi, proseguire a quello giudiziale ed esecutivo.

Preventivi sempre chiari e non suscettibili di variazioni.

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Azione Legale: preventivo delle spese e certezza dei costi.

Con la riforma della professione forense del 2016, si consacra un principio che sin dai tempi della stesura del DDL concorrenza ha modificato alcuni parametri dell’attività professionale degli avvocati.

Gli avvocati hanno, dunque,  l’obbligo di mettere il cliente al corrente dell’eventuale complessità dell’incarico e di indicargli, in forma scritta (e non solo su sua richiesta), il preventivo della prestazione, facendo distinzione tra oneri, spese e compensi.

Lo Studio Legale Verrengia ha adottato in pieno tale indicazione e preferisce essere chiaro sin dall’inizio sui costi di una procedura, sia relativamente alle spese che agli onorari.

Chi si rivolgerà alla nostra struttura avrà chiaro sin dall’inizio quanto potrà costargli la procedura richiesta, con una conferma anche per iscritto.

La Trasparenza è uno dei nostri punti di forza.

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Violenza sulle donne: ecco la procedura giuridica contro gli Stalker

La violazione sulle donne, tra le varie normative, ha un antidoto giuridico estremamente efficace.

L’articolo 612 bis cp ne é il riferimento, comunemente definito Stalking e recita “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterata, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.”.

Ricordando che la pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’art. 3 della legge 5/2/1992 n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.

La procedura

È opportuno ricordare che delitto è punito a querela della persona offesa. I termini per la querela è di sei mesi. Inoltre, si procede di ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’art. 3 legge 5/2/1992.

L’art. 8, L. 23.4.2009, n. 38 dispone che la vittima degli atti persecutori racconti i fatti all’autorità di pubblica sicurezza, facendo   richiesta al questore di un ammonimento nei confronti dell’autore della condotta persecutoria. Il questore,  o un suo delegato di PS potranno ammonire l’autore dello stalking, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge. Dell’ammonimento viene redatto processo verbale, una copia del verbale è rilasciata al richiedente l’ammonimento e una all’ammonito.  La ratio della procedura di ammonimento è quello di avvisare ed evitare  delle importanti conseguenze sotto il profilo penale:  infatti, se l’ammonito prosegue nella propria condotta persecutoria, andrà incontro  in primis al “Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa”.

Chiaramente, ulteriori azioni di molestia e violenza da parte dello stalker determineranno un intervento diretto delle Forze dell’ordine con sanzioni immediate ed estremamente decise.

 

 

Rottamazione multe: ecco la procedura e i termini

Dal 01 Luglio 2017 Equitalia lascerà spazio ad un altro Ente simile, ma nelle more è in atto una vera e propria sanatoria fiscale.

Ricordiamo che attualmente per le contravvenzioni\ammende non pagate entro 60 giorni, viene inviata una cartella esattoriale che include l’incremento della sorta, interessi e mora oltre alle spese di notifica.

Il nuovo decreto permette di pagare solo la sanzione iniziale con riduzioni sino al 35%.

Ecco i passaggi fondamentali.

1 Fase: la richiesta deve essere effettuata entro il 22 Gennaio 2017, in attesa che sia ratificato il nuovo termine del 31 Marzo, tramite la compilazione di un modulo apposito. La sanatoria riguarda le multe divenute cartelle “a ruolo” affidate a Enti o Equitalia dal Gennario 2000 al 31 Dicembre 2015. Sono escluse quelle del 2016.

2 Fase: Il condono evita l’applicazione della sanzione accessoria del Fermo Amministrativo. Chi ha in corso una causa contro Equitali potrà accedere alla rottamazione ma rinunciare alla controversia legale.

3 Fase: La rottamazione prevede o il pagamento in una unica soluzione oppure una dilazione con un piano rateale che è possibile integrare nella richiesta principale.

4 Fase: Attendere la risposta dell’Ente e poi procedere ai versamenti con IBAN o in maniera tradizionale.

Lo Studio Legale Verrengia è attivo nel settore per coadiuvare la procedura per chi volesse accedere alla rottamazione contattando i numeri indicati nei – Contatti -.

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